venerdì 11 agosto 2017

Ucraina
Negli ottanta progetti finanziati da #popeforukraine. I bambini al primo posto
L'Osservatore Romano
Sono circa ottanta i progetti, piccoli e grandi, realizzati nell’ultimo anno grazie all’iniziativa «il Papa per l’Ucraina», la raccolta di fondi avviata nelle chiese di tutto il vecchio continente a seguito della colletta straordinaria per il paese dell’est europeo lanciata dal Pontefice il 24 aprile 2014.
Un’informazione dettagliata si trova sul sito popeforukraine.com continuamente aggiornato sui programmi approvati e messi in pratica: dal campo estivo per un gruppo di 86 bambini provenienti dalle zone “grigie” del Donbass, che sono potuti andare in vacanza a Savudrija, in Croazia, assistiti da Caritas ucraina; alla copertura fornita all’associazione Emmanuel per progetti di aiuto alle popolazioni vittime del conflitto nei territori orientali. Anche in questo caso — spiega la coordinatrice Galina Kucher — anzitutto «il denaro è destinato a organizzare i campi estivi chiamati “territori di pace” nelle stesse zone colpite per duemila bambini» e in secondo luogo alla distribuzione di caldaie per 1410 famiglie nei villaggi di Krasnogorivka e Maryinka. In quest’ultimo centro saranno installate anche due caldaie mobili in altrettanti asili, che possono accogliere 600 bambini ciascuno, per consentire loro di poter ritornare a scuola. Infine verrà rimodernato un ospedale di Kramatorsk e una piccola quota servirà per costruire un pozzo nel villaggio Bakmukta.
Intanto la nunziatura apostolica in Ucraina ha reso noto che ha concluso il previsto anno di attività, portando a termine il compito a esso affidato, il comitato tecnico costituito dalla Segreteria di Stato nel giugno 2016 per vagliare i progetti di #popeforukraine. A partire dal 31 agosto, infatti esso verrà sostituito da un segreteria tecnica, anch’essa voluta dalla Santa Sede.
Sin dalla sua nascita il comitato presieduto dal vescovo Jan Sobilo, ausiliare di Kharkiv-Zaporizhia, ha monitorato le situazioni presenti in Ucraina e destinato i fondi raccolti alle persone più vulnerabili. Sono stati delineati i criteri di selezione e approvate le procedure di realizzazione e di revisione, avendo come partner organizzazioni ucraine e internazionali, fondazioni caritatevoli e comunità parrocchiali che hanno implementato programmi di assistenza soprattutto a favore degli sfollati nelle zone di Donetsk, Luhansk, Zaporizhzia, Dnipro e Kharkiv. Il tutto passa ora nelle mani del segreteria tecnica, che comincerà a lavorare a Kiev a partire dal 1° settembre, con il mandato di proseguire le collaborazioni con le agenzie già individuate dal comitato e di completarle con nuovi progetti, che saranno presentati e esaminati in forma semplificata. Coordinatore sarà il vescovo Edward Kawa, dei frati minori conventuali, ausiliare dell’arcidiocesi latina di Lviv, mentre il vescovo Kenneth Nowakowski dell’eparchia greco cattolica di New Westminster in Canada, svolgerà funzioni di consulente.
Infine la Segreteria di Stato ha incaricato il nunzio apostolico a Kiev, arcivescovo Claudio Gugerotti, di esprimere vivo apprezzamento e profonda riconoscenza al comitato «Il Papa per l’Ucraina» e, in particolare, al suo presidente, per la dedizione, la generosità e l’efficacia dell’attività svolta. Augura inoltre buon lavoro alla nuova segreteria tecnica, ringraziandola per la disponibilità manifestata.

L'Osservatore Romano, 11-12 agosto 2017