domenica 6 agosto 2017

Stati Uniti
In aumento i morti al confine tra Stati Uniti e Messico
L'Osservatore Romano
Il numero di migranti che muoiono mentre tentano di attraversare il Messico per raggiungere gli Stati Uniti è aumentato del 17 per cento nella prima metà del 2017 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’allarme è stato lanciato dall’agenzia di migrazione delle Nazioni Unite (Oim). Circa 232 decessi sono stati registrati tra gennaio e luglio, ha dichiarato l’Oim. Nello stesso periodo del 2016 le vittime sono state 204. Nel solo mese di luglio sono morte cinquanta persone, il dato più alto in un mese quest’anno.
Le cifre rischiano addirittura di sottostimare il fenomeno «considerando che, secondo le autorità di frontiera, pochi migranti stanno attraversando gli Stati Uniti nel 2017», ha detto Julia Black del Missing migrant’s project (Mmp), che ha sede presso l’Oim. La relazione rileva che molti decessi di migranti nella regione tendono a non essere dichiarati e che il numero effettivo di morti è probabilmente molto superiore a quello suggerito dai dati.
Il muro alla frontiera tra gli Stati Uniti e il Messico per arginare il flusso di immigrazione illegale è stato uno dei punti principali della campagna elettorale del presidente Donald Trump. Il capo della Casa Bianca sembra intenzionato a mantenere la promessa anche grazie alla recente decisione della camera dei rappresentanti, che ha approvato una parte del bilancio per l’anno fiscale 2018 che comprende appunto i fondi per la costruzione del muro al confine con il Messico. Si tratta di 1,6 miliardi di dollari destinati a finanziare la costruzione della parte della barriera che dovrebbe sorgere nella valle del Rio Grande, in Texas, e a San Diego, in California. Sono stati 235 i voti favorevoli e 192 i contrari. In generale, il provvedimento approvato riguarda una somma totale di 827 miliardi di dollari, da destinare tra gli altri alla difesa, ai veterani, al settore energetico. Alcuni esponenti del partito democratico hanno annunciato opposizione in senato.
L’episcopato statunitense, in diverse occasioni, ha sottolineato la necessità di regolamentare il flusso migratorio e di offrire un’assistenza degna a quanti cercano di varcare il confine. Proprio lungo la linea che separa gli Stati Uniti dal Messico, ogni anno il vescovo di El Paso, monsignor Mark Joseph Seitz, presiede una grande messa al di qua e al di là delle barriere, per rendere visibile l’ingiustizia dell’attuale situazione, fatta di centri di detenzione e deportazioni anche di migranti che non hanno avuto alcun problema con la giustizia.

L'Osservatore Romano, 5-6 agosto 2017