sabato 12 agosto 2017

L'Osservatore Romano
«Prendere le parole di Gesù, metterle in pratica, giorno dopo giorno, sviluppando così l’esperienza, la saggezza, la gioia, la voglia di vivere il bene del prossimo, così come il coraggio di fare delle scelte, a volte difficili, e soprattutto lo spirito di solidarietà e di empatia con chi ci è vicino». È stato l’arcivescovo Celestino Migliore, nunzio apostolico in Russia, a concludere domenica 6 agosto le celebrazioni per il ventesimo anniversario della consacrazione della cattedrale della Trasfigurazione a Novosibirsk e il simposio dedicato alla spiritualità della famiglia che per quattro giorni ha visto il capoluogo del distretto federale siberiano, e soprattutto il suo principale luogo di culto cattolico, pacificamente invaso da papà, mamme e bambini provenienti da tutto il paese.
«Mi ha fatto molto piacere — ha dichiarato monsignor Migliore alla Radio Vaticana — vedere che hanno partecipato, in prevalenza, coppie giovani con figli. Questa è una speranza per il futuro, soprattutto per la buona formazione ed educazione dei ragazzi. Credo che la famiglia qui in Russia, come dappertutto nel mondo, abbia bisogno, soprattutto oggi, non tanto di discorsi ma di esempi; le coppie hanno bisogno di vedere che ci sono anche altre coppie che come loro affrontano gli stessi problemi e condividono le stesse gioie. E che è possibile andare avanti insieme e approfondire questo amore di coppia come nutrimento, come educazione, come formazione dei figli. Questo è molto importante anche per la società, perché se questa è basata su famiglie unite, che si prendono cura dei bambini, è una società sana e più prospera».
Nell’omelia il nunzio apostolico ha invitato le famiglie a fare tesoro dell’esperienza vissuta, a mettere in pratica idee e intenzioni. Per farlo «occorre, ogni volta che usciamo dalla messa domenicale, portare con sé, a casa, la parola di Gesù, e cercare di vivere con essa tutta la settimana. Vedrete come queste parole ci aiuteranno a vivere, anche e soprattutto nei momenti difficili», ha detto l’arcivescovo.
Dopo le Giornate nazionali della gioventù, organizzate già da diversi anni, la Chiesa cattolica ha dunque deciso di riunire le famiglie. Un’idea che, all’inizio, sembrava difficile da realizzare, soprattutto per le difficoltà di muoversi in un paese grande come la Russia (Novosibirsk si trova al centro della Siberia) e per le risorse economiche delle coppie, spesso limitate. Anche per questo, secondo il vescovo di Trasfigurazione a Novosibirsk, Joseph Werth, «è stato un segnale importante la grande partecipazione da parte delle famiglie, giunte fin qui per fare un’esperienza indimenticabile con Gesù».
Le quattro giornate del raduno sono state scandite da celebrazioni liturgiche, preghiere e gruppi di lavoro. Le famiglie hanno trascorso insieme il tempo libero, condividendo, con sacerdoti e religiose, la gioia e la testimonianza della loro vocazione cristiana.
Accanto alle famiglie era presente, tra gli altri, l’arcivescovo di Madre di Dio a Mosca, Paolo Pezzi, mentre uno dei principali relatori del simposio è stato il vescovo ausiliare di Kamyanetz-Podilskyi dei latini, Radosław Zmitrowicz, presidente della Commissione per la pastorale familiare della Conferenza episcopale ucraina. I suoi interventi hanno offerto riflessioni sull’identità e i compiti della famiglia cristiana, sulla trasmissione della fede, sui rapporti di fiducia tra le generazioni, sull’istruzione dei bambini e la loro percezione della potestà generazionale. I coniugi cattolici hanno ascoltato anche una conferenza sul messaggio della Madonna di Fátima alle famiglie, in occasione del centenario delle apparizioni. «È alla luce della vocazione che si esprime tutto il significato del matrimonio cristiano e della vita familiare», ha detto monsignor Pezzi alla messa per la Trasfigurazione del Signore, mettendo in rilevo in particolare due parole: chiamata e sacrificio.
L'Osservatore Romano, 11-12 agosto 2017.