mercoledì 9 agosto 2017

L'Osservatore Romano
Mentre prosegue faticosamente il negoziato per l’uscita del Regno Unito dall’Unione europea dopo il referendum del 23 giugno 2016, i responsabili cristiani si mobilitano per accompagnare i fedeli, molti dei quali incerti davanti al futuro che attende il paese. Particolarmente attiva nel dibattito è la Church of Scotland che, nel marzo 2015, è entrata a far parte del Joint Public Issues Team, entità ecumenica che dal 2007 riunisce la Baptist Union of Great Britain, la Methodist Church of Great Britain e la United Reformed Church.
Assieme portano avanti il progetto Conversation Welcome con l’obiettivo, appunto, di esplorare l’avvenire della nazione alla luce del risultato referendario sull’Ue.
I cristiani — ha dichiarato al quotidiano francese «la Croix» il pastore Richard Frazer, presidente della commissione Chiesa e società della Church of Scotland — «sono assai ansiosi riguardo il futuro del paese e le nostre relazioni con il resto dell’Europa. Pur non avendo dettato ai fedeli istruzioni di voto per il referendum, la nostra Chiesa ha sempre incoraggiato, da decenni, il progetto europeo che promuove la giustizia sociale e l’apertura economica».
Presentato a marzo sotto forma di dossier, Conversation Welcome rappresenta una guida che invita i cristiani a riflettere, in piccoli gruppi, sull’avvenire del Regno Unito del dopo Brexit.
L'Osservatore Romano, 8-9 agosto 2017.