sabato 12 agosto 2017

Ad Auschwitz, luogo che forse più di altri condensa simbolicamente in sé gli orrori del Novecento, per promuovere oggi il dialogo, la riconciliazione e la pace: protagonisti del workshop organizzato dall’11 al 16 agosto dalla fondazione Maximilian Kolbe sono giovani provenienti da quattordici paesi, tra cui Russia, Ucraina, Stati Uniti, Germania e Polonia. Quattro i partecipanti inviati dal Consiglio interreligioso della Bosnia ed Erzegovina in rappresentanza delle comunità serbo-ortodossa, cattolica, musulmana ed ebraica.L’arcivescovo di Bamberg, Ludwig Schick, presidente della commissione Chiesa nel mondo della Conferenza episcopale tedesca, ricorda soprattutto quanto oggi sia importante conoscere il passato per promuovere la riconciliazione: «C’è ancora molto da fare in Europa a questo riguardo. Non c’è pace — afferma il presule — e la pace non si mantiene senza un impegno costante. La riconciliazione e la pace sono un impegno permanente e non hanno data di scadenza. Chi tralascia questo impegno, perde la pace».
Ed è per costruire un futuro di pace che si rivolge in particolare alle nuove generazioni la fondazione intitolata al santo martire francescano, che proprio nel campo di concentramento di Auschwitz offrì la propria vita. «I giovani di tutta Europa — sottolinea monsignor Schick — devono diventare dei promotori della pace. E questo anche al di là dei confini europei: in Africa, in Asia e nell’America del sud». In tal senso, aggiunge l’arcivescovo, «Auschwitz è un luogo in cui si sono potute vedere le terribili conseguenze della discordia tra persone, etnie e nazioni. Auschwitz mostra più di qualsiasi altro luogo al mondo fino a che punto gli uomini possano fare del male agli altri. L’orrore di Auschwitz non deve ripetersi in alcun altro luogo del mondo. San Massimiliano Kolbe è il nostro patrono e il nostro esempio».
All’appuntamento parteciperà il primate polacco, l’arcivescovo di Gniezno, Wojciech Polak, che domenica 13 agosto terrà una relazione sull’importante ruolo della Chiesa nell’elaborare un significativo processo di riconciliazione e di superamento di un passato così segnato dalla violenza. Anche monsignor Schick prenderà parte al workshop: lunedì 14 agosto, memoria liturgica di san Massimiliano Kolbe, guiderà la processione che, con un percorso che richiederà diverse ore di cammino, dal centro di Oświęcim porterà al campo di concentramento e al piazzale dove il sacerdote francescano offrì la sua vita in cambio di quella di un altro prigioniero condannato a morte.
L'Osservatore Romano, 11-12 agosto 2017.