giovedì 3 agosto 2017

Kenya
Il Kenya al voto tra urne high tech e omicidi mirati
Repubblica
Un omicidio a sette giorni dalla elezioni in Kenya apre scenari pericolosi. Chris Msando, uomo chiave di una strutturata soluzione ai brogli elettorali, causa di scontri e morti, è stato torturato e ucciso il 31 luglio. Dovevano essere elezioni all' insegna della tecnologia più avanzata. Un modello per tutta l' Africa. C' è perfino un italiano, Franco Esposito, lì residente da 50 anni, tra i candidati al Parlamento. Ma adesso la morte di Msando è avvenuta due giorni dopo l' assalto alla residenza del vicepresidente William Ruto il 29 luglio. Manager della Commissione elettorale (Iebc), incaricato di monitorare il nuovo sistema elettorale, è stato ucciso nel giorno in cui avrebbe dovuto iniziare a testare il programma.
L' 8 agosto, per la seconda volta (la prima fu nel 2013), si contenderanno la guida del Paese più potente dell' Africa orientale, il presidente in carica dal 2013 Uhuru Kenyatta, 55 anni, e il suo storico oppositore Raila Odinga, 72 anni, al suo quarto tentativo. A dieci anni dal massacro delle elezioni del 2007, i cui risultati fecero 1.300 morti, la governance kenyana si è affidata a Safran, azienda francese specializzata in tecnologie aerospaziali, e ha distribuito a tutti i seggi elettorali 45mila tablet in grado di eseguire l' identificazione biometrica degli elettori. Tutti gli elettori, circa 20 milioni, sono stati inseriti in un database e verificati da controlli incrociati da Kpmg, società di consulenza internazionale. Una volta riconosciuta l' impronta, il volto dell' elettore comparirà sul monitor. 
Ogni risultato sarà postato sui social media, e trasmesso in tempo reale a un cellulare coperto da imponenti misure di sicurezza. Anche nelle elezioni del 2013 furono usati dispositivi simili, ma più antiquati. I risultati furono un fallimento. Tablet e telefonini non funzionavano, altri si scaricavano. E le contestazioni post-voto arrivarono puntuali, ma senza morti. Quest' anno il sistema si è perfezionato: tablet di scorta, collaborazione delle compagnie di telecomunicazioni in modo da coprire i seggi con la rete 3G o satellitare e oltre 350mila funzionari a sorveglianza delle operazioni. Il sistema era pronto. Avrebbe dovuto testarlo Msando, ma è morto. Ora, il partito di Odinga, la Nasa (coalizione di cinque partiti), ha chiesto alla Commissione elettorale di «far supervisionare a un' azienda straniera la correttezza del voto», così il portavoce del candidato di opposizione. 
Oltre a essere l' economia più dinamica dell' East Africa, il Kenya è anche uno snodo cruciale per il resto del Continente. Mantiene, con un impegno militare, la stabilità nella confinante Somalia, infestata dalle milizie di Al Shabaab, gruppo jihadista somalo di estremismo islamico legato ad Al Qaeda. L' economia è sì in crescita, ma i poveri aumentano in modo esponenziale. Il grano e il mais sono arrivati a prezzi inaccessibili e la maggior parte dei kenyani soffre la fame. La siccità dal 2016 sta strozzando l' agricoltura. E per finire, in cima alle contestazioni all' attuale presidente Uhuru Kenyatta, la corruzione, che ha fatto posizionare il Kenya, nei dati proiettati nel 2016, al 145esimo posto su 176 Paesi, per incompetenza e inefficienza delle agenzie deputate alla trasparenza. 
Altra piaga,il calo del turismo. Solo quello italiano, nel 2015, era sceso del 40 per cento. Sono sette gli italiani che in 18 anni hanno perso la vita in Kenya, per furti e aggressioni. Nel 2015 le presenze internazionali sono calate del 45%, dato che si aggiunge al precedente 20% del 2014. L' augurio ora è che l' impegno alla trasparenza di Msando non vada perso. E che passi a mani altrettanto attente e pulite, per garantire al Paese il diritto a un voto giusto.