giovedì 3 agosto 2017

Italia
Violenze su ragazzine durante riti
Avvenire
(Alessandra Turrisi) Catania, arrestati quattro esponenti laici di comunità religiosa Avrebbero abusato di ragazzine, plagiandole, convincendole fossero azioni di purificazione spirituale. Sono state arrestate con l' accusa di associazione a delinquere finalizzata alla violenza sessuale aggravata ai danni di minori quattro persone, che per 25 anni avrebbero commesso i loro abusi all' interno di una comunità religiosa di Aci Bonaccorsi, in provincia di Catania (ma diocesi di Acireale), l''Associazione cattolica Cultura ed ambiente', fondata da un sacerdote ormai deceduto, padre Cavalli, e gestita da uno degli arrestati.
L' associazione conta circa 5.000 adepti e il gruppo hanno un fiorente giro d' affari con la vendita di prodotti agricoli coltivati dagli stessi associati. Al centro dell' indagine condotta dalla polizia postale e coordinata dalla procura di Catania - la quale precisa che la Chiesa non c' entra nulla - c' è il leader dell' organizzazione, Piero Alfio Capuana, bancario 73enne in pensione, che, secondo l' accusa, avrebbe violentato ragazzine di età compresa tra i 13 e 15 anni, anche con la complicità delle madri delle vittime. 
Le altre persone coinvolte nell' inchiesta sono tre donne poste ai domiciliari: Katia Concetta Scarpignato, di 57 anni, Fabiola Raciti, di 55, e Rosaria Giuffrida, di 57. Si sarebbero occupate di 'reclutare le minori da sottoporre alle pratiche sessuali, vincendone le resistenze (le stesse convincevano le giovani che i rapporti con il Capuana non erano atti sessuali, bensì atti di 'amore pulito', 'amore dall' alto' con un arcangelo reincarnato) e organizzando turni delle bambine presso l' abitazione dell' uomo, durante i quali le minori, oltre ad attendere alle svariate necessità dell' indagato, dovevano soddisfarne anche le richieste sessuali, talvolta anche in gruppo spiegano gli investigatori. 
Hanno parlato con i magistrati sei vittime, tre delle quali oggi maggiorenni. Gli accusati negano tutto. L' indagine è scaturita dalla denuncia della madre di una minorenne. Totalmente estranea la diocesi di Acireale, che affida a un comunicato il proprio 'sconcerto' per la vicenda. 'La natura dell' associazione in questione è civile - si legge nella nota -. Un sacerdote diocesano ha tenuto alcune catechesi nella sede dell' associazione, in risposta alle tante persone che in buona fede vi si recano, senza sospettare il perpetrarsi occulto di fatti criminali. La diocesi esprime sconcerto e dolore per le vittime, gravemente ingannate e offese, come pure per le tante persone disorientate e scandalizzate. Auspica che il lavoro della magistratura proceda fino al pieno accertamento delle responsabilità affinché sia resa giustizia'.