mercoledì 2 agosto 2017

Italia
L’indulgenza dei poveri
L'Osservatore Romano
Per sottolineare il legame di tutta la famiglia francescana con la festa del Perdono la celebrazione conclusiva dell’anno giubilare è stata preceduta dal triduo di preparazione predicato dai ministri dei tre ordini maschili — per i cappuccini è stato il vicario generale — alla Porziuncola.
In particolare martedì 1° agosto, al mattino, il frate minore Michael A. Perry ha presieduto la cerimonia di apertura del Perdono, mentre in serata la veglia di preghiera, con la processione aux flambeaux, è stata guidata dal confratello José Rodríguez Carballo. All’omelia l’arcivescovo segretario della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, ha sottolineato come «il cosiddetto perdono di Assisi, o meglio l’indulgenza della Porziuncola, ha trasformato questo luogo in uno spazio privilegiato di penitenza e di grazia, particolarmente per i poveri che non potevano recarsi in pellegrinaggio a Santiago de Compostela, Gerusalemme o Roma, sia per la lontananza geografica, sia per le offerte che dette indulgenze richiedono, particolarmente quelle della Terra santa».
Infatti, ha proseguito il celebrante, «il Poverello, che dall’inizio della sua conversione aveva scoperto i poveri come la carne di Cristo, con l’espressione di Papa Francesco, chiedendo al Papa Onorio che l’acquisto dell’indulgenza non comportasse alcun peso economico era mosso dalla fraterna sollecitudine per quelle persone che, per mancanza di mezzi o di forze, non potevano iniziare un lungo viaggio». Ecco perché «l’indulgenza della Porziuncola è un gesto di profonda solidarietà da parte di Francesco con coloro che non potevano dar nulla, se non la loro fede, la loro preghiera e la loro disponibilità a vivere secondo il Vangelo la propria condizione di povertà». Di più: «L’indulgenza della Porziuncola è l’indulgenza dei poveri. In questo modo il cuore grande di san Francesco, e con lui il cuore grande della Chiesa, non vuole lasciare nessuno senza la possibilità di andare in paradiso, non vuole lasciare nessuno senza la possibilità di sentirsi perdonati».
Ma, si è domandato monsignor Rodríguez Carballo, «cosa richiede questa indulgenza? Al di là di un viaggio più o meno lungo, ciò che si chiedeva e si chiede — è stata la risposta — per ottenere il perdono della Porziuncola è di iniziare un viaggio interiore di conversione». Soprattutto, ha aggiunto, si tratta di «rompere con le diverse situazioni di peccato che si riscontrano nella vita e con la mediocrità in cui spesso viviamo istallati, motivandoci a prendere il Vangelo sul serio, a lasciarci toccare dalle sue esigenze». In proposito, ha ammonito, «non si può pretendere di ottenere l’indulgenza della Porziuncola rimanendo ancorati alla nostra situazione di peccato. Non si può pretendere di gustare la grazia del perdono d’Assisi nemmeno rimanendo nella nostra mediocrità. Per gustare la misericordia del Signore è necessaria una volontà ferma per sradicare il peccato da noi».
Infine il segretario della congregazione vaticana ha elencato gli «atteggiamenti necessari per partecipare pienamente alla festa del perdono», che consistono nel «condividere questo amore-perdono con gli altri». Del resto, ha concluso, «sentirci perdonati ci mette davanti a un’esigenza di perdonare senza limiti».