martedì 8 agosto 2017

Francia
Iniziativa ecumenica in Francia. Per una conversione ecologica
L'Osservatore Romano
Il 2 agosto, al termine dell’Earth Overshoot Day, ovvero del «Giorno del sovrasfruttamento delle risorse della Terra», la Conferenza episcopale francese, la Federazione protestante di Francia, l’Assemblea dei vescovi ortodossi di Francia e il Consiglio delle Chiese cristiane in Francia hanno annunciato la creazione di un «Marchio Chiesa verde» per il 16 settembre a Parigi, in occasione di una giornata nazionale dedicata all’ambiente.
L’iniziativa è tesa al raggiungimento di una “conversione ecologica” delle parrocchie, nell’ambito dell’armonia ecumenica. Label Église verte — spiega al quotidiano «la Croix» Martin Kopp, coordinatore del gruppo di lavoro sul clima presso la Federazione protestante — offrirà gli strumenti per riuscire concretamente a migliorare la parrocchia sprecando meno energia possibile, a creare per esempio un orto “condiviso”, o a moltiplicare nelle omelie i riferimenti al rispetto del creato».
Secondo il Global Footprint Network, l’organizzazione di ricerca internazionale che ha dato avvio al metodo di misura della cosiddetta “impronta ecologica” per il calcolo del consumo di risorse, il 2 agosto di quest’anno è stato il giorno in cui l’umanità ha finito di usare l’intero budget annuale di risorse naturali. Il 60 per cento di questo budget è rappresentato dalla richiesta della natura per l’assorbimento delle emissioni di anidride carbonica. L’Earth Overshoot Day rappresenta appunto la data in cui la richiesta di risorse naturali dell’umanità supera la quantità di risorse che la Terra è in grado di generare nello stesso anno. Nel 2017 è caduta prima nel calendario: dalla fine di settembre del 1997 al 2 agosto, mai così presto da quando il mondo è andato per la prima volta in sovrasfruttamento (nei primi anni Settanta). In altre parole, l’umanità sta usando la natura a un ritmo 1,7 volte superiore rispetto alla capacità di rigenerazione degli ecosistemi. «È come se ci servissero — spiega la stessa organizzazione — 1,7 pianeti Terra per soddisfare il nostro fabbisogno attuale di risorse naturali. I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico stanno diventando sempre più evidenti nel mondo e li vediamo sotto forma di deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera».

L'Osservatore Romano, 8-9 agosto 2017