sabato 5 agosto 2017

La Croix
Deceduto il 5 agosto 2007, il cardinale Jean-Marie Lustiger ha lasciato un segno nella società  francese. Nei suoi ventiquattro anni alla testa della diocesi, ha rinnovato la comunicazione e la  visibilità della Chiesa e ripensato la formazione dei preti e dei laici. Tra gli uomini di Chiesa che, al loro tempo, hanno lasciato un segno nelle persone e nei modi di  pensare, il cardinal Lustiger occupa un posto di primo piano. Pochi vescovi francesi contemporanei  sono stati altrettanto presenti nei media, nel mondo politico e culturale.  “Non esitava, se aveva  qualcosa di importante da dire, a fare una telefonata per essere presente al telegiornale della  sera”,  ricorda Henri Tincq, allora specialista delle religioni a  Le Monde , autore di una biografia del  “cardinale profeta” (1). Dieci anni dopo la sua morte, avvenuta il 5 agosto 2017, l'eredità lasciata da colui che fu arcivescovi di Parigi dal 1981 al 2005, appare essenziale, tanto per la Chiesa che per la  società francese. La voce del cardinale ha infatti lasciato un segno nell'opinione pubblica, e non solo all'interno del  mondo cattolico.  “Lustiger ha saputo occupare ampiamente i media; era convinto che in quanto  uomo di Dio aveva il compito di salvare gli uomini”,  ricorda Philippe Portier, direttore del gruppo  Sociétés, religions, laïcité  al CNRS. Per riflettere sui grandi problemi del tempo, e  “per trovare i  concetti e il quadro nel quale la Chiesa avrebbe potuto pronunciare una parola valida”,  prosegue il sociologo, il cardinale riuniva tutti i trimestri il suo “club di pensatori”, con Jean-Luc Marion, Émile Poulat, Paul Ricoeur, Luc Ferry... Profondamente convinto del dell'importanza del dialogo con il mondo non religioso, Lustiger  passava  “gran parte del suoi tempo ad incontrare persone con incarichi decisionali, imprenditori,  scienziati”,  ricorda Michel de Virville, direttore onorario del  Collège des Bernardins,  che era stato  Direttore delle Risorse Umane di Renault. Incontrava anche regolarmente uomini politici di tutte le  tendenze, come François Mitterrand e Édouard Balladur. Dei contenuti di questi colloqui nutriva le  sue riflessioni sui grandi dibattiti etici del momento e futuri. Sotto il suo episcopato è stato  costituito nel 2002 da Lionel Jospin l'organismo di dialogo della Chiesa cattolica con il governo,  che funziona ancora oggi. Come continuano ancora i cicli “Diritto, libertà e fede” iniziati con gli  avvocati del foro di Parigi per ripensare i fondamenti del diritto nella società moderna. Cosa che fa  dire a Dominique Wolton (2), autore nel 1987 di un libro di interviste con l'arcivescovo di Parigi:  “Lustiger era rattristato nell'osservare che l'intelligenza degli uomini non è all'altezza della  violenza del mondo, e impaziente di fronte alla mancanza di lucidità per afferrare le poste socio- politiche in gioco”. Il cardinal Lustiger attribuiva alla comunicazione un'importanza particolare. Come nota Mons.  Jacques Perrier, che lo ha conosciuto nel 1955 al  Centre Richelieu,  la cappellania degli studenti a  Parigi:  “Non aveva alcuna fiducia nei media pubblici o commerciali”  e per questo ha fondato due  media:  Radio Notre-Dame,  fin dalla liberalizzazione dell'etere nel 1981, poi KTO nel 1999. Questi due media, che hanno rispettivamente oggi 33 e 61 dipendenti stipendiati e decine di  collaboratori volontari, sono ascoltate e guardate oggi in tutta la Francia grazia e internet. Già nel 1994, il cardinale intuisce quello che potrebbe diventare il  collège des Bernardins,  un  edificio cistercense del XIII secolo che la diocesi ha acquisito dal comune di Parigi.  “In questo  tempo di perdita dei valori culturali cristiani, voleva farne un faro per la Chiesa, la vetrina di una  cultura di origine cristiana in ambito laico”,  racconta Bertrand de Feydeau, ex direttore generale  degli affari economici della diocesi (3). Dopo cinque anni di coraggioso restauro, il  Collège des  Bernardins  fu inaugurato nel 2008. Sentiva l'urgenza di rispondere alle grandi sfide dell'epoca, e questa intuizione lo ha guidato per  ripensare la formazione dei preti e dei laici. Dato che  “non era stato soddisfatto”  - secondo Mons.  Perrier – degli anni da lui passati al seminario dei Carmelitani, il cardinal Lustiger decise di aprire,  nel settembre 1984, la  Maison Saint-Augustin,  per un anno di discernimento prima dell'entrata in  seminario. L'anno successivo apriva la prima casa del seminario di Parigi, à Saint-Denis-duSaint- Sacrment (3° arrondissement) per il primo anno di entrata in seminario.  “Il cardinale aveva scelto  quella parrocchia perché era molto povera, con appena 150 fedeli la domenica. Abbiamo dovuto  rimettere in sesto il presbiterio, completamente in rovina”,  ricorda padre Gonzague Chatillon,  incaricato allora di animare quella casa restando al contempo parroco di quella parrocchia. Oggi, il seminario di Parigi conta otto case, legate ognuna ad una parrocchia, dove vivono in  maniera comunitaria una dozzina di seminaristi e due preti. Questa intuizione lustigeriana –  associare la formazione teologica, filosofica e spirituale ad una esperienza pastorale – è stata poi  ripresa da altre diocesi e da altri paesi. L'esigenza di questo tipo di formazione, Mons. Lustiger l'aveva ereditata da Mons. Maxime  Charles, fondatore del  Centre Richelieu,  e l'aveva già messa in pratica a Sainte-Jeanne-de-Chantal,  parrocchia del 18° arrondissement di cui fu parroco per dieci anni. Tra l'altro, diversi suoi ex  parrocchiani hanno poi assunto delle responsabilità nella diocesi di Parigi. Come Martine de  Virville, prima donna nominata dal cardinale a capo di un servizio diocesano – quello della  catechesi – e poi al Consiglio episcopale.  “Lustiger voleva un consiglio in cui tutti i membri fossero responsabili, dove tutti potessero dare il loro parere,  ricorda.  Era qualcosa di rivoluzionario!”. Un'eredità importante, di cui dovrà tener conto colui che succederà al cardinal André Vint-Trois a  capo della diocesi di Parigi, e di cui si conoscerà il nome tra pochi mesi.
(1) Henri Tincq,  Jean-Marie Lustiger, le cardinal prophète,  Grasset
(2) Communiquer c'est vivre,  interviste con Arnaud Benedetti, Cherche Midi
(3) Au côté du cardinal Lustiger,  Cerf
(traduzione: www.finesettimana.org)