venerdì 11 agosto 2017

Africa
Sbarca in Africa la proposta educativa di Scholas occurrentes per dare voce agli studenti. Progetto Mozambico
L'Osservatore Romano
Scholas occurrentes è sbarcata in Mozambico coinvolgendo e dando voce, con la sua proposta educativa, a duecento giovani che, insieme, per la prima volta si sono confrontati sulle questioni più scottanti che vanno dalla diffusione della tossicodipendenza alle molestie sessuali, dalla mancanza di servizi come i mezzi pubblici al rapporto con gli insegnanti. In questa inedita esperienza di formazione e di dialogo, svoltasi a Missão de Mangunze, gli studenti sono stati accompagnati dal team internazionale di Scholas e anche da trenta volontari mozambicani, preparati a questo servizio negli scorsi mesi in Argentina.
È la prima volta che il programma «Scholas cittadinanza» si realizza in Africa. E, come già avvenuto in altri paesi, questa esperienza non è rimasta fine a se stessa: i contenuti del confronto tra gli studenti, infatti, sono stati presentati, con tanto di proposte concrete, alle autorità, a cominciare dal governatore Alberto Zeca, dall’amministratore del distretto di Chongoene, Carlos Buchili, dall’ispettore all’educazione della provincia Francisco Machava, fino al parroco, padre Juan Gabriel Arias.
Gli studenti hanno denunciato «i troppi ostacoli che ancora devono superare quotidianamente»: molti di loro, ad esempio, «devono camminare tutti i giorni tra i dieci e i venti chilometri, tra andata e ritorno, per raggiungere le loro scuole dalle zone rurali e quartieri da cui provengono». Di qui la richiesta di istituire «un trasporto scolastico per tutti». Ma i problemi non sono solo logistici. I giovani hanno chiesto espressamente «una maggiore qualità dell’insegnamento e della formazione degli insegnanti», oltre a «un miglioramento delle infrastrutture scolastiche e delle attrezzature per la didattica». Coraggiosamente, poi, hanno anche fatto presente alle autorità discriminazioni e molestie, denunciando inoltre che, vicino alle scuole, avviene la vendita illegale di alcol e droghe, e invocando perciò una maggiore sorveglianza.
Per arrivare a individuare i punti centrali, formulando le loro idee per migliorare la proposta educativa nelle scuole del Mozambico, i giovani hanno consultato esperti e referenti delle loro comunità. E ora intendono proseguire con questo tipo di esperienza centrata sul dialogo e il confronto aperto.
Da parte sua, Scholas occurrentes continuerà a sostenere il progetto in Mozambico proprio «per promuovere — attraverso l’educazione, l’arte e lo sport — la cultura dell’incontro fra i giovani e contribuire alla costruzione di una società migliore basata sul dialogo». E così il paese africano è entrato nel novero dei centonovanta paesi del mondo dove Scholas è presente, con un network di oltre 446.000 scuole e reti educative.

L'Osservatore Romano, 10-11 agosto 2017