venerdì 14 luglio 2017

«Cari giovani, non lasciatevi rubare la gioia. Con la freschezza della vostra età e la bellezza dei vostri sogni, diventate ovunque araldi della gioia!». Commentando il canto del Magnificat durante la messa celebrata nei giorni scorsi nella cattedrale di Maria Santissima Annunziata a Tursi, il cardinale Lorenzo Baldisseri si è rivolto in particolare ai ragazze e alle ragazzi lucani presenti per esortarli ad andare «controcorrente in una società troppo spesso grigia e triste».Si è trattato di una vera e propria scossa, nel solco di quello che vuole essere la prossima assemblea generale del Sinodo dei vescovi, convocata per ottobre 2018: un confronto dedicato sì ai giovani, ma soprattutto nel quale essi dovranno sentirsi protagonisti. E in tal senso il segretario generale dell’organismo sinodale ha richiamato un passaggio dell’esortazione apostolica Evangelii gaudium invitando i giovani a sentire le parole di Papa Francesco come specialmente rivolte a loro: «Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che l’invito a incontrare Gesù Cristo non è per lui, perché “nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore”. Chi rischia, il Signore non lo delude, e quando qualcuno fa un piccolo passo verso Gesù, scopre che Lui già aspettava il suo arrivo a braccia aperte».
In tale contesto un modello per le giovani generazioni, ha suggerito il porporato, può essere sicuramente la Vergine Maria, «un’adolescente, una giovanissima» sulla quale Dio «ha rivolto il suo sguardo amorevole» e che ha saputo rispondere con coraggio ed entusiasmo alla sua chiamata. Da lei il primo esempio espresso proprio nel Magnificat: «La sua è una gioia così forte da diventare contagiosa, estendendosi alla cugina Elisabetta e al frutto del suo grembo, Giovanni». È quella, ha detto, «la gioia del vangelo che può e deve raggiungere tutti noi».
Sempre nel canto di lode di Maria si ritrova la chiave per interpretare una delle parole più «fraintese e abusate» che conosciamo: “amore”. «Soprattutto tra i giovani — ha detto il porporato — regna oggi tanta confusione. Si parla continuamente di amore», ma troppo spesso senza una vera e profonda comprensione. Da qui il consiglio di rileggere il testo del Magnificat per ritrovarvi «un amore che deve esprimersi concretamente nell’impegno a fuggire il male e a operare il bene, a nutrire per tutti affetto fraterno e autentica stima, a condividere le necessità dei fratelli e a praticare l’ospitalità, a benedire tutti e a non maledire nessuno, a evitare desideri di grandezza volgendosi piuttosto alle cose più umili».
Tutte virtù, ha sottolineato il segretario generale del Sinodo, che si «trovano esemplarmente realizzate nella Vergine di Nazaret: lei ci appare come la carità e l’umiltà personificate, nel suo cuore c’è posto per i poveri e gli ultimi». Quelle stesse virtù, ha aggiunto, da riscoprire a partire dalla famiglia. In tal senso il cardinale Baldisseri ha richiamato il quarto capitolo dell’esortazione apostolica Amoris laetitia: «Nella vita familiare c’è bisogno di coltivare la forza dell’amore che permette di lottare contro il male che la minaccia».
Un’ultima attitudine da riscoprire e valorizzare sulle orme di Maria, ha concluso il porporato, è infine quella della missione: «Maria non si sente affatto una privilegiata, anzi — nonostante la sua giovane età — capisce che il Signore la chiama a servire, a pensare agli altri prima che a se stessa». La Vergine, quindi, è «modello della missione e del servizio» per la Chiesa intera che deve essere sempre «in uscita» e che, come sottolinea il Papa nell’Evangelii gaudium, «sperimenta che il Signore ha preso l’iniziativa, l’ha preceduta nell’amore, e per questo essa sa fare il primo passo, sa prendere l’iniziativa senza paura, andare incontro, cercare i lontani e arrivare agli incroci delle strade per invitare gli esclusi». E tra questi lontani evocati dal Pontefice, secondo il segretario generale del Sinodo, «si trovano sicuramente tanti giovani, che hanno abbandonato la pratica religiosa e ancora non conoscono il volto autentico di Cristo. Costoro hanno bisogno di scoprire la gioia del Vangelo, forza della fede, la bellezza di Gesù , che non è venuto a rubare la nostra felicità, ma al contrario a custodirla e a incrementarla».
L'Osservatore Romano, 14-15 luglio 2017.