lunedì 24 luglio 2017

Vaticano
L'Osservatore Romano
Dopo i tre inattesi e clamorosi viaggi compiuti durante gli anni del concilio (in Terrasanta e poi a Bombay nel 1964, quindi a New York nel 1965) e dopo la visita a Fátima il 13 maggio 1967, poche settimane più tardi, il 25 e 26 luglio, Paolo VI fu a Istanbul, Smirne ed Efeso. Un altro itinerario essenziale, al quale entro la fine del 1970 si sarebbero aggiunti altri quattro viaggi a completare un disegno simbolico che per la prima volta nella storia portò un papa nei cinque continenti.
E se l’incontro a Gerusalemme tra il pontefice e il patriarca ecumenico era stato subito colto nella sua importanza storica dopo le reciproche scomuniche del 1054 e dopo quasi un millennio di separazione, non meno importante fu la visita che Montini volle fare ad Atenagora nella sua sede, primo papa a tornare a Costantinopoli dopo oltre dodici secoli e a inginocchiarsi a Santa Sofia: «Mi permettete di pregare un istante?» chiese Paolo VI a uno degli ufficiali che lo accompagnavano. Tre mesi più tardi, il 26 e il 27 ottobre 1967, Atenagora avrebbe restituito la visita a Roma, dove fu ospite del pontefice in Vaticano. Per ricordare il viaggio di Montini e per affermare ancora una volta la volontà di procedere verso l’unione tra le due Chiese sorelle il patriarca Bartolomeo, successore di Atenagora, ha scritto l’editoriale di oggi, mentre in queste pagine pubblichiamo le cronache di quei giorni scritte dal vicedirettore del giornale Federico Alessandrini uscite sull’Osservatore della Domenica, il settimanale illustrato diretto da Enrico Zuppi, e il rapporto inedito del 12 agosto successivo che l’ambasciatore d’Italia trasmise al ministro degli esteri Amintore Fanfani, ritrovato nell’archivio del senato italiano.
L'Osservatore Romano, 24-25 luglio 2017.