giovedì 20 luglio 2017

Sudafrica
Dati e proposte presentati in occasione del Mandela Day. Soluzioni condivise per combattere la miseria
L'Osservatore Romano
Povertà, fame, difficile accesso alla sanità e crescenti disuguaglianze sociali non sono più prerogative del cosiddetto “Sud del mondo”, ma rappresentano ormai un’emergenza nei paesi occidentali colpendo una fetta sempre maggiore della popolazione. Questo l’allarme lanciato ieri dagli organizzatori del “Mandela Day”, un evento mondiale ispirato al presidente sudafricano Nelson Mandela, storico leader della lotta contro l’apartheid. Il tema centrale dell’edizione di quest’anno è stato la povertà legata all’immigrazione. E questo a partire da quanto raccolto in diversi dossier pubblicati da organizzazioni indipendenti.
Di fronte alla povertà dilagante, al pericolo di crescente marginalizzazione sociale, all’acuirsi di intolleranza e tensioni collegate anche ai flussi migratori in entrata, occorre un nuovo slancio di collaborazione tra i paesi. «La povertà non è solo un problema economico ma anche di sicurezza, di istruzione e di sanità. Serve un approccio più olistico e integrato per migliorare tutte le infrastrutture sociali e creare occupazione. Insieme dobbiamo portare avanti questi cambiamenti» ha sottolineato ieri l’ambasciatrice sudafricana in Italia, Nomatemba Tambo, figlia di Oliver Reginald Tambo, altra figura storica del movimento anti-apartheid.

In questo momento della storia del mondo, il nodo cruciale è quello della distribuzione della ricchezza. Quasi il tredici per cento della popolazione mondiale vive con meno di 1,90 dollari al giorno. La percentuale può sembrare “bassa”, ma il numero non deve trarre in inganno. O indurre a sottostimare la gravità del problema. In valori assoluti, in condizione di povertà estrema vivono 902 milioni di persone. Tra le regioni più povere in assoluto, ci sono l’Africa subsahariana (42,7 per cento dei poveri) e l’Asia meridionale (18,8 per cento). In tal senso, sottolineano i rapporti delle ong, l’unica soluzione per l’attuale emergenza immigrazione è quella di combattere la povertà nei paesi di origine.
Il “Mandela Day” è stata l’occasione per riflettere su questi dati e cercare soluzioni condivise e di lungo termine. 
L'Osservatore Romano, 20-21 luglio 2017