giovedì 20 luglio 2017

Sud Sudan
Progetti in ambito sanitario, educativo e agricolo. Il Papa con il Sud Sudan
L'Osservatore Romano
Si è messa in moto la macchina della carità papale in Sud Sudan dopo gli aiuti destinati da Francesco ad alcune iniziative concrete — in campo sanitario, educativo e agricolo — a beneficio della popolazione del martoriato paese africano. La somma donata dal Pontefice (circa mezzo milione di dollari) nell’ambito del progetto «Il Papa per il Sud Sudan» — presentato nei giorni scorsi dal cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale — è stata consegnata «nelle abili e fidate mani dei nostri amati missionari», come scrive in una lettera di ringraziamento inviata a Francesco a nome dei presuli del paese il presidente della conferenza episcopale, monsignor Eduardo Hiiboro Kussala.
Il riferimento del vescovo è in particolare ai religiosi comboniani e a Solidarity with Sud Sudan, l’iniziativa di collaborazione ecclesiale che promuove un legame di solidarietà tra duecento congregazioni religiose — appartenenti all’Unione dei superiori generali (Usg) e all’Unione internazionale delle superiore generali (Uisg) — e la Chiesa del paese, sotto la direzione della conferenza episcopale.
Le missionarie comboniane gestiscono l’ospedale di Nzara, che sorge vicino Yambio, e il Comboni Hospital a Wau, le due strutture sanitarie alle quali è andata una quota della donazione papale. Un’altra parte sostiene invece un progetto della Caritas per acquistare sementi e attrezzi destinati a oltre duemila famiglie che vivono a Tombura-Yambio, Yei, Torit, Malakal e Djouba. Una terza tranche, infine, è stata affidata al Solidarity Teacher Training College di Yambio, dove 124 studenti di varie tribù del Sud Sudan e delle montagne di Nuba vivono e studiano insieme per diventare insegnanti di scuola primaria. «Si tratta di un gesto significativo e soprattutto incoraggiante da parte di Papa Francesco» ha sottolineato il lasalliano Bill Firman, direttore esecutivo di Solidarity with Sud Sudan che gestisce il college, rimarcando che in questo modo il Pontefice «ci sta incoraggiando tutti a guarire le ferite e a contribuire a creare una pace duratura».
Da parte loro i vescovi, nel ringraziare per l’aiuto concreto, non mancano di evidenziare il contributo spirituale e pastorale del Papa alla rinascita del Sud Sudan: contributo assicurato attraverso la «preghiera», le «parole di sostegno», l’«appello alla pace» e la «sincera intenzione» di recarsi in visita nel paese nonostante le difficoltà del momento. «Tutto questo — scrivono nella lettera firmata da monsignor Kussala — ci ha dato una rinnovata fiducia e forza nella difesa della dignità di ogni esistenza umana, nella lotta per la sacralità della vita, nelle azioni per la costruzione della pace, nel sostegno ai più bisognosi».
L'Osservatore Romano, 20-21 luglio 2017