mercoledì 26 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Mentre in tutta la Polonia non accennano a diminuire le tensioni politiche e le proteste di piazza contro la contestata riforma della giustizia, la Russia ha chiesto alle autorità di Varsavia di fermare l’annunciato abbattimento dei monumenti di epoca sovietica. La camera alta del parlamento di Mosca ha, infatti, chiesto ieri al presidente russo, Vladimir Putin, il permesso di decretare eventuali «misure restrittive nel campo della cooperazione bilaterale» nel caso — secondo quanto previsto da una legge polacca di recente approvazione — vengano rimossi i monumenti sovietici, che i polacchi consideranoit retaggio di un passato totalitario.Nella legge recentemente approvata, le autorità polacche hanno definito l’Unione Sovietica «una potenza occupante» e proposto «lo smantellamento di centinaia di monumenti e memoriali che celebrano la vittoria sovietica su nazismo e l’influenza» che la vecchia Urss ha avuto per decenni sulla Polonia nell’ambito del Patto di Varsavia.
La scorsa settimana, il ministero degli esteri russo aveva denunciato in una nota ufficiale che la rimozione dei monumenti sovietici sarebbe una violazione degli accordi tra Mosca e Varsavia, sottolineando che nella seconda guerra mondiale furono oltre 600.000 i soldati sovietici che morirono in Polonia per liberare il paese dal nazismo.
L’ambasciatore polacco a Mosca, Włodzimierz Marciniak, ha assicurato che «i cimiteri di guerra sovietici non verranno toccati».
L'Osservatore Romano, 26-27 lugio 2017.