mercoledì 19 luglio 2017

Repubblica Dominicana
La Chiesa nella Repubblica Dominicana denuncia il traffico di esseri umani. Mafiosi che speculano sulla pelle degli haitiani
L'Osservatore Romano
Fino a quando non si combatteranno seriamente i gruppi mafiosi composti da dominicani e stranieri che fanno affari con le necessità degli haitiani, il problema dell’immigrazione clandestina nella Repubblica Dominicana continuerà. Ne è fermamente convinto l’arcivescovo emerito di Santiago de los Cabarellos, monsignor Ramón Benito de la Rosa y Carpio, che ha ribadito la necessità di scardinare il sistema criminoso nel paese caraibico.
Per il presule, i gruppi di tipo mafioso esistono e gestiscono operazioni di traffico illegale di persone da Haiti alla Repubblica Dominicana. Il loro giro d’affari illegale muove ogni anno milioni di pesos e riescono ad agire senza scrupoli in diverse parti del confine tra Repubblica Dominicana e Haiti. Al riguardo, l’arcivescovo si è rammaricato del fatto che le grandi nazioni abbiano completamente abbandonato Haiti e ha ricordato come la Chiesa, invece, si sia sempre mostrata solidale.
Tale supporto è stato ribadito durante l’ultima riunione dei vescovi dominicani, dove si è deciso di continuare il sostegno pastorale agli haitiani.
«Tra la Chiesa cattolica dominicana e la pastorale haitiana c’è un grande rapporto, nel cui ambito vengono trattati temi come il rispetto e la sovranità dei popoli. Dobbiamo anche ricordare — ha concluso de la Rosa y Carpio — che la Repubblica Dominicana non è come le grandi potenze che hanno promesso e poi sono sparite».
L'Osservatore Romano, 18-19 luglio 2017