venerdì 21 luglio 2017

L'Osservatore Romano
Nonostante le proteste pubbliche e i richiami dell’Ue, che ha minacciato sanzioni senza precedenti in Europa, il parlamento polacco ha approvato ieri la controversa legge che cancella, di fatto, l’autonomia della magistratura.
La legge, che conferisce all’esecutivo il potere di esercitare una forte influenza sulla nomina dei giudici della corte suprema, ha ottenuto 235 voti a favore, 192 contrari e 23 astensioni. Il parlamento di Varsavia è dominato dai deputati del partito di maggioranza Diritto e Giustizia (PiS, di destra, nazionalista ed euroscettico), di Jarosław Kaczyński.
Il testo consentirà al parlamento di selezionare i 25 membri del consiglio nazionale di magistratura, organismo di supervisione incaricato di tutelare l’indipendenza delle corti del paese e contribuire alla scelta di nuovi giudici. Da Bruxelles, il primo vicepresidente della commissione europea, Frans Timmermans, ha detto che la riforma «eroderà seriamente l’indipendenza dei giudici, cancellando ogni residua indipendenza giudiziaria». Preoccupazione è stata espressa dal presidente del consiglio europeo, Donald Tusk, che dopo il voto, secondo i media locali, ha chiesto di potere incontrare il capo dello stato polacco Andrzej Duda. Ma la sua richiesta è stata respinta.
Duro il commento dell’opposizione polacca, che senza mezzi termini ha parlato di «colpo di stato».
L'Osservatore Romano, 21-22 luglio 2017.