giovedì 27 luglio 2017

Pakistan
Appello dei vescovi pakistani. Troppi giovani nella rete degli estremisti
L'Osservatore Romano
La Commissione giustizia e pace della Conferenza episcopale pakistana ha espresso netta condanna dell’attentato compiuto dai talebani il 24 luglio scorso a Lahore, nel Punjab, nel quale hanno perso la vita 26 persone, fra cui nove poliziotti.
A nome di tutta la Commissione, monsignor Joseph Arshad, il presidente, padre Emmanuel Yousaf, il direttore nazionale, e Cecil S. Chaudhry, il direttore esecutivo, hanno ricordato come l’uccisione di persone innocenti e di agenti della sicurezza sia «inaccettabile». E hanno sottolineato che l’età dell’attentatore di Lahore — intorno ai 16-18 anni — è molto simile a quella di altri giovani che nei mesi precedenti hanno colpito varie città pakistane. Per questo invitano le autorità a riflettere sul fatto che «i gruppi estremisti illegali stanno usando i nostri giovani per portare distruzione. Dobbiamo unire le forze nonostante le nostre differenze politico-religiose o culturali e salvare i nostri bambini da questo demone». Anche il primo ministro Nawaz Sharif e il chief minister del Punjab hanno deplorato l’attacco kamikaze perpetrato da un affiliato del Tehreek-i-Taliban Pakistan nella zona del mercato.
Alle autorità la Commissione chiede di «assicurare i colpevoli alla giustizia, rivolgersi agli elementi estremisti e andare alla radice delle cause che generano intolleranza», oltre che «rafforzare la protezione di tutti i cittadini». Le condizioni di vita, infatti, sono precarie, aggiunge la Commissione, «a causa della situazione di insicurezza nel paese. I cittadini sono ancora più vulnerabili».

L'Osservatore Romano, 27-28 luglio 2017