martedì 18 luglio 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
Quel che è avvenuto ieri a Mosca, poco amplificato dalla stampa occidentale, sempre attentissima a quanto accade nella Russia di Putin, è grave e da non sottovalutare. La Corte Suprema russa, come era prevedibile, ha confermato e sancito definitivamente la sentenza che considera i Testimoni di Geova, oltre 170mila fedeli in tutto il Paese, un'organizzazione "estremista", pericolosa per la sicurezza nazionale e per la formazione delle nuove generazioni. La Corte, oltre ovviamente a vietare ogni attività del gruppo ha ordinato il sequestro di suoi beni  a favore dello Stato. A questo punto l'ultima speranza per i Testimoni russi  è ora la Corte europea dei diritti dell’Uomo, alla quale si appelleranno.
Ancora una volta gli organi di quella che dovrebbe essere una democrazia moderna sembrano obbedire al volere di Putin nella sua versione "zar", o meglio "re di Francia": sembra infatti di assistere a un episodio della Storia risalente esattamente a 710 anni fa, quando il re di Francia Filippo IV, noto come il Bello, con uno spregiudicato e modernissimo senso pratico soppresse l'ordine dei Cavalieri Templari. Questi, colpiti da accuse infamanti quali eresia, usura e idolatria, vennero arrestati, torturati e condannati a morte. La corona, profondamente indebitata con l'ordine, incamerò infine l'ingente patrimonio dei templari facendo calare seri dubbi, ai posteri e non solo, sul vero movente della loro eradicazione.
Tempo fa, di fronte alla prima sentenza sui Testimoni in Russia, ora confermata, l'ONU parlò di iniziativa "estremamente preoccupante" e  inoltre denunciò l'esistenza di "una minaccia non solo ai Testimoni di Geova, ma alla libertà individuale in generale nella Federazione russa". Preoccupante anche la campagna mediatica del governo precedente alle sentenze, campagna destinata a creare un clima ostile nei confronti dei Testimoni e far accettare facilmente il loro divieto. Non è un caso che il sondaggio del centro demoscopico "Levada" riveli da un lato che il 79% dei russi è a favore del divieto imposto ai testimoni di Geova, ma più della metà ammette apertamente di non sapere nulla del caso.
Già in passato abbiamo provato a richiamare l'attenzione su questa gravissima decisione del governo russo, una vera violazione della libertà religiosa e di culto sulla quale in Russia non si è alzata nessuna voce di condanna, neanche da parte della Chiesa Ortodossa Russa spesso molto impegnata nella difesa di questa libertà in altri luoghi del pianeta. Per ora anche i cattolici tacciono così come tacciono altre chiese e confessioni.
La cancellazione giuridica di un gruppo religioso usando la calunnia, la menzogna e l'ossequiosità dei giudici al potere politico, è un fatto gravissimo che dovrebbe preoccupare tutti, per di più se ciò accade in Russia dove, come è ben noto, c'è già un rilevante deficit di democrazia e dove eventi come questo fanno pensare a preoccupanti nostalgie per un Medioevo non poi tanto lontano dai nostri giorni. (Francesco Gagliano)