mercoledì 19 luglio 2017

Il direttore generale della Fondazione, Don Gianni De Robertis, al Tg2000: “Calcoli politici guardano solo a pancia elettorato. Europa inadeguata: 1 mln richiedenti asilo non mettono in crisi un continente”.  “Ci sono delle cose difficilmente comprensibili. Sono il sintomo dell’avvelenamento che c’è oggi su questi temi. Stiamo parlando di bambini nati e cresciuti in Italia”. Lo ha detto il neo eletto direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, Don Gianni De Robertis, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, in merito al rinvio dell’approvazione della legge sullo Ius soli.
“Il futuro di questo Paese – ha aggiunto De Robertis - è fatto anche di questi cittadini che non dobbiamo tenere ai margini se vogliamo costruire un’Italia dove si vive l’armonia, la comunione e una certa efficienza. Queste persone sono italiani. Non vedo l’interesse a tenere ai margini questa gente. Da sempre il nostro Paese è stato formato da persone e popoli diversi. Purtroppo ci sono calcoli politici e si guarda alla pancia dell’elettorato che viene avvelenato dalla sistematica disinformazione”.
Il direttore generale della Fondazione Migrantes ha anche affrontato la questione accoglienza dei migranti e le conseguenti politiche europee: “Accogliere non significa lasciare entrare e far vagare nel nulla queste persone, come purtroppo spesso accade. E’ penoso vedere quella che noi chiamiamo accoglienza con persone che non sanno dove andare e cosa fare, parcheggiate in questi grandi centri”.
“Colpisce – ha concluso De Robertis - l’inadeguatezza della classe politica europea. Un continente di 550 milioni di abitanti, dove c’è più ricchezza nel mondo, non dovrebbe andare in crisi per un milioni di richiedenti asilo”.