giovedì 27 luglio 2017

Italia
Dal 2 al 5 agosto il convegno italiano dei diaconi permanenti. Volto di una Chiesa che accoglie
L'Osservatore Romano
In Italia sono oltre quattromila e non sembrano conoscere crisi vocazionale. Sono i diaconi permanenti che ai primi di agosto — dal 2 al 5 — si ritroveranno a Cefalù per il loro convegno nazionale sul tema «Diaconi educati all’accoglienza e al servizio dei malati». Al centro dei lavori, dunque, le sfide dell’accoglienza e della cura, in particolare delle persone più fragili. «I diaconi sono un dono per la Chiesa, ma anche per la società», ha detto, presentando l’appuntamento, don Carmine Arice, direttore dell’ufficio per la pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana (Cei).
«La nostra società, come dice il Papa, è un ospedale da campo», ha spiegato don Arice, citando come esempi «l’esplosione della sofferenza mentale, delle malattie neurodegenerative collegate all’invecchiamento». E «la Chiesa nei prossimi decenni dovrà soprattutto occuparsi delle fasce di popolazione che sono in sofferenza». Per questo, osserva il rappresentante della Cei, i diaconi permanenti in prospettiva saranno sempre più chiamati a rappresentare il volto di una Chiesa «in uscita», tanto più in un contesto che va affermandosi come multietnico e multireligioso. In questa prospettiva, l’auspicio è «che il diaconato sia sempre più definito senza termine di paragone rispetto al presbitero e alle sue funzioni, ma venga riscoperto come il dono essenziale che è, nell’identità chiara che il Padre ha voluto donare per la Chiesa e per i poveri». Così, oggi, viene sottolineato, «diversi diaconi sono a capo degli uffici della pastorale della salute. Non sono solo stretti collaboratori di cappellani e animatori, ma uomini responsabili di servizi. Si tratta di figure in crescita che con il loro servizio fanno vedere il volto più bello di Dio». Quella al diaconato permanente, come accennato, è una vocazione che non sembra conoscere l’ombra della crisi delle vocazioni. «I diaconi ordinati in Italia sono più di 4400: siamo i primi in Europa, e i secondi al mondo dopo gli Stati Uniti», ha reso noto Enzo Petrolino, presidente della Comunità del diaconato in Italia, rilevando che la loro presenza è in aumento non solo nella penisola, dove la loro età media è di circa 60 anni (il 90 per cento è sposato), ma anche nel resto del mondo. E sono sempre di più i diaconi “sulla soglia”, uomini che, «usciti dalle sacrestie, rappresentano la Chiesa in uscita e che si fanno in quattro per gli altri».
Del resto, «Papa Francesco vuole una Chiesa per i poveri, cioè diaconale», ha detto ancora Petrolino, sottolineando che la parola-chiave del convegno di Cefalù sarà «accoglienza», in particolare dei migranti, dei poveri e dei malati. In questa ottica, le offerte che verranno raccolte durante l’appuntamento siciliano verranno devolute alla Società biblica in Italia, per acquistare bibbie in inglese e francese in edizione interconfessionale da distribuire ai migranti cristiani che quotidianamente sbarcano a Lampedusa. Il convegno avrà inizio nel pomeriggio di mercoledì 2 agosto con una celebrazione presieduta da monsignor Arturo Aiello, vescovo di Avellino e delegato per il diaconato della commissione episcopale per il clero e la vita consacrata. Le conclusioni, sabato 5 agosto, saranno affidate al cardinale arcivescovo di Agrigento, Francesco Montenegro, presidente di Caritas Italiana e responsabile della commissione episcopale per il servizio della carità e la salute.

L'Osservatore Romano, 26-27 luglio 2017