martedì 25 luglio 2017

Indonesia
A Jakarta seminario del Wcc dedicato ai giovani. Dialogo quotidiano
L'Osservatore Romano
(Riccardo Burigana) «Due settimane ricche di dialogo, di riflessione e di speranze»: con queste parole Peniel Rajkumar, responsabile del programma per il dialogo interreligioso e per la cooperazione del Consiglio ecumenico delle Chiese (World Council of Churches, Wcc), ha commentato il seminario annuale del progetto Youth in Asia Training for Religious Amity che da qualche anno costituisce uno degli impegni primari del Wcc per un nuovo ruolo dell’ecumenismo in Asia grazie al coinvolgimento diretto dei giovani.
Il seminario, che quest’anno si è tenuto dall’8 al 22 luglio presso il Jakarta Theological Seminary, la più antica istituzione universitaria dell’Indonesia, è stato promosso dal Wcc, in collaborazione con lo stesso seminario teologico e con il sostegno del Consiglio delle Chiese in Indonesia, che quest’anno celebra il cinquantesimo anniversario della sua fondazione. Per il seminario è stato scelto il tema «Passionately Christian and Compassionately Interreligious», in modo da sottolineare quanto importante sia la testimonianza cristiana a favore della pace e della giustizia in una società multireligiosa come quella asiatica, dove la convivenza di tradizioni religiose diverse non è sempre facile.
Per Peniel Rajkumar proprio «questo tema ha aiutato i partecipanti a comprendere il significato dell’impegno interreligioso nel mondo di oggi, come dialogo della testa, del cuore e delle mani in grado di coinvolgere la curiosità intellettuale, l’impegno appassionato e la solidarietà compassionevole dei cristiani».
Il seminario si è articolato in riflessioni teologiche sullo stato del dialogo ecumenico e interreligioso non solo in Asia, in lettura e commento dei più recenti documenti per il dialogo, in studi biblici con i quali favorire una migliore comprensione delle sacre Scritture quale fonte privilegiata per la spiritualità ecumenica, nella condivisione di esperienze di dialogo interreligioso in Asia, a partire da quelle indonesiane.
Nel seminario residenziale, come è stato riconosciuto da alcuni dei partecipanti, soprattutto la condivisione delle esperienze locali è stata particolarmente significativa per la comprensione di cosa i cristiani possono e devono fare insieme in Asia, nella scoperta di valori comuni nelle religioni, come un rapporto nuovo con il creato o la condanna di ogni forma di discriminazione, per sconfiggere il clima di paura e di intolleranza che si affaccia in tante realtà in Asia, con il rischio di condizionare i rapporti non solo tra le religioni ma anche tra gli stati.
Con questo seminario, nel quale non è mancato un tempo dedicato alla preghiera per rendere grazie al Signore per i passi compiuti dai cristiani per rimuovere lo scandalo della divisione, il World Council of Churches ha voluto proseguire il cammino ecumenico di formazione e di confronto dei giovani cristiani per rafforzare la dimensione quotidiana del dialogo interreligioso, considerata un elemento centrale per la realizzazione di una società nella quale le religioni sappiano vivere in armonia, superando pregiudizi e fondamentalismi.
Nella realizzazione di questa società per il Wcc i cristiani sono chiamati a offrire un contributo fondamentale nella misura in cui riescono a condividere, con uno spirito ecumenico, l’impegno per la condanna della violenza e per la costruzione della pace, favorendo quel «pellegrinaggio di giustizia e di pace», che è emerso come una priorità nell’ultima assemblea generale del Wcc, che si è tenuta a Busan, in Sud Corea, nel 2013.

L'Osservatore Romano, 24-25 luglio 2017