venerdì 28 luglio 2017

Europa
Secondo l’Onu aumenta il numero dei morti ma non quello degli arrivi.  Non c’è un’invasione di migranti
L'Osservatore Romano
Nessuna invasione di migranti in Europa, ma molte, troppe vittime. È quanto sottolinea oggi l’agenzia dell’Onu per i rifugiati (Unhcr), che denuncia: «Nell’ultimo periodo c’è stato un notevole aumento del numero dei morti, mentre per quanto riguarda gli arrivi, rispetto allo scorso anno, i numeri in generale sono gli stessi». Nel 2016 c’era stato il record di vittime e «adesso ci stiamo avvicinando a quel numero» ha dichiarato Marco Rotunno dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite. Ma «l’invasione di cui tutti parlano non si vede».
Sul piano politico, in Europa si continua a discutere di diritto di asilo. La Francia è intervenuta per chiarire che resta «solidale con l’Italia per la crisi dei migranti», ma che «il regolamento di Dublino non si tocca perché la soluzione sta nel dare ai paesi di accoglienza i mezzi necessari, non nel renderli meno responsabili». È il pensiero di Nathalie Loiseau, ministro francese agli affari europei, intervistata dal quotidiano italiano «La Stampa». Il ministro afferma: «Vogliamo mantenere, rafforzare e migliorare il sistema. Il problema è la mancanza di regole armonizzate per l’asilo. Dobbiamo dare ai paesi d’accoglienza i mezzi necessari e far funzionare il meccanismo di solidarietà. Ci sono stati che ritengono che la solidarietà non li riguardi. È inaccettabile». Secondo Loiseau, «si deve essere più esigenti sui rimpatri e aiutare i paesi di transito. Occorre un sistema di sanzioni europeo contro i trafficanti e la missione Sophia va aiutata a fermare più migranti. Infine, la via chiave è una maggiore stabilità della Libia: stiamo cercando di farlo con l’Italia, sotto l’egida Onu».
La solidarietà di Parigi si manifesta, secondo Loiseau, «rafforzando le frontiere esterne dell’Ue». Il ministro assicura che la Francia aumenterà il personale presso Frontex per arrivare a 5000 uomini. E auspica «che le richiese di asilo siano gestite ai confini Ue con più uomini, competenze e fondi», ma ricorda anche che «la commissione Ue ha stanziato 100 milioni in più per l’Italia».

L'Osservatore Romano, 28-29 luglio 2017