venerdì 28 luglio 2017

(a cura redazione "Il sismografo")
(Francesco Gagliano - ©copyright) Papa Francesco arriverà all'Aeroporto Internazionale di Bogotá "El Dorado" mercoledì 6 settembre alle ore 16.30 (locale). In Italia saranno le 23.30. Il tutto si svolgerà presso l'aerea militare dell'aerostazione (Catam). Sarà una breve cerimonia di Benvenuto presenti le più alte autorità dello Stato con a capo il Presidente della Colombia Manuel Santos e della Chiesa Cattolica guidate dal Presidente dell'Episcopato, mons. Óscar Urbina e dall'arcivescovo di Bogotà cardinale Rubén Salazar. Il giorno dopo, giovedì 8 settembre, alle ore 9 il Papa farà la Visita di cortesia al Presidente e incontrerà le altre alte autorità del Paese presso la Plaza de Armas della Casa de Nariño (palazzo presidenziale). Qui Francesco dopo il Saluto del Presidente Santos pronuncerà il suo primo discorso. Infine, dalla Casa de Nariño si trasferirà alla Cattedrale della capitale.
L'edificio Nariño, che sorge nel centro storico di Bogotà, fu inaugurato il 20 luglio 1908 con il nome di Palazzo di Nariño o della Carrera e deve il suo nome alla casa natale, che sorgeva nei pressi, del politico e militare Antonio Nariño, vissuto tra XVIII e XIX secolo, vero e proprio eroe e precursore del movimento indipendentista delle colonie americane dalla corona spagnola. La struttura originaria si trovava nel mezzo della Primera Calle de la Carrera e per questo divenne dapprima noto come Palacio de la Carrera.
Dopo essere stato di proprietà della famiglia Nariño, e successivamente di altre facoltose della città, il Palazzo fu eletto dimora presidenziale il 23 ottobre 1885 per volontà del Presidente Rafael Núñez che acquistò la dimora per convertirla a residenza ufficiale. Dopo il 1892 la sede della presidenza della Colombia fu nuovamente spostata per pochi anni, fino a quando, il 6 aprile 1906, il generale Rafael Reyes assunse due architetti e fece apportare importanti modifiche all'antica dimora di Antonio Nariño: alcune parti vennero demolite e allargate, la facciata fu decorata e allargata e anche gli ambienti interni furono adeguati per ospitare nuovamente il Presidente della Colombia. Dal 20 luglio 1908 il la Casa di Nariño, ormai diventato un vero e proprio palazzo, tornò a essere la residenza dei Presidenti, con la sola eccezione del periodo dittatoriale del generale Gustavo Rojas Pinilla (1953/1957).
Il Palazzo è stato ristrutturato e ampliato con nuovi edifici nel 1979 e ospita numerose opere d'arte colombiana di differenti epoche storiche. Nei suoi giardini si trova il primo osservatorio astronomico costruito in America, progettato e realizzato nel 1803 dall'architetto Cappuccino, frate Domingo de Petres e il cui primo direttore fu José Celestino Mutis. Tutta il complesso di strutture del Palazzo - compreso l'Osservatorio, la collina del Campidoglio (capitolio Nacional) la chiesa di Sant'Agostino e altri edifici - sono stati nominati Monumenti Nazionali della Colombia.
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Cenni biografici del Presidente Santos
Juan Manuel Santos Calderón (Bogotà, 10 agosto 1951) è un politico, giornalista ed economista colombiano, Presidente della Colombia in carica dal 7 agosto 2010 e premio Nobel per la pace nel 2016. Fa parte dei Santos, una tra le famiglie più potenti e influenti di Bogotà: il nonno fu il giornalista Enrique Santos Montejo "Calibán" e il fratello di quest'ultimo (ossia il prozio) fu l'ex presidente Eduardo Santos Montejo, che fu il padrone e direttore de El Tiempo. È il cugino germano (parte paterna e materna) dell'ex vicepresidente della Colombia, Francisco Santos Calderón.
Studiò Economia e commercio negli Stati Uniti, ottenendo varie lauree honoris causa da Harvard. Tornato in Colombia si iscrisse all'Ordine dei Produttori di Caffè Colombiani (1972) e nello stesso tempo assunse la vicedirezione de El Tiempo, periodico della famiglia Santos fin dalla fondazione. Si è sposato due volte ed ha due figli.
Nel corso della sua lunga carriera politica, è stato Ministro del Commercio con il Presidente César Gaviria, e Ministro dell'Economia con il Presidente Andrés Pastrana Arango.
Fu nominato Ministro della Difesa durante il secondo governo del Presidente Alvaro Uribe, nel 2006. Durante questo periodo fu l'artefice dei peggiori colpi all'organizzazione rivoluzionaria FARC. Si ricordano l'operazione Fenix (nella quale fu ucciso il comandante Raul Reyes in territorio ecuadoriano grazie a un attacco aereo e terrestre condotto contro un suo accampamento, da aviazione ed esercito colombiano, scatenando una crisi diplomatica tra Colombia ed Ecuador e tra Colombia e Venezuela), e l'operazione Scacco, nella quale fu liberata Ingrid Betancourt.
Come Ministro della Difesa rimase implicato nel grande scandalo dei falsi positivi in conseguenza di cui si dimise dal suo incarico.
Il 20 giugno 2010, nella seconda tornata elettorale delle elezioni presidenziali colombiane, sconfisse il candidato del Partito Verde Antanas Mockus, ottenendo il 69% dei suffragi (circa 9.004.000 voti), e assunse la carica di Presidente della Colombia il 7 agosto dello stesso anno.
Alle elezioni presidenziali in Colombia del 2014 si ricandidò e venne rieletto il 16 giugno al secondo turno con il 51% dei voti contro il 45% ottenuto da Óscar Iván Zuluaga del Centro Democratico.
L'ufficio del procuratore generale ha sostenuto che le campagne di successo di Santos nel 2010 e nel 2014 hanno ricevuto denaro dalla Odebrecht impresa al centro di uno scandalo di corruzione che coinvolge diversi stati dell'America Latina.
Il 14 marzo 2017 Santos ha riconosciuto che per la sua campagna presidenziale del 2010 ha ricevuto pagamenti illegali da conglomerato brasiliano Odebrecht.
Tra il 23 febbraio e il 26 agosto 2012, a L'Avana, Cuba, FARC e governo colombiano presero parte ad alcuni incontri esplorativi per valutare la possibilità di intraprendere dei dialoghi mirati a ottenere la fine del conflitto, “condizione essenziale alla costruzione di una pace stabile e duratura”.Secondo alcuni sondaggi, il 72% della popolazione appoggiava il processo di pace, e solo il 33% riteneva possibile un'uscita dal conflitto per via militare. Il sostegno al processo era rilevante anche in campo internazionale, contando su personalità come quella dell'ex presidente statunitense Jimmy Carter o di movimenti politici di ampio respiro come il Forum di Sao Paulo, che il 25 gennaio 2013 emise un documento, approvato all'unanimità, di “pieno sostegno ai dialoghi dell'Avana, esigendo dal presidente Santos garanzie democratiche per tutte le organizzazioni coinvolte, per la sinistra e per il movimento sociale”.
Il 18 ottobre 2012 le FARC e il governo colombiano hanno presieduto la conferenza stampa d'inaugurazione ufficiale dei Dialoghi di Pace a Oslo, in Norvegia. Il 19 novembre i dialoghi sono effettivamente iniziati all'Avana, a partire dal primo dei sei punti in agenda: Politica di sviluppo agrario integrale, Partecipazione politica, Fine del conflitto, Soluzione al problema delle droghe ad uso illecito, Vittime e, infine, Implementazione. Lo stesso giorno, la guerriglia, accogliendo una proposta del gruppo "Colombiani per la Pace", annuncia un cessate il fuoco unilaterale “necessario perché le parti che iniziano il dialogo ottengano il proposito desiderato da tutti i colombiani”, con validità dal 20 novembre del 2012 alla mezzanotte del 20 gennaio del 2013.
Dall'inizio delle conversazioni, le FARC richiedono la partecipazione popolare alla discussione nel tavolo dei dialoghi. Sulla base delle conclusioni del forum sulla questione agraria tenutosi a Bogotá, le FARC elaborano una proposta di riforma rurale e agraria integrale, democratica e partecipativa, nel rispetto della società e dell'ambiente in 10 punti, che esprime e riassume le posizioni dei movimenti sociali colombiani. La richiesta delle Farc di una concessione di terre agli strati più deboli della popolazione rurale non è stata presa in considerazione degli esponenti governativi che hanno dichiarato l'inviolabilità della proprietà privata e la necessità di tutelare i proprietari terrieri.
Nel maggio del 2015 il Consiglio di Stato colombiano (il più alto tribunale amministrativo) ha determinato che le FARC non possono essere considerate un'organizzazione terroristica (denominazione riservata a chi impiega sistematicamente il terrore nei confronti dei civili), ma come un gruppo guerrigliero, parte di un conflitto armato che deve essere interpretato e regolato secondo quanto previsto dal Diritto internazionale umanitario.
Il lungo percorso verso questo l'accordo è stato coadiuvato da Cuba e dalla Norvegia, dal Cile e soprattutto Venezuela. Il 24 settembre 2015 viene siglato all'Havana, alla presenza di Raul Castro, un accordo storico tra il presidente Santos e il leader delle FARC Timoleón Jiménez che prevede un cessate il fuoco tra le due parti entro sei mesi; l'intesa prevede inoltre l'istituzione di tribunali speciali volti a giudicare i crimini commessi nel conflitto da entrambi i contendenti.
Il 23 giugno 2016, dopo 50 anni di ostilità, il governo colombiano nazionale e una delegazione delle FARC stipulano un accordo bilaterale definitivo per la cessazione delle ostilità e per la promozione della pace, in presenza di Raúl Castro e Ban Ki-moon.
il 25 agosto 2016 viene confermato pubblicamente l'accordo dai negoziatori delle due parti, il presidente Santos e il comandante dei guerriglieri del Bloque Caribe de las FARC Iván Márquez, concludendo il negoziato; l'accordo sarà ratificato in seguito ad un referendum popolare. A Bogotà, la popolazione ha festeggiato con manifestazioni di gioia nei parchi e nelle strade.
Il 2 ottobre 2016 l’accordo è stato sottoposto a referendum nazionale venendo sorprendentemente bocciato dal popolo colombiano con il 50,3% dei voti contrari in opposizione al 49,7% dei voti favorevoli (con una differenza stimata di appena 65mila voti).
Il successivo 24 ottobre fu firmato un nuovo accordo di pace tra le parti, a cui seguì la ratifica definitiva da parte del parlamento colombiano.[28] L'accordo prevede anche un sussidio da elargire per la sostituzione, da parte dei contadini affiliati alle FARC, delle piantagioni di droga con piantagioni di prodotti legali come alberi da frutti. Il 28 dicembre 2016 il parlamento colombiano ha approvato una legge che prevede l'amnistia o la grazia ai membri delle Forze armate rivoluzionarie della Colombia accusati di reati politici.
Il 7 ottobre 2016 a Santos viene assegnato il Premio Nobel per la pace per gli sforzi profusi per la pacificazione della Colombia, nell'ambito della pluridecennale guerra civile tra esercito regolare colombiano e i gruppi terroristici paramilitari marxisti delle FARC.
Il 27 giugno 2017 con una solenne cerimonia il capo dei guerriglieri Timoleón Jiménez dichiara la fine della lotta armata dopo 53 anni di guerriglia, consegnando molte delle armi in mano al gruppo rivoluzionario ai rappresentanti dell'ONU, annunciando la futura trasformazione delle FARC in un partito politico autorizzato e legale.
Santos ha ufficialmente annunciato a marzo 2016 l'inizio dei colloqui di pace con gli altri guerriglieri armati nel paese dell'Esercito di Liberazione Nazionale (ELN), dopo alcuni anni di fase esplorativa per discutere un'agenda di possibili punti per un eventuale processo di pace; tuttavia, l'inizio del dialogo è stato sospeso fino a quando l'ELN non avesse liberato gli ostaggi che aveva in suo possesso. Il 7 febbraio 2017 sono iniziati i colloqui con i rappresentanti del gruppo armato a Quito.
(Fonte: Wikipedia)
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