lunedì 30 gennaio 2017

Madagascar
Il cardinale Parolin in Madagascar. Un programma di vita
L'Osservatore Romano
«Le beatitudini vanno messe in pratica per sperimentare tutta la loro azione trasformatrice: sul piano personale, spirituale e sociale». Parlando agli ottantamila fedeli che domenica 29 gennaio hanno riempito lo stadio Mahamasina di Antananarivo per la solenne messa celebrata in occasione dei cinquant’anni delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e la Repubblica di Madagascar, il cardinale Pietro Parolin ha ricordato che «la Chiesa, le istituzioni, la società intera e particolarmente i giovani», devono fare delle beatitudini «un programma di vita». In particolare, ha detto, bisogna comprendere e mettere in pratica, il significato della «povertà di spirito» sottolineata nel discorso della montagna: «Il povero è colui che intimamente consapevole della sua non autosufficienza, rivolge la sua supplica a Dio come un mendicante per sentirsi sempre bisognoso di lui, per essere consolato»; ma è anche colui che, mite, sa essere «accogliente nei confronti del prossimo», «capace di amare», «costruttore del regno».
Il segretario di Stato — che ha concelebrato insieme al cardinale Maurice Piat, vescovo di Port-Louis, in rappresentanza della Conferenza episcopale dell’oceano Indiano, al nunzio apostolico Paolo Gualtieri, a tutti i vescovi del Madagascar e a circa duecento sacerdoti — è stato accolto con grande entusiasmo dai fedeli assiepati sugli spalti: tra fazzoletti e bandiere bianche e gialle, un migliaio di bambini ospiti del centro caritativo Padre Pedro hanno eseguito danze preparate per l’occasione. Nella serata di domenica, dopo il pranzo ufficiale con il cardinale Piat e con l’intero episcopato locale, il cardinale Parolin ha visitato il monastero delle carmelitane.
Il viaggio del porporato nel paese africano era cominciato il 27 gennaio con l’arrivo all’aeroporto della capitale, l’incontro con il presidente della Repubblica Hery Martial Rajaonarimampianina e il ricevimento dell’alta onorificenza di grande officiale dell’Ordine nazionale del Madagascar.
Il giorno successivo il cardinale Parolin ha avuto modo di visitare l’Università cattolica fondata nel 1952. Accolto dal rettore Marc Ravelonantdandro e dalle altre autorità accademiche, ha poi incontrato nella cappella tutti i professori e gli studenti. Per l’occasione erano presenti il cardinale Piat, il vescovo di Antananarivo Odon M. A. Razanakolona, gran cancelliere dell’università, e il ministro dell’insegnamento superiore e della ricerca scientifica. Prendendo la parola dopo il saluto del rettore, il porporato ha invitato gli studenti a ricercare sinceramente la verità, per prepararsi a diventare adulti responsabili, capaci di pensare in maniera critica e positiva, per poi contribuire pienamente allo sviluppo e al benessere dei propri rispettivi paesi. Li ha anche esortati ad approfondire, insieme allo studio intellettuale, la conoscenza del vangelo, e contribuire così alla crescita integrale della personalità che, nel rispetto delle differenze, sa dialogare e impegnarsi per il bene comune.
Nella tarda mattinata, il segretario di Stato ha inaugurato e benedetto la nuova sede della Conferenza episcopale del Madagascar (Cem), attigua al campus universitario, e ha visitato la residenza per giovani universitari poveri. Nel rivolgersi agli studenti ospiti, il cardinale li ha esortati a comprendere la responsabilità derivante dall’opportunità offerta loro dalla Chiesa malgascia. Tale condizione favorevole li dovrà stimolare, un giorno, a portare questo beneficio agli altri giovani che, per le ristrettezze economiche e per la povertà, non potranno accedere agli studi superiori.
Si è svolto invece nel pomeriggio l’incontro con i presuli del Madagascar. Dopo aver ascoltato dai vescovi locali i problemi pastorali e le sfide sociali di un paese nel quale la povertà tocca circa il 95 per cento della popolazione, il segretario di Stato ha esortato i pastori a collaborare per arginare la corruzione, a difendere sempre i più deboli e gli emarginati, e a cercare di offrire loro servizi in ambito educativo, sanitario e sociale. Per quanto riguarda il rapporto con le altre religioni, e in particolare con l’islam, il porporato ha suggerito di rafforzare il dialogo nel reciproco rispetto.
L'Osservatore Romano, 30-31gennaio 2017