L'Osservatore Romano
(Manuel Nin) La festa della Trasfigurazione del Signore, celebrata il 6 agosto, nella seconda metà del VII secolo venne commentata da Anastasio il Sinaita, vissuto nel Sinai come monaco. L’esegeta inizia l’omelia con un elogio del monte Tabor, dove avviene l’episodio evangelico: «Quanto è terribile questo luogo! Mi viene da gridare come Giacobbe, nel giorno della festa di questo monte. Come lui, vedo anche io una scala che sale dalla terra al cielo, poggiata sulla cima di questo monte. Anche io dico: Questa è proprio la casa di Dio, questa è la porta del cielo». La grandezza del monte come luogo santo e nuovo Sinai è nella testimonianza del Padre e nella manifestazione del Figlio, sole di giustizia.























