Papa Francesco in Ecuador
Discorso del Santo Padre all'arrivo in Ecuador nella Cerimonia di Benvenuto all’aeroporto di Quito: "Oggi, anche noi possiamo trovare nel Vangelo le chiavi che ci permettono di affrontare le sfide attuali, apprezzando le differenze, promuovendo il dialogo e la partecipazione senza esclusioni..."
Sala stampa della Santa Sede
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L’arrivo dell’aereo con a bordo il Santo Padre, partito questa mattina alle 9 da Roma-Fiumicino, è atterrato all’aeroporto internazionale “Mariscal Sucre” di Quito.
Il Santo Padre Francesco è stato accolto dal Presidente della Repubblica dell’Ecuador Rafael Correa. Erano inoltre presenti alcune Autorità dello Stato, il Presidium dei Vescovi dell’Ecuador e un gruppo di fedeli.
Dopo l’esecuzione degli inni e la presentazione degli onori militari e dopo l’indirizzo di saluto del Presidente dell’Ecuador, il Papa ha pronunciato in lingua spagnola il discorso che riportiamo di seguito:
Discorso del Santo Padre
Signor Presidente,
Distinte Autorità del Governo,
Fratelli nell’Episcopato,
Signore e Signori, amici tutti,
ringrazio Dio per avermi concesso di venire di nuovo in America Latina e di trovarmi oggi qui con voi, in questa bella terra dell’Ecuador. Provo gioia e gratitudine nel vedere il caloroso benvenuto: è una prova in più del carattere accogliente che distingue così bene le genti di questa nobile Nazione.
La ringrazio, Signor Presidente, per le sue parole – la ringrazio per la sua consonanza con il mio pensiero: mi ha citato troppo, grazie! -, che ricambio con i miei migliori auguri per il compimento della Sua missione: che possa realizzare quanto desidera per il bene del suo popolo. Saluto cordialmente le distinte Autorità del Governo, i miei fratelli Vescovi, ai fedeli della Chiesa nel Paese e a tutti coloro che oggi mi aprono le porte del loro cuore, della loro famiglia e della loro Patria. A tutti voi il mio affetto e la mia sincera riconoscenza.