sabato 14 febbraio 2015

Vaticano
I cardinali creati da Papa Francesco
   
L'Osservatore Romano

Il Sommo Pontefice Francesco ha tenuto questa mattina, sabato 14 febbraio 2015, nella Basilica Vaticana, il Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di nuovi Cardinali, l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del Titolo o della Diaconia.
Il Santo Padre è giunto alle ore 11 nella Basilica e ha fatto una breve preghiera davanti (...)
Agência Ecclesia
O Papa Francisco alertou hoje no Vaticano para as tentações da inveja, do orgulho e do rancor que podem existir na vida da Igreja, pedindo aos novos cardeais que sejam exemplo de “caridade” e de “justiça”. “Nós, seres humanos (todos, e em todas as idades da vida (...)
Vaticano
Quattro nuove sante il prossimo 17 maggio
L'Osservatore Romano
La seconda parte del concistoro tenuto da Papa Francesco nella basilica vaticana sabato mattina, 14 febbraio, è stata dedicata al voto sulle cause di canonizzazione di Giovanna Emilia de Villeneuve, Maria di Gesù Crocifisso Baouardy e Maria Alfonsina Ghattas. Il Pontefice ha stabilito che le proclamerà sante domenica 17 maggio, insieme con la beata Maria Cristina dell’Immacolata Concezione (al secolo Adelaide Brando, Napoli 1856 - Casoria 1906) fondatrice della congregazione delle suore vittime espiatrici di Gesù Sacramentato, la cui canonizzazione era stata già decisa nel concistoro del 20 ottobre 2014, insieme a quella di Giuseppe Vaz, celebrata poi durante il viaggio in Sri Lanka, lo scorso 14 gennaio. Le quattro nuove sante sono tutte religiose: due sono della Terra santa, una è italiana e una francese.
Canada
Canadian bishops issue synod questionnaire, will keep results private

CNS - NC Reporter

The Canadian Conference of Catholic Bishops has invited dioceses to prepare for the worldwide Synod of Bishops with a set of questions on marriage and family life, but the conference said any questionnaire results will remain private. Msgr. Patrick Powers, conference general secretary,  (...)
Stati Uniti
After the second shutout, when will the US get another cardinal?

Fonte

(Michael O'Loughlin) As Pope Francis elevated 20 bishops from around the world to the rank of cardinal Saturday, Americans were reminded that for the second time, Francis skipped over the United States. With three major archdioceses in the United States — Chicago, Los Angeles, and Philadelphia (...)
Filippine
Chiesa filippina: quasi concluso il progetto residenziale per le vittime del tifone Yolanda

AsiaNews

P. Gariguez, segretario esecutivo Nassa-Cbcp, parla di "80% dei lavori completato". Tutti gli alloggi saranno pronti entro la fine di marzo, in tutto sono 3.753 unità abitative. Agli occupanti la Chiesa garantirà non solo un tetto, ma anche i mezzi necessari per poter sopravvivere. Obiettivo uno "sviluppo umano integrato". (...)
Agência Ecclesia
O Papa Francisco pronunciou hoje pelas 11h27 (menos uma em Lisboa) o nome do patriarca de Lisboa, D. Manuel Clemente, como novo cardeal da Igreja Católica, numa cerimónia que decorre na Basílica de São Pedro. A celebração começou com um momento de oração em silêncio, do Papa, diante do (...)
Radio Vaticana
Tra i neo cardinali c’è l’arcivescovo uruguayano di Montevideo, Daniel Fernando Sturla Berhouet, 55 anni, salesiano. Mercedes de la Torre gli ha chiesto quale messaggio arrivi da questo Concistoro: R. – La alegria que el Papa Francisco… La gioia che Papa Francesco ha dato alla Chiesa con la nomina dei (...)
Vaticano
Sabato 14 febbraio: la giornata del Papa

(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di 20 nuovi Cardinali e per il voto su  alcune cause di Canonizzazione. Presente Benedetto XVI
- Omelia di Papa Francesco
"Nella Chiesa ogni presidenza proviene dalla carità, deve esercitarsi nella carità e ha come fine la carità. Anche in questo la Chiesa che è in Roma svolge un ruolo esemplare: come essa presiede nella carità, così ogni Chiesa particolare è chiamata, nel suo ambito, a presiedere nella carità"
Cari Fratelli Cardinali,
quella cardinalizia è certamente una dignità, ma non è onorifica. Lo dice già il nome – “cardinale” – che evoca il “cardine”; dunque non qualcosa di accessorio, di decorativo, che faccia pensare a una onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunità.
Vatican Insider
(Andrea Tornielli) Francesco «crea» i nuovi cardinali e dice loro che gli ecclesiastici non sono immuni da invidia e orgoglio: non covate ira, non arrabbiatevi, non cercate il vostro interesse, abbiate un forte senso di giustizia e servite con gioia la verità, siate capaci di perdonare sempre. La berretta rossa non (...)
Radio Vaticana
The Bishop of Sokoto in Nigeria says the fight against corruption in government, inequalities and the threat posed by the Islamist group Boko Haram are among the tough challenges the country’s new parliament will have to deal with after the elections slated for the 28 March. In a message sent (...)
Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo") 
"L’apostolo dice poi che la carità «non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio». Questo è davvero un miracolo della carità, perché noi esseri umani – tutti, e in ogni età della vita – siamo inclinati all’invidia e all’orgoglio dalla nostra natura ferita dal peccato. E anche le dignità ecclesiastiche non sono immuni da questa tentazione. Ma proprio per questo, cari Fratelli, può risaltare ancora di più in noi la forza divina della carità, che trasforma il cuore, così che non sei più tu che vivi, ma Cristo vive in te. E Gesù è tutto amore.
Messico
Mexican cardinal-designate is the ‘Pope’s Peacemaker’

Crux

(Inés San Martín) Back in 2013, Alberto Suárez Inda asked to be relieved after 23 years as archbishop of Morelia, one of Mexico’s most violent states. He said Francis asked him to “hold on a little while longer” while a successor was named. As it turns out, Suárez Inda, 76, will be (...)
Vaticano
Agi
(Salvatore Izzo) Papa Francesco ha consegnato oggi la berretta color porpora e gli anelli a 19 nuovi cardinali di 17 diversi nazioni (uno dei 20 nominati il 4 gennaio e' rimasto in Colombia per ragioni di salute e di eta').  15 di loro entrerebbero in un eventuale Conclave, in rappresentanza di 14 paesi, con solo l'Italia a festeggiare due elettori: l'arcivescovo di Ancona, Edoardo Menichelli, e quello di Agrigento, Francesco Montenegro. Uomini scelti perche' pastori "con l'odore delle pecore" e non perche' provengono da sedi tradizionalmente cardinalizie.
Panorama
(Ignazio Ingrao) La difesa dei poveri, il no all'austerity assoluta, le responsabilità di chi governa. Così Bergoglio, nel libro "Papa Francesco. Questa economia uccide". "La crisi non è arrivata perché gli economisti non sapevano, ma perché sapendo non hanno fatto ciò che dovevano fare": le parole del (...)
Canada
Statement from Cardinal Thomas Collins re: Supreme Court of Canada decision on assisted suicide
   
Salt and Light

(Thomas Cardinal Collins) “For my life is spent with sorrow, and my years with sighing; my strength fails because of my misery, and my bones waste away.” Psalm 31 -- In our days, as in the days of the psalmist, so many years ago, people can suffer grievously during their journey through this “valley of tears,” (...)
Egitto
Copti sgozzati: la solidarietà dei vescovi cattolici egiziani

SIR

Il portavoce dei vescovi cattolici egiziani e l’incaricato di affari della Nunziatura apostolica al Cairo hanno espresso “solidarietà, cordoglio e preghiera” alla Chiesa copto-ortodossa dopo la diffusione della notizia che i jihadisti della filiale libica dello Stato Islamico avrebbero sgozzato 21 cristiani copti di origine egiziana rapiti a Sirte a gennaio e tenuti in ostaggio. A riferirlo al Sir è lo (...)
Uruguay
“Es una distinción del Papa a todos los uruguayos”
republica.com.uy
Son 120 religiosos que tienen una vasta trayectoria, los que entre varias de sus funciones, tienen a su cargo la decisión de elegir –en caso de necesitarse- cuál de sus colegas será el siguiente Papa. El titular del arzobispado capitalino será, debido a su edad -55 años-, el segundo cardenal más joven de los (...)
Radio Vaticana
L’arcivescovo di Ancona Edoardo Menichelli. Fabio Colagrande gli ha chiesto con quali sentimenti si appresti a vivere questo evento: R. – Con sentimenti contrastanti: c’è la gioia, la contentezza, la sorpresa. Dall’altra parte, però, con un grande interrogativo, vale a dire: perché questo? Senza enfasi di (...)
Periodista digital
(Sebastián Gratzia) Cuentan fuentes dignas de todo crédito que cuando Jorge Oesterheld, nuevo director de Vida Nueva en Argentina y portavoz de la Conferencia Episcopal Argentina en los tiempos en que J. Bergoglio la presidía, fue a visitar al papa Francisco, (...)
Vatican Insider
(Iacopo Scaramuzzi) Al Conclave che elesse Bergoglio nel 2013 gli asiatici erano l’8,7 per cento degli elettori, oggi, dopo il Concistoro, sono l’11 per cento. Diminuisce il peso degli europei, cresce la percentuale dei cardinali dei «paesi in via di sviluppo», i porporati asiatici, in particolare, (...)
Rome Reports
It's a Consistory to discuss reforms to the Roman Curia. Everything from re-structuring Vatican departments to transparency in its finances. Msgr. Marcello Semeraro - Secretary, Council of Cardinals - "The meeting mostly focused on the Secretariat for the Economy and the Council for the (...)
Segundo día de reuniones del Papa y los cardenales: Transparencia
Ucraina
Ucraina, la guerra dei cristiani e delle Chiese

AsiaNews

(Vladimir Rozanskij) Agli scontri non ancora sopiti fra soldati ucraini e ribelli, si aggiungono le divisioni e le contrapposte appartenenze dei cristiani alla ortodossia legata a Mosca, a Kiev, al patriarcato di Costantinopoli, a cui si aggiungono i greci e latini legati al papa di Roma. Un "campanilismo metafisico" (...)
Palestina
Il 17 maggio: due nuove sante palestinesi!
   
PLG

Comunicato Questo sabato, 14 febbraio 2015, nel corso del Concistoro dei cardinali riuniti a Roma col Santo Padre papa Francesco, è stata annunciata la data di canonizzazione delle due prossime sante palestinesi. Sarà dunque nella celebrazione della messa del 17 maggio 2015 che Suor Maria Alfonsina, (...) 
Terra
La iglesia católica guatemalteca llamó este viernes a la población a reflexionar su voto en las elecciones presidenciales de septiembre próximo, y alertó de los engaños y promesas falsas de algunos partidos políticos. "Frente a engaños, propaganda falsa, populismos que prometen imposibles, queremos (...)
Libia
Libia, parlamento conferma: Isis ha assassinato 21 copti egiziani
   
AFP - askanews

Il parlamento eletto libico ha confermato che l'Isis ha assassinato 21 cristiani copti egiziani. Aqila Saleh, presidente del parlamento, ha espresso le condoglianze al popolo egiziano per queste vittime uccise dall' "Organizzazione del Male". Saleh ha aggiunto che la Libia si considera in guerra contro lo Stato Islamico. L'organizzazione ha sequestrato e ucciso diversi cittadini egiziani, tra cui un medico, sua moglie e sua figlia a dicembre.
India
Catholic body says not hosting Modi event
   
The Indian Express

The Catholics Bishop Conference of India (CBCI), the largest umbrella group of Catholic denominations in the country, has expressed its displeasure in being portrayed as a co-host of a seminar in which Prime Minister Narendra Modi is the chief guest. The seminar, ‘National Seminar of Religious Witnessing’, (...)
CNS
(Cindy Wooden) The economy is a human creation, not a god, so humans have the responsibility to manage the economy in a way that benefits the most people, said Honduran Cardinal Oscar Rodriguez Maradiaga, president of Caritas Internationalis."The economy is not a god. We have to have the (...)
Vaticano
Pope to new cardinals: Put aside pride, jealousy and anger
   
AP - Yahoo

(Nicole Winfield) Pope Francis welcomed 20 new cardinals Saturday into the elite club of churchmen who will elect his successor and immediately delivered a tough-love message to them, telling them to put aside their pride, jealousy and self-interests and instead exercise perfect charity. (...) 
Stati Uniti
Negociador de EEUU revela detalles de pláticas con Cuba y dice normalización demorará
   
AFP - DePeru.com

Ricardo Zúñiga, el negociador principal norteamericano del acercamiento Estados Unidos-Cuba, descorrió este viernes un poco la cortina de las pláticas secretas bilaterales y estimó que la normalización de relaciones "tomará tiempo". "Este proceso (normalización) va a tomar mucho tiempo, (...)
Egitto
Il governo: la sorte dei copti rapiti in Libia rimane al momento sconosciuta

Fides

Mentre i jihadisti della filiale libica dello Stato Islamico prendono il controllo della città di Sirte, la sorte dei 21 cristiani rapiti in Libia e tenuti da loro in ostaggio da rimane al momento sconosciuta. Così ha riferito nella giornata di venerdì 13 febbraio il Primo Ministro egiziano Ibrahim Mahlab in una dichiarazione (...)
Vaticano
This is a revolutionary pope

CNN
(Jay Parini) This weekend, Pope Francis appoints 20 new cardinals in Rome (five of them are nonvoting cardinals). As one commentator notes, it is not a question of right versus left, but of north versus south: Most of these new cardinals hail from far-flung locations including Tonga, Cape Verde, Panama, (...)
Cina
Il card. Zen e i cattolici protestano contro Pechino sulla sorte di mons. Cosma Shi Enxiang

AsiaNews

(Victoria Ma) Il governo cinese non dice se il vescovo di Yixian è vivo o morto. Rose bianche e garofani per onorare i vescovi deceduti in prigione e quelli ancora vivi, ma in carcere. Le autorità cinesi violano la loro stessa Costituzione. Richiesta la liberazione di mons. Su Zhimin, da 17 anni scomparso nelle mani della polizia. (...)
Vaticano
Concistoro Ordinario Pubblico: Assegnazione dei Titoli o Diaconie e Voto su alcune cause di Canonizzazione

Sala stampa della Santa Sede

Al termine del rito di creazione dei nuovi cardinali, il Santo Padre Francesco ha tenuto Concistoro Ordinario Pubblico per la Canonizzazione delle Beate:
- GIOVANNA EMILIA DE VILLENEUVE, Religiosa, Fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Immacolata Concezione di Castres;
- MARIA DI GESÙ CROCIFISSO (al secolo: Maria Baouardy), Monaca Professa dell’Ordine dei Carmelitani Scalzi;
- MARIA ALFONSINA DANIL GHATTAS, Religiosa, Fondatrice della Congregazione delle Suore del Rosario di Gerusalemme. (...)
Sito dell'Episcopato guatemalteco
Nos inspiramos en la palabra de San Pablo a los Gálatas (Cfr Gal 5,6) para subrayar la importancia de la fe que se muestra en la caridad. 1. Del 9 al 13 de Febrero, lo s obispos de la Conferencia Episcopal de Guatemala nos hemos reunido para celebrar nuestra asamblea anual. Hemos acogido con alegría (...)
Vaticano
Riforma Vaticano: l’esperto “Papa non avanza da solo, sarà Chiesa delle periferie”
   
euronews

La sussidiarietà, il rapporto tra la Curia romana e le chiese locali e il ruolo delle donne nella Chiesa. Papa Francesco porta il progetto di riforma della Curia romana, tuttora in fase di elaborazione da parte del Consiglio dei nove cardinali, all’esame del Collegio cardinalizio. “La meta da raggiungere è sempre quella di favorire una maggiore armonia nel lavoro dei vari dicasteri e uffici”, ha detto il pontefice. (...)
Germania
Merkel abordará con Francisco la agenda del G7 y la lucha contra la pobreza

EFE - Terra

La canciller alemana, Angela Merkel, abordará con el papa Francisco la agenda del G7, cuya presidencia de turno detenta Alemania, especialmente en lo que respecta a la lucha contra la pobreza y la defensa medioambiental. Así lo expone la propia Merkel, en el mensaje semanal por vídeo, (...)
Panamà
'Make Present the Good News,' Bishop José Luis Lacunza Maestrojuán; Panamá
   
America

(Jim McDermott) When Bishop José Luis Lacunza Maestrojuán, O.A.R., 70, ordinary of the diocese of David, Panamá, was told he was being elevated to the role of Cardinal, he thought it was “crazy.” And the fact is, although Panama was in fact the home of the first Catholic diocese in the Americas,  (...)
saltandlighttv.org/blog
(Thomas Rosica, CSB) In light of the important meetings of Cardinals taking place this week at the Vatican that culminate in tomorrow’s ceremony for the “creation” of 20 new cardinals, I offer this brief explanation of the role of Cardinals in the Roman Catholic Church.Cardinals are chosen by the (...)
Vaticano
Titoli e Diaconie dei nuovi Cardinali
 
Sala stampa della Santa Sede

Dominique Mamberti, diaconia di Santo Spirito in Sassia.
Manuel José Macário do Nascimento Clemente, titolo di Sant’Antonio in Campo Marzio.
Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M., titolo di San Romano Martire.
John Atcherley Dew, titolo di Sant’Ippolito.
Edoardo Menichelli, titolo dei Sacri Cuori di Gesù e Maria a Tor Fiorenza.
Pierre Nguyên Văn Nhon, titolo di San Tommaso Apostolo.
Alberto Suárez Inda, titolo di San Policarpo.
Charles Maung Bo, S.D.B., titolo di Sant’Ireneo a Centocelle.
Francis Xavier Kriengsak Kovithavanij, titolo di Santa Maria Addolorata.
Francesco Montenegro, titolo dei Santi Andrea e Gregorio al Monte Celio.
Daniel Fernando Sturla Berhouet, S.D.B., titolo di Santa Galla.
Ricardo Blázquez Pérez, titolo di Santa Maria in Vallicella.
José Luis Lacunza Maestrojuán, O.A.R., titolo di San Giuseppe da Copertino.
Arlindo Gomes Furtado, titolo di San Timoteo.
Soane Patita Paini Mafi, titolo di Santa Paola Romana.
José de Jesús Pimiento Rodríguez, titolo di San Giovanni Crisostomo a Monte Sacro Alto.
Luigi De Magistris, diaconia dei Santissimi Nomi di Gesù e Maria in Via Lata.
Karl-Josef Rauber, diaconia di Sant’Antonio di Padova a Circonvallazione Appia.
Luis Héctor Villalba, Titolo di San Girolamo a Corviale.
Júlio Duarte Langa, titolo di San Gabriele dell’Addolorata.
Iraq
Padre Yaldo ordinato nuovo vescovo Baghdad, chiederò al governo di proteggere i cristiani

Adnkronos

Padre Basel Yaldo è stato oggi ordinato vescovo di Baghdad. Il religioso, che diventerà il braccio destro del Patriarca caldeo di Baghdad Louis Sako, era tornato in Iraq il mese scorso ''per servire il popolo iracheno''. Il nuovo vescovo ha annunciato di voler ''dare speranza (...)
(a cura Redazione "Il sismografo")
Concistoro Ordinario Pubblico per la creazione di nuovi Cardinali e per alcune Cause di Canonizzazione. Nel corso del Concistoro ordinario pubblico, Papa Francesco alle ore 11.28 ha pronunciato la "formula di rito" con la quale sono stati creati i 20 nuovi cardinali che aveva annunciato lo scorso 4 gennaio.

Fratelli carissimi, ci disponiamo a compiere un atto gradito e grave del nostro sacro ministero. Esso riguarda anzitutto la Chiesa di Roma, ma interessa pure l’intera comunità ecclesiale: chiameremo a far parte del Collegio dei Cardinali alcuni nostri Fratelli, perché siano uniti alla Sede di Pietro con più stretto vincolo, divengano membri del Clero di Roma, cooperino più intensamente al nostro servizio apostolico. Essi, insigniti della sacra porpora, dovranno essere intrepidi testimoni di Cristo e del suo Vangelo nella Città di Roma e nelle regioni più lontane. Pertanto, con l’autorità di Dio onnipotente, dei santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, creiamo e proclamiamo solennemente Cardinali di Santa Romana Chiesa questi nostri Fratelli.
***
Il Santo Padre elenca i nomi dei nuovi Cardinali e annuncia l’Ordine Presbiterale o Diaconale al quale vengono assegnati.

Vaticano
Sala stampa della Santa Sede
[Text: Italiano, Français, English, Español, Português]
Cari Fratelli Cardinali,
quella cardinalizia è certamente una dignità, ma non è onorifica. Lo dice già il nome – "cardinale" – che evoca il "cardine"; dunque non qualcosa di accessorio, di decorativo, che faccia pensare a una onorificenza, ma un perno, un punto di appoggio e di movimento essenziale per la vita della comunità. Voi siete "cardini" e siete incardinati nella Chiesa di Roma, che «presiede alla comunione universale della carità» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. Lumen gentium, 13; cfr Ign. Ant., Ad Rom., Prologo).
Nella Chiesa ogni presidenza proviene dalla carità, deve esercitarsi nella carità e ha come fine la carità. Anche in questo la Chiesa che è in Roma svolge un ruolo esemplare: come essa presiede nella carità, così ogni Chiesa particolare è chiamata, nel suo ambito, a presiedere nella carità.
Perciò penso che l’"inno alla carità" della Prima Lettera di san Paolo ai Corinzi possa essere la parola-guida per questa celebrazione e per il vostro ministero, in particolare per quelli tra voi che oggi entrano a far parte del Collegio cardinalizio. E ci farà bene lasciarci guidare, io per primo e voi con me, dalle parole ispirate dell’apostolo Paolo, in particolare là dove egli elenca le caratteristiche della carità. Ci aiuti in questo ascolto la nostra Madre Maria. Lei ha dato al mondo Colui che è "la Via migliore di tutte" (cfr 1 Cor 12,31): Gesù, Carità incarnata; ci aiuti ad accogliere questa Parola e a camminare sempre su questa Via. Ci aiuti col suo atteggiamento umile e tenero di madre, perché la carità, dono di Dio, cresce dove ci sono umiltà e tenerezza.
Anzitutto san Paolo ci dice che la carità è «magnanima» e «benevola». Quanto più si allarga la responsabilità nel servizio alla Chiesa, tanto più deve allargarsi il cuore, dilatarsi secondo la misura del cuore di Cristo. Magnanimità è, in un certo senso, sinonimo di cattolicità: è saper amare senza confini, ma nello stesso tempo fedeli alle situazioni particolari e con gesti concreti. Amare ciò che è grande senza trascurare ciò che è piccolo; amare le piccole cose nell’orizzonte delle grandi, perché "Non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est". Saper amare con gesti benevoli. Benevolenza è l’intenzione ferma e costante di volere il bene sempre e per tutti, anche per quelli che non ci vogliono bene.
L’apostolo dice poi che la carità «non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d’orgoglio». Questo è davvero un miracolo della carità, perché noi esseri umani – tutti, e in ogni età della vita – siamo inclinati all’invidia e all’orgoglio dalla nostra natura ferita dal peccato. E anche le dignità ecclesiastiche non sono immuni da questa tentazione. Ma proprio per questo, cari Fratelli, può risaltare ancora di più in noi la forza divina della carità, che trasforma il cuore, così che non sei più tu che vivi, ma Cristo vive in te. E Gesù è tutto amore.
Inoltre, la carità «non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse». Questi due tratti rivelano che chi vive nella carità è de-centrato da sé. Chi è auto-centrato manca inevitabilmente di rispetto, e spesso non se ne accorge, perché il "rispetto" è proprio la capacità di tenere conto dell’altro, di tenere conto della sua dignità, della sua condizione, dei suoi bisogni. Chi è auto-centrato cerca inevitabilmente il proprio interesse, e gli sembra che questo sia normale, quasi doveroso. Tale "interesse" può anche essere ammantato di nobili rivestimenti, ma sotto sotto è sempre il "proprio interesse". Invece la carità ti de-centra e ti pone nel vero centro che è solo Cristo. Allora sì, puoi essere una persona rispettosa e attenta al bene degli altri.
La carità, dice Paolo, «non si adira, non tiene conto del male ricevuto». Al pastore che vive a contatto con la gente non mancano le occasioni di arrabbiarsi. E forse ancora di più rischiamo di adirarci nei rapporti tra noi confratelli, perché in effetti noi siamo meno scusabili. Anche in questo è la carità, e solo la carità, che ci libera. Ci libera dal pericolo di reagire impulsivamente, di dire e fare cose sbagliate; e soprattutto ci libera dal rischio mortale dell’ira trattenuta, "covata" dentro, che ti porta a tenere conto dei mali che ricevi. No. Questo non è accettabile nell’uomo di Chiesa. Se pure si può scusare un’arrabbiatura momentanea e subito sbollita, non altrettanto per il rancore. Dio ce ne scampi e liberi!
La carità – aggiunge l’Apostolo – «non gode dell’ingiustizia ma si rallegra della verità». Chi è chiamato nella Chiesa al servizio del governo deve avere un forte senso della giustizia, così che qualunque ingiustizia gli risulti inaccettabile, anche quella potesse essere vantaggiosa per lui o per la Chiesa. E nello stesso tempo «si rallegra della verità»: che bella questa espressione! L’uomo di Dio è uno che è affascinato dalla verità e che la trova pienamente nella Parola e nella Carne di Gesù Cristo. Lui è la sorgente inesauribile della nostra gioia. Che il popolo di Dio possa sempre trovare in noi la ferma denuncia dell’ingiustizia e il servizio gioioso della verità.
Infine, la carità «tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta». Qui c’è, in quattro parole, un programma di vita spirituale e pastorale. L’amore di Cristo, riversato nei nostri cuori dallo Spirito Santo, ci permette di vivere così, di essere così: persone capaci di perdonare sempre; di dare sempre fiducia, perché piene di fede in Dio; capaci di infondere sempre speranza, perché piene di speranza in Dio; persone che sanno sopportare con pazienza ogni situazione e ogni fratello e sorella, in unione con Gesù, che ha sopportato con amore il peso di tutti i nostri peccati.
Cari Fratelli, tutto questo non viene da noi, ma da Dio. Dio è amore e compie tutto questo, se siamo docili all’azione del suo Santo Spirito. Ecco allora come dobbiamo essere: incardinati e docili. Più veniamo incardinati nella Chiesa che è in Roma e più dobbiamo diventare docili allo Spirito, perché la carità possa dare forma e senso a tutto ciò che siamo e che facciamo. Incardinati nella Chiesa che presiede nella carità, docili allo Spirito Santo che riversa nei nostri cuori l’amore di Dio (cfr Rm 5,5). Così sia.
Francese
Chers frères cardinaux,
Le cardinalat est certainement une dignité, mais elle n’est pas honorifique. Le mot « cardinal », qui évoque la « charnière », le dit bien ; ce n’est donc pas quelque chose d’accessoire, de décoratif, qui fait penser à une décoration, mais un pivot, un point d’appui et de mouvement essentiel à la vie de la communauté. Vous êtes des « pivots » et vous êtes incardinés dans l’Église de Rome, qui « préside au rassemblement universel de la charité » (Conc. Oecum. Vat. II, Const. Lumen Gentium, 13 ; cf. Ign. Ant., Ad Rom., Prologue).
Dans l’Église, toute présidence vient de la charité, doit s’exercer dans la charité et a comme fin la charité. En cela aussi l’Église qui est à Rome joue un rôle exemplaire : à la manière dont elle préside dans la charité, toute Église particulière est appelée, dans son domaine, à présider dans la charité.
Je pense donc que « l’hymne à la charité » de la Première Lettre de saint Paul aux Corinthiens peut être la parole qui nous guide pour cette célébration et pour votre ministère, en particulier pour ceux qui parmi vous entrent aujourd’hui dans le Collège cardinalice. Et cela nous fera du bien de nous laisser guider, moi le premier et vous avec moi, par les paroles inspirées de l’Apôtre Paul, en particulier là où il énumère les caractéristiques de la charité. Que Marie notre Mère nous aide dans cette écoute. Elle a donné au monde celui qui est « le Chemin par excellence » (cf. 1Co 12, 31) : Jésus, Amour incarné ; qu’elle nous aide à accueillir cette Parole et à marcher toujours sur cette Voie. Qu’elle nous aide par son attitude de mère humble et tendre, pour que la charité, don de Dieu, grandisse là où se trouvent l’humilité et la tendresse.
Tout d’abord, saint Paul nous dit que l’amour « prend patience » et « rend service ». Plus s’élargit la responsabilité dans le service de l’Église, plus le cœur doit s’élargir, se dilater à la mesure du cœur du Christ. « Rendre service » c’est, en un certain sens, synonyme de catholicité : c’est savoir aimer sans limites, mais en même temps être attentif aux situations particulières, et avec des gestes concrets. Aimer ce qui est grand sans négliger ce qui est petit ; aimer les petites choses dans l’horizon des grandes, parce que « Non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est ». Savoir aimer avec des gestes gratuits. « Rendre service », c’est l’intention ferme et constante de vouloir le bien, toujours et pour tous, y compris pour ceux qui ne nous aiment pas.
L’Apôtre dit aussi que l’amour « ne jalouse pas, ne se vante pas, ne se gonfle pas d’orgueil ». Cela, c’est vraiment un miracle de l’amour, parce que nous, les êtres humains – tous, et à tous les âges de la vie – nous sommes enclins à la jalousie et à l’orgueil en raison de notre nature blessée par le péché. Et les dignités ecclésiastiques aussi ne sont pas exemptes de cette tentation. Mais justement à cause de cela, chers frères, la force divine de l’amour qui transforme le cœur peut surgir encore davantage en nous, de sorte que ce n’est plus toi qui vis, mais le Christ qui vit en toi. Et Jésus est tout amour.
De plus, l’amour « ne fait rien d’inconvenant, ne cherche pas son intérêt ». Ces deux traits révèlent que celui qui vit dans l’amour est décentré de soi. Celui qui est auto-centré manque inévitablement de respect, et souvent il ne s’en rend pas compte, parce que le « respect » est justement la capacité de tenir compte de l’autre, de sa dignité, de sa condition, de ses besoins. Celui qui est auto-centré cherche inévitablement son propre intérêt, et cela lui semble normal, presque un dû. Cet « intérêt » peut aussi être couvert de nobles revêtements, mais dessous, dessous, il y a toujours le « propre intérêt ». Au contraire, l’amour te dé-centre et te place au véritable centre qui est seulement le Christ. Alors oui, tu peux être une personne respectueuse et attentive au bien des autres.
L’amour, dit Paul, « ne s’emporte pas, n’entretient pas de rancune ». Les occasions de s’emporter ne manquent pas au pasteur qui vit au contact des gens. Et plus encore peut-être nous risquons de nous fâcher dans les relations avec nos confrères, parce qu’en effet, nous sommes moins excusables. En cela aussi c’est l’amour et seulement l’amour, qui nous libère. Il nous libère du danger de réagir de manière impulsive, de dire et de faire des erreurs ; et surtout il nous libère du risque mortel de la colère entretenue, « couvée » à l’intérieur, qui te porte à prendre en compte les maux que tu reçois. Non. Cela n’est pas acceptable chez l’homme d’Église. Cependant, si on peut excuser une colère momentanée et aussitôt retombée, il n’en n’est pas de même pour la rancune. Que Dieu nous en préserve et nous en libère !
L’amour – ajoute l’Apôtre – « ne se réjouit pas de ce qui est injuste, mais il trouve sa joie dans ce qui est vrai ». Celui qui est appelé dans l’Église au service du gouvernement doit avoir un fort sens de la justice, de sorte qu’il trouve inacceptable toute injustice, même celle qui pourrait être avantageuse pour lui ou pour l’Église. Et en même temps, « il trouve sa joie dans ce qui est vrai » : que cette expression est belle ! L’homme de Dieu est quelqu’un qui est fasciné par la vérité, et qui la trouve en plénitude dans la Parole et dans la Chair de Jésus Christ. Lui est la source inépuisable de notre joie. Que le peuple de Dieu puisse toujours trouver en nous la ferme dénonciation de l’injustice et le service joyeux de la vérité.
Enfin, l’amour « supporte tout, fait confiance en tout, espère tout, endure tout ». Il y a ici, en quatre mots, un programme de vie spirituelle et pastorale. L’amour du Christ, répandu dans nos cœurs par l’Esprit Saint, nous permet de vivre ainsi, d’être ainsi : des personnes capables de toujours pardonner ; de toujours faire confiance, parce pleines de foi en Dieu ; capables de toujours infuser l’espérance, parce pleines d’espérance en Dieu ; des personnes qui savent supporter avec patience toute situation et chaque frère et sœur, en union à Jésus qui a supporté avec amour le poids de tous nos péchés.
Chers frères, tout cela ne vient pas de nous, mais de Dieu. Dieu est amour et accomplit tout cela, si nous sommes dociles à l’action de son Saint Esprit. Voilà donc comment nous devons être : incardinés et dociles. Plus nous sommes incardinés dans l’Église qui est à Rome, plus nous devons devenir dociles à l’Esprit, afin que la charité puisse donner forme et sens à tout ce que nous sommes et que nous faisons. Incardinés dans l’Église qui préside dans la charité, dociles à l’Esprit Saint qui répand dans nos cœurs l’amour de Dieu (cf. Rm 5, 5). Ainsi soit-il.
Inglese
Dear Brother Cardinals,
The cardinalate is certainly an honour, but it is not honorific. This we already know from its name – "cardinal" – from the word "cardo", a hinge. As such it is not a kind of accessory, a decoration, like an honorary title. Rather, it is a pivot, a point of support and movement essential for the life of the community. You are "hinges" and are "incardinated" in the Church of Rome, which "presides over the entire assembly of charity" (Lumen Gentium, 13; cf. IGN. ANT., Ad Rom., Prologue).
In the Church, all "presiding" flows from charity, must be exercised in charity, and is ordered towards charity. Here too the Church of Rome exercises an exemplary role. Just as she presides in charity, so too each particular Church is called, within its own sphere, to preside in charity.
For this reason, I believe that the "hymn to charity" in Saint Paul’s first letter to the Corinthians can be taken as a guiding theme for this celebration and for your ministry, especially for those of you who today enter the College of Cardinals. All of us, myself first and each of you with me, would do well to let ourselves be guided by the inspired words of the apostle Paul, especially in the passage where he lists the marks of charity. May our Mother Mary help us to listen. She gave the world Jesus, charity incarnate, who is "the more excellent Way" (cf. 1 Cor 12:31); may she help us to receive this Word and always to advance on this Way. May she assist us by her humility and maternal tenderness, because charity, as God’s gift, grows wherever humility and tenderness are found.
Saint Paul tells us that charity is, above all, "patient" and "kind". The greater our responsibility in serving the Church, the more our hearts must expand according to the measure of the heart of Christ. "Patience" – "forbearance" – is in some sense synonymous with catholicity. It means being able to love without limits, but also to be faithful in particular situations and with practical gestures. It means loving what is great without neglecting what is small; loving the little things within the horizon of the great things, since "non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est". To know how to love through acts of kindness. "Kindness" – benevolence –means the firm and persevering intention to always will the good of others, even those unfriendly to us.
The Apostle goes on to say that charity "is not jealous or boastful, it is not puffed up with pride". This is surely a miracle of love, since we humans – all of us, at every stage of our lives – are inclined to jealousy and pride, since our nature is wounded by sin. Nor are Church dignitaries immune from this temptation. But for this very reason, dear brothers, the divine power of love, which transforms hearts, can be all the more evident in us, so that it is no longer you who live, but rather Christ who lives in you. And Jesus is love to the fullest.
Saint Paul then tells us that charity "is not arrogant or rude, it does not insist on its own way". These two characteristics show that those who abide in charity are not self-centred. The self-centred inevitably become disrespectful; very often they do not even notice this, since "respect" is precisely the ability to acknowledge others, to acknowledge their dignity, their condition, their needs. The self-centred person inevitably seeks his own interests; he thinks this is normal, even necessary. Those "interests" can even be cloaked in noble appearances, but underlying them all is always "self-interest". Charity, however, makes us draw back from the centre in order to set ourselves in the real centre, which is Christ alone. Then, and only then, can we be persons who are respectful and attentive to the good of others.
Charity, Saint Paul says, "is not irritable, it is not resentful". Pastors close to their people have plenty of opportunities to be irritable, to feel anger. Perhaps we risk being all the more irritable in relationships with our confreres, since in effect we have less excuses. Even here, charity, and charity alone, frees us. It frees us from the risk of reacting impulsively, of saying or doing the wrong thing; above all it frees us from the mortal danger of pent-up anger, of that smouldering anger which makes us brood over wrongs we have received. No. This is unacceptable in a man of the Church. Even if a momentary outburst is forgivable, this is not the case with rancour. God save us from that!
Charity – Saint Paul adds – "does not rejoice at the wrong, but rejoices in the right". Those called to the service of governance in the Church need to have a strong sense of justice, so that any form of injustice becomes unacceptable, even those which might bring gain to himself or to the Church. At the same time, he must "rejoice in the right". What a beautiful phrase! The man of God is someone captivated by truth, one who encounters it fully in the word and flesh of Jesus Christ, the inexhaustible source of our joy. May the people of God always see in us a firm condemnation of injustice and joyful service to the truth.
Finally, "love bears all things, believes all things, hopes all things, endures all things". Here, in four words, is a spiritual and pastoral programme of life. The love of Christ, poured into our hearts by the Holy Spirit, enables us to live like this, to be like this: as persons always ready to forgive; always ready to trust, because we are full of faith in God; always ready to inspire hope, because we ourselves are full of hope in God; persons ready to bear patiently every situation and each of our brothers and sisters, in union with Christ, who bore with love the burden of our sins.
Dear brothers, this comes to us not from ourselves, but from God. God is love and he accomplishes all this in us if only we prove docile to the working of his Holy Spirit. This, then, is how we are to be: "incardinated" and docile. The more we are "incardinated" in the Church of Rome, the more we should become docile to the Spirit, so that charity can give form and meaning to all that we are and all that we do. Incardinated in the Church which presides in charity, docile to the Holy Spirit who pours into our hearts the love of God (cf. Rom 5:5). Amen.
Spagnolo
Queridos hermanos cardenales
El cardenalato ciertamente es una dignidad, pero no una distinción honorífica. Ya el mismo nombre de «cardenal», que remite a la palabra latina «cardo - quicio», nos lleva a pensar, no en algo accesorio o decorativo, como una condecoración, sino en un perno, un punto de apoyo y un eje esencial para la vida de la comunidad. Sois «quicios» y estáis incardinados en la Iglesia de Roma, que «preside toda la comunidad de la caridad» (Conc. Ecum. Vat. II, Const. Lumen gentium, 13; cf. Ign. Ant., Ad Rom., Prólogo).
En la Iglesia, toda presidencia proviene de la caridad, se desarrolla en la caridad y tiene como fin la caridad. La Iglesia que está en Roma tiene también en esto un papel ejemplar: al igual que ella preside en la caridad, toda Iglesia particular, en su ámbito, está llamada a presidir en la caridad.
Por eso creo que el «himno a la caridad», de la primera carta de san Pablo a los Corintios, puede servir de pauta para esta celebración y para vuestro ministerio, especialmente para los que desde este momento entran a formar parte del Colegio Cardenalicio. Será bueno que todos, yo en primer lugar y vosotros conmigo, nos dejemos guiar por las palabras inspiradas del apóstol Pablo, en particular aquellas con las que describe las características de la caridad. Que María nuestra Madre nos ayude en esta escucha. Ella dio al mundo a Aquel que es «el camino más excelente» (cf. 1 Co 12,31): Jesús, caridad encarnada; que nos ayude a acoger esta Palabra y a seguir siempre este camino. Que nos ayude con su actitud humilde y tierna de madre, porque la caridad, don de Dios, crece donde hay humildad y ternura.
En primer lugar, san Pablo nos dice que la caridad es «magnánima» y «benevolente». Cuanto más crece la responsabilidad en el servicio de la Iglesia, tanto más hay que ensanchar el corazón, dilatarlo según la medida del Corazón de Cristo. La magnanimidad es, en cierto sentido, sinónimo de catolicidad: es saber amar sin límites, pero al mismo tiempo con fidelidad a las situaciones particulares y con gestos concretos. Amar lo que es grande, sin descuidar lo que es pequeño; amar las cosas pequeñas en el horizonte de las grandes, porque «non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est». Saber amar con gestos de bondad. La benevolencia es la intención firme y constante de querer el bien, siempre y para todos, incluso para los que no nos aman.
A continuación, el apóstol dice que la caridad «no tiene envidia; no presume; no se engríe». Esto es realmente un milagro de la caridad, porque los seres humanos –todos, y en todas las etapas de la vida– tendemos a la envidia y al orgullo a causa de nuestra naturaleza herida por el pecado. Tampoco las dignidades eclesiásticas están inmunes a esta tentación. Pero precisamente por eso, queridos hermanos, puede resaltar todavía más en nosotros la fuerza divina de la caridad, que transforma el corazón, de modo que ya no eres tú el que vive, sino que Cristo vive en ti. Y Jesús es todo amor.
Además, la caridad «no es mal educada ni egoísta». Estos dos rasgos revelan que quien vive en la caridad está des-centrado de sí mismo. El que está auto-centrado carece de respeto, y muchas veces ni siquiera lo advierte, porque el «respeto» es la capacidad de tener en cuenta al otro, su dignidad, su condición, sus necesidades. El que está auto-centrado busca inevitablemente su propio interés, y cree que esto es normal, casi un deber. Este «interés» puede estar cubierto de nobles apariencias, pero en el fondo se trata siempre de «interés personal». En cambio, la caridad te des-centra y te pone en el verdadero centro, que es sólo Cristo. Entonces sí, serás una persona respetuosa y preocupada por el bien de los demás.
La caridad, dice Pablo, «no se irrita; no lleva cuentas del mal». Al pastor que vive en contacto con la gente no le faltan ocasiones para enojarse. Y tal vez entre nosotros, hermanos sacerdotes, que tenemos menos disculpa, el peligro de enojarnos sea mayor. También de esto es la caridad, y sólo ella, la que nos libra. Nos libra del peligro de reaccionar impulsivamente, de decir y hacer cosas que no están bien; y sobre todo nos libra del peligro mortal de la ira acumulada, «alimentada» dentro de ti, que te hace llevar cuentas del mal recibido. No. Esto no es aceptable en un hombre de Iglesia. Aunque es posible entender un enfado momentáneo que pasa rápido, no así el rencor. Que Dios nos proteja y libre de ello.
La caridad, añade el Apóstol, «no se alegra de la injusticia, sino que goza con la verdad». El que está llamado al servicio de gobierno en la Iglesia debe tener un fuerte sentido de la justicia, de modo que no acepte ninguna injusticia, ni siquiera la que podría ser beneficiosa para él o para la Iglesia. Al mismo tiempo, «goza con la verdad»: ¡Qué hermosa es esta expresión! El hombre de Dios es aquel que está fascinado por la verdad y la encuentra plenamente en la Palabra y en la Carne de Jesucristo. Él es la fuente inagotable de nuestra alegría. Que el Pueblo de Dios vea siempre en nosotros la firme denuncia de la injusticia y el servicio alegre de la verdad.
Por último, la caridad «disculpa sin límites, cree sin límites, espera sin límites, aguanta sin límites». Aquí hay, en cuatro palabras, todo un programa de vida espiritual y pastoral. El amor de Cristo, derramado en nuestros corazones por el Espíritu Santo, nos permite vivir así, ser así: personas capaces de perdonar siempre; de dar siempre confianza, porque estamos llenos de fe en Dios; capaces de infundir siempre esperanza, porque estamos llenos de esperanza en Dios; personas que saben soportar con paciencia toda situación y a todo hermano y hermana, en unión con Jesús, que llevó con amor el peso de todos nuestros pecados.
Queridos hermanos, todo esto no viene de nosotros, sino de Dios. Dios es amor y lleva a cabo todo esto si somos dóciles a la acción de su Santo Espíritu. Por tanto, así es como tenemos que ser: incardinados y dóciles. Cuanto más incardinados estamos en la Iglesia que está en Roma, más dóciles tenemos que ser al Espíritu, para que la caridad pueda dar forma y sentido a todo lo que somos y hacemos. Incardinados en la Iglesia que preside en la caridad, dóciles al Espíritu Santo que derrama en nuestros corazones el amor de Dios (cf. Rm 5,5). Que así sea.
Portoghese
Amados Irmãos Cardeais!
A dignidade cardinalícia é certamente uma dignidade, mas não é honorífica. Assim no-lo indica o próprio nome – «cardeal» –, que evoca a «charneira», a junção cardinal, principal; não se trata, portanto, de algo acessório, decorativo que faça pensar a uma honorificência, mas de um eixo, um ponto de apoio e movimento essencial para a vida da comunidade. Vós sois «junções cardinais» e estais incardinados na Igreja de Roma, que «preside à universal assembleia da caridade» (CONC. ECUM. VAT. II, Const. dogm. Lumen gentium, 13; cf. SANTO INÁCIO DE ANTIOQUIA, Carta aos Romanos, Prólogo).
Na Igreja, toda a presidência provém da caridade, deve ser exercida na caridade e tem como fim a caridade. Também nisto a Igreja que está em Roma desempenha uma função exemplar: assim como ela preside na caridade, assim também cada Igreja particular é chamada, no seu âmbito, a presidir à caridade e na caridade.
Por isso, penso que o «hino à caridade» da Primeira Carta de São Paulo aos Coríntios (cap. 13) possa constituir a palavra-orientadora para esta celebração e para o vosso ministério, de modo particular para aqueles de vós que hoje passam a fazer parte do Colégio Cardinalício. E far-nos-á bem – a começar por mim e vós comigo – deixarmo-nos orientar pelas palavras inspiradas do apóstolo Paulo, nomeadamente quando refere as características da caridade. Venha em nossa ajuda, nesta escuta, a Virgem Maria, nossa Mãe. Deu ao mundo Aquele que é o «caminho que ultrapassa todos os outros» (cf. 1 Cor 12, 31): Jesus, Caridade encarnada. Que Ela nos ajude a acolher esta Palavra e a seguir sempre por este Caminho; nos ajude com a sua conduta humilde e terna de mãe, porque a caridade, dom de Deus, cresce onde há humildade e ternura.
São Paulo começa por nos dizer que a caridade é «magnânima» e «benévola». Quanto mais se amplia a responsabilidade no serviço à Igreja, tanto mais se deve ampliar o coração, dilatando-se de acordo com a medida do coração de Cristo. A magnanimidade é, em certo sentido, sinónimo de catolicidade: é saber amar sem limites, mas ao mesmo tempo fiéis às situações particulares e com gestos concretos. Amar o que é grande, sem negligenciar o que é pequeno; amar as coisas pequenas no horizonte das grandes, porque «non coerceri a maximo, contineri tamen a minimo divinum est». Saber amar com gestos benévolos. A benevolência é a intenção firme e constante de querer o bem sempre e para todos, incluindo aqueles que não nos amam.
Depois, o Apóstolo diz que a caridade «não é invejosa, não é arrogante nem orgulhosa». Isto é verdadeiramente um milagre da caridade, porque nós, seres humanos (todos, e em todas as idades da vida), sentimo-nos inclinados à inveja e ao orgulho por causa da nossa natureza ferida pelo pecado. E as próprias dignidades eclesiásticas não estão imunes desta tentação. Mas por isso mesmo, amados Irmãos, pode sobressair ainda mais em nós a força divina da caridade, que transforma de tal modo o coração que já não és tu que vives, mas Cristo que vive em ti. E Jesus é todo amor.
Além disso, a caridade «não falta ao respeito, não procura o seu próprio interesse». Estes dois traços revelam que, quem vive na caridade, se descentralizou de si mesmo. A pessoa que vive auto-centralizada, inevitavelmente falta ao respeito e, muitas vezes, nem se dá conta disso, porque o «respeito» é precisamente a capacidade de ter em conta o outro, a sua dignidade, a sua condição, as suas necessidades. Quem está auto-centralizado, procura inevitavelmente o seu próprio interesse, parecendo-lhe isso normal, quase um dever. Tal «interesse» pode inclusivamente apresentar-se amantado com nobres revestimentos, mas por debaixo está sempre o «próprio interesse». Ao contrário, a caridade descentraliza-te, situando-te no único verdadeiro centro que é Cristo. Então, sim, podes ser uma pessoa respeitadora e atenta ao bem dos outros.
A caridade, diz Paulo, «não se irrita, não leva em conta o mal recebido». Ao pastor que vive em contacto com as pessoas, não faltam ocasiões para se irritar. E o risco de se irritar é talvez ainda maior nas relações entre nós, irmãos, embora tenhamos efectivamente menos desculpa. Também disto é a caridade, e só a caridade, que nos liberta. Liberta-nos do perigo de reagir impulsivamente, dizer e fazer coisas erradas; e sobretudo liberta-nos do risco mortal da ira retida, «aninhada» no interior, que te leva a ter em conta os malefícios recebidos. Não. Isto não é aceitável no homem de Igreja. Entretanto se é possível desculpar uma indignação momentânea e imediatamente moderada, não se pode dizer o mesmo do rancor. Que Deus nos preserve e livre dele!
A caridade – acrescenta o Apóstolo – «não se alegra com a injustiça, mas rejubila com a verdade». Quem é chamado na Igreja ao serviço da governação deve ter um sentido tão forte da justiça que veja toda e qualquer injustiça como inaceitável, incluindo aquela que possa ser vantajosa para si mesmo ou para a Igreja. E, ao mesmo tempo, «rejubila com a verdade»: é uma bela expressão! O homem de Deus é alguém que vive fascinado pela verdade e que a encontra plenamente na Palavra e na Carne de Jesus Cristo. Ele é a fonte inesgotável da nossa alegria. Possa o povo de Deus encontrar sempre em nós a denúncia firme da injustiça e o serviço jubiloso da verdade.
Por fim, a caridade «tudo desculpa, tudo crê, tudo espera, tudo suporta». Temos aqui, em quatro palavras, um programa de vida espiritual e pastoral. O amor de Cristo, derramado em nossos corações pelo Espírito Santo, permite-nos viver assim, ser assim: pessoas capazes de perdoar sempre; de dar sempre confiança, porque cheias de fé em Deus; capazes de infundir sempre esperança, porque cheias de esperança em Deus; pessoas que sabem suportar com paciência todas as situações e cada irmão e irmã, em união com Jesus, que suportou com amor o peso de todos os nossos pecados.
Amados irmãos, nada disto provém de nós, mas de Deus. Deus é amor e realiza tudo isto, se formos dóceis à acção do seu Santo Espírito. Eis então como devemos ser: incardinados e dóceis. Quanto mais estivermos incardinados na Igreja que está em Roma, tanto mais nos devemos tornar dóceis ao Espírito, para que a caridade possa dar forma e sentido a tudo o que somos e fazemos. Incardinados na Igreja que preside na caridade, dóceis ao Espírito Santo, que derrama nos nossos corações o amor de Deus (cf. Rom 5, 5). Assim seja.
Etiopia
'Go forth and preach the Gospel,' Berhaneyesus Demerew Souraphiel; Addis Ababa, Ethiopia

America

(Jim McDermott) In East Africa, they call him “Bwana Yesu”—“Lord Jesus.” Berhaneyesus Demerew Souraphiel, C.M., 66, has been the Archbishop of Addis Ababa, Ethiopia since 1999, also the head of the Ethiopian Catholic Church, an Eastern Catholic Church in full communion with the Holy See. (...)
Vaticano
Sala stampa della Santa Sede
Padre Santo,
insieme con i confratelli Vescovi che oggi entreranno a far parte del Collegio Cardinalizio, desidero porgerLe un deferente saluto, insieme ai nostri sentimenti di sincera gratitudine e di filiale devozione. Si unisce a noi nella preghiera S.E. Mons. José de Jesús Pimiento Rodríguez, il quale ha chiesto di poter ricevere la berretta in Colombia, non riuscendo a venire a Roma per l’avanzata età. 
(Mons. Mamberti aggiunge a braccio un saluto speciale e affettuoso a Benedetto XVI)
Nella lettera che Vostra Santità ci ha indirizzato il giorno in cui ha reso pubblica la decisione di aggregarci al Collegio Cardinalizio, Ella ci ha anzitutto ricordato che siamo chiamati ad un nuovo servizio, che è a un tempo «di aiuto, di sostegno e di speciale vicinanza alla persona del Papa e per il bene della Chiesa». Le siamo grati per averci scelti, da ogni parte del mondo, per condividere in modo particolare il Suo ministero, ricordandoci che ogni vocazione ecclesiale è anzitutto un servizio ai fratelli e alla Chiesa stessa.
L'Osservatore Romano
Si è svolto dal 12 al 13 febbraio in India il quinto colloquio buddista-cristiano sul tema «Insieme per far crescere la fraternità». Nella città dello Stato federato del Bihar, che costituisce uno dei quattro più importanti luoghi di pellegrinaggio buddisti, la Chiesa cattolica è stata rappresentata dal nunzio apostolico, l’arcivescovo Salvatore Pennacchio, e da due officiali del Pontificio Consiglio per il dialogo-interreligioso, il sotto-segretario Indunil Kodithuwakku e l’addetto per l’Asia, Michael Santiago.