Domenica pomeriggio il Pontefice in visita alla parrocchia romana di San Michele Arcangelo a Pietralata. Avamposto di speranza
L'Osservatore Romano
(Maurizio Fontana) 25 dicembre 1963: Paolo VI decide di celebrare la messa di Natale in una parrocchia della periferia romana, San Michele Arcangelo a Pietralata. Nell’omelia spiega ai fedeli: «Sono venuto perché mi hanno detto che a Pietralata non andrebbe forse nessuno di questi che stanno nelle vie del mondo, che sono in vista. Sono a Pietralata perché mi sembra che con voi il Natale sia molto bello e molto vero. Infatti, per chi il Signore è disceso dal cielo? Intanto egli è venuto per mettersi al livello della gente povera, di quelli che richiedono conforto e aiuto; è il fratello di chi è più solo e bisognoso». Parole rimaste nella storia e nel cuore di una comunità che proprio quest’anno, nel presepe, ha voluto ricordare quella giornata speciale riproducendo le vie e le case del quartiere. A parlarci di questa “famiglia” che ancora una volta (nel 1983 accolse anche Giovanni Paolo II) attende la visita di un Papa è il parroco, monsignor Aristide Sana. «Ma non mi chiami monsignore — ci dice sorridendo — altrimenti i miei parrocchiani si mettono a ridere. Mi hanno comunicato che ero “diventato monsignore” quando la parrocchia ha assunto il titolo cardinalizio, ma per tutti sono semplicemente don Aristide».





















