giovedì 14 maggio 2015

Vaticano
Cardinale Parolin sulle parole di Raúl Castro: "Forse tornerò alla Chiesa cattolica ..."

(a cura Redazione "Il Sismografo")
(Luis Badilla) "Sono molto contento di quest'evoluzione. Credo che dobbiamo rallegrarci tutti": così a TV2000 il cardinale Segretario di Stato cardinale Pietro Parolin in merito alla domanda della giornalista che gli ha ricordato quanto detto, domenica 10 maggio, dal Presidente di Cuba Raúl Castro nell'incontro con la stampa a Palazzo Chigi. Il governante allora disse:«Leggo tutti i discorsi del Papa. Se continua a parlare così tornerò alla Chiesa cattolica. Potrei ricominciare addirittura a pregare, anche se sono comunista». Poi il leader cubano ha aggiunto: "Non sto scherzando!" 
R. Castro, politico di severa formazione militare, si sa, non ama le condiscendenze facili alla stampa né tantomeno le frasi ad effetto. Nella sua vita ha ricevuto moltissime critiche, alcune feroci, ma mai nessuno ha detto che non fosse un uomo sincero; anzi, spesso si è detto di lui che non sa essere abbastanza flessibile, diplomatico  e temporeggiatore, tutti pregi attribuiti sempre al fratello Fidel.
Perché R. Castro ha parlato così? Certamente non aveva nessun bisogno. Altre sue espressioni su Francesco: "Sono rimasto molto colpito dalla saggezza e modestia del Papa", "Leggo tutti i discorsi del Papa", "Quando andrà a Cuba parteciperò in tutte le sue Messe" - erano più che sufficienti per rendere omaggio al Santo Padre. 

E allora, come leggere e come interpretarne le parole pronunciate con la chiosa "non sto scherzando!"?
Certamente Castro non si è convertito superando l'Arco della Campane e ovviamente non è ritornato alla Chiesa, abbandonata molti anni fa, dopo una lunga e solida educazione cattolica con i gesuiti cubani come del resto lo stesso Fidel. Per alcuni le parole del Presidente cubano sono una "furbata", per altri una sorta di "scivolone senile" e per altri ancora "astuta propaganda", ma è poco e insufficiente, e non si può prendere sul serio spiegazioni che hanno il profumo del pregiudizio polveroso. Occorre andare oltre, con calma, seriamente, cercando di capire fino in fondo e soprattutto decodificando il "castrismo" che, al contrario di quanto si crede, non è assimilabile meccanicamente al marxismo-leninismo come non fu mai assimilabile all'Unione Sovietica. Molti studiosi, già anni fa, hanno parlato della "componente castro-guevarista" della Rivoluzione cubana; componente che contiene in se un modo di essere e un profilo esistenziale fortemente “inculturato” dal cristianesimo e in particolare dal cattolicesimo.
La questione è aperta e più che pendere posizione su una questione di coscienza così delicata e rispettabile è meglio seguire l’evoluzione degli eventi.