giovedì 23 maggio 2013

L'Osservatore Romano
«Fraterno e rispettoso» in «una dialettica» e in «un dialogo di lealtà, di chiarezza, di paternità da parte mia; di amicizia e di affetto da parte sua». Così il cardinale arcivescovo di Genova, Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, ha definito il suo rapporto con don Andrea Gallo, il sacerdote genovese morto ieri, a 84 anni. Il porporato, che ha espresso la «speranza» di poterne presiedere il funerale, ha ricordato il sacerdote con un articolo sul quotidiano «Il Secolo XIX», che ha dedicato al “prete di strada” la prima pagina speciale dell’edizione di oggi.
Il porporato ha reso noto di essere andato a trovare don Gallo una settimana fa. «Stava benino, abbiamo recitato l’Ave Maria e poi gli ho dato la mia benedizione». Bagnasco ha poi ricordato alcuni momenti della vita di don Gallo, dopo l’uscita dalla congregazione salesiana: «Accolto in diocesi dal cardinale Siri, al quale aveva chiesto di essere incardinato, venne inviato prima come vice parroco nella parrocchia di Nostra Signora del Carmine, nel centro storico, e successivamente nella parrocchia di San Benedetto al Porto. Qui ha avviato la sua comunità, detta appunto di San Benedetto al Porto, impegnandosi in un recupero sistematico dei disagiati. Si è occupato di questa comunità, sempre aiutato dagli arcivescovi di Genova che si sono susseguiti negli anni». In questi sei anni, «da quando sono tornato a Genova come arcivescovo», ha detto il cardinale, «ci siamo incontrati diverse volte» sempre in un dialogo di lealtà e di amicizia, «non mancando di affrontare quelle situazioni che potevano creare qualche perplessità».
Di don Gallo come un «sacerdote amato per la sua forza spirituale e il suo impegno sui temi della povertà, dell’emarginazione e dell’esclusione sociale» parla il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un messaggio in cui afferma di averne appreso con «tristezza e rammarico» la notizia della scomparsa.
Don Gallo è stato ricordato nella preghiera anche da un suo antico compagno di studi, il cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone, che, durante gli anni trascorsi a Genova come arcivescovo, ha avuto con lui un dialogo a volte franco e vivace. «Tuttavia — ha detto il porporato — la dedizione in favore dei bisognosi non poteva non avere come sorgiva ispirazione la sua identità sacerdotale».
L'Osservatore Romano, 24 maggio 2013.