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lunedì 21 settembre 2015

(a cura Redazione "Il sismografo")
(NdR) Ieri, Papa Francesco, nella sua omelia sulla Piazza della Rivoluzione de La Habana con riferimento all'amore al prossimo ha detto: "Tutti siamo chiamati dalla vocazione cristiana al servizio che serve e ad aiutarci a vicenda a non cadere nelle tentazioni del “servizio che si serve”. Tutti siamo invitati, stimolati da Gesù a farci carico gli uni degli altri per amore. E questo senza guardare accanto per vedere che cosa il vicino fa o non fa. Gesù ci dice: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9,35). Costui diventa il primo. (...) "Questo farci carico per amore non punta verso un atteggiamento di servilismo, ma al contrario, pone al centro della questione il fratello: il servizio guarda sempre il volto del fratello, tocca la sua carne, sente la sua prossimità fino in alcuni casi a “soffrirla”, e cerca la sua promozione. Per tale ragione il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone."
Riproponiamo un'omelia del cardinale J. M. Bergoglio, settembre 2008, nella quale spiegò il perché di questa sua convinzione:  "Non si amano i concetti. Non si amano le parole. Si amano le persone. Tutti abbiamo un debito d'amore e chi tace è complice".

domenica 12 giugno 2016

Alle ore 12 di questa mattina (ieri sabato), nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Convegno «“…e tu mangerai sempre alla mia tavola!” (2 Sam 9, 1-13)», promosso dal Settore per la Catechesi delle persone disabili dell’Ufficio Catechistico Nazionale italiano in occasione del 25° anniversario della sua istituzione. Nel corso dell’incontro il Papa - messo da parte il testo del discorso preparato - ha risposto a braccio alle domande rivolteGli da due ragazze e da un sacerdote, su come affrontare senza paura la diversità e come evitare l’esclusione anche nelle comunità cristiane. Di seguito pubblichiamo la trascrizione delle parole di Papa Francesco e il testo da Lui preparato in precedenza:
Discorso pronunciato dal Papa
La prima domanda era molto ricca, molto ricca. E parlava delle diversità. Tutti siamo diversi: non c’è uno che sia uguale all’altro. Ci sono alcune diversità più grandi o più piccole, ma tutti siamo diversi. E lei, la ragazza che ha fatto la domanda, diceva: “Tante volte abbiamo paura delle diversità”.

venerdì 4 ottobre 2013

Italia (Assisi)
Sala stampa della Santa Sede
Il Santo Padre mette da parte il discorso preparato e improvvisa queste riflessioni (testo ufficiale):
Noi siamo fra le piaghe di Gesù, ha detto lei, signora. Ha anche detto che queste piaghe hanno bisogno di essere ascoltate, di essere riconosciute. E mi viene in mente quando il Signore Gesù andava in cammino con quei due discepoli tristi. Il Signore Gesù, alla fine, ha fatto vedere le sue piaghe e loro hanno riconosciuto Lui. Poi il pane, dove Lui era lì. Il mio fratello Domenico mi diceva che qui si fa l’Adorazione. Anche quel pane ha bisogno di essere ascoltato, perché Gesù è presente e nascosto dietro la semplicità e la mitezza di un pane. E qui è Gesù nascosto in questi ragazzi, in questi bambini, in queste persone. Sull’altare adoriamo la Carne di Gesù; in loro troviamo le piaghe di Gesù. Gesù nascosto nell’Eucaristia e Gesù nascosto in queste piaghe.

lunedì 8 luglio 2013

Vaticano

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla) Papa Francesco, come vescovo ausiliare e poi come arcivescovo e cardinale di Buenos Aires, è stato sempre molto vicino alla grande questione delle migrazioni e soprattutto ai migranti. Ha avuto sempre particolare attenzione per la pastorale per i migranti, affidata per suo volere ai padri Scalabriniani presso la parrocchia "Nuestra Señora Madre de los Emigrantes", sede del Dipartimento per le Migrazioni dell'arcidiocesi. Ogni anno, in occasione del "Giorno del Migrante" (in un Paese fatto da migranti), presiedeva la Messa dedicate a queste persone e le sue omelie testimoniano non solo la vicinanza al problema ma anche, in particolare, la sua preparazione e conoscenza della dimensione squisitamente umana del fenomeno.

venerdì 15 agosto 2014

(a cura Redazione "Il sismografo")
Un giovane coreano presentatore:
Buona sera a tutti i giovani dell’Asia!
Noi siamo giovani che vogliono vivere secondo la Parola di Gesù, ma stiamo vivendo in un ambiente molto difficile a livello personale, di popolo e di nazione. Radunati qui in occasione della GAG (Giornata Asiatica dei Giovani), vogliamo condividere tra noi le nostre preoccupazioni e pensieri. Allo stesso tempo vogliamo dire le nostre preoccupazioni al Santo Padre, che è venuto qui a visitare noi giovani in difficoltà, per sentire le Sue parole e la Sua sapienza che ci daranno forza.
Adesso verranno dei giovani dalla Cambogia, da Hong Kong e dalla Corea, rappresentando i giovani, diranno al Santo Padre le situazioni e le preoccupazioni che viviamo noi tutti. Poi ascolteremo le parole del Santo Padre. Per il coreano si tradurrà frase per frase, per le traduzioni simultanee, vi preghiamo di sintonizzarvi per il cinese sul canale 1, per l'inglese sul canale 2.
Allora accogliamo con un grande applauso Smey che viene dalla Cambogia e che parlerà per primo.

martedì 1 marzo 2016

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo") 
J. M. Bergoglio e nonna Rosa
(Luis Badilla - Francesco Gagliano) Sono ben note, soprattutto in Argentina, queste riflessioni di Jorge Mario Bergoglio: "Non si amano i concetti. Non si amano le parole. Si amano le persone. Tutti abbiamo un debito d'amore e chi tace è complice". Sono riflessioni proposte dall'allora cardinale arcivescovo di Buenos Aires il 7 settembre 2008 presso il "Santuario Nuestra Señora de los Emigrantes" durante una giornata dedicata ai migranti. Un'accademica della capitale argentina, a proposito di questo ricordo, ci dice: "Sì, questo è l'uomo Bergoglio, il padre Jorge Mario. Lui è stato sempre un prete innamorato delle persone, della loro vita, delle loro gioie, delle loro sofferenze, o come lo sento dire spesso ora dal Vaticano, della "carne di Cristo". Allora lui diceva che tutti siamo migranti e ci ricordava queste parole di Paolo ai romani: "Non abbiate alcun debito con nessuno, se non quello di un amore vicendevole; perché chi ama il suo simile ha adempiuto la legge". 

sabato 11 giugno 2016

Vaticano
Udienza ai partecipanti al Convegno per persone disabili promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana (11-12 giugno 2016). Discorso del Santo Padre. "Le nostre comunità cristiane siano “case” in cui ogni sofferenza trovi compassione, in cui ogni famiglia con il suo carico di dolore e fatica possa sentirsi capita e rispettata nella sua dignità"
Sala stampa della Santa Sede
Alle ore 12 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i partecipanti al Convegno “…e tu mangerai sempre alla mia tavola!” (2 Sam 9, 1-13), (11-12 giugno 2016), promosso dal Settore per la Catechesi delle persone disabili dell’Ufficio Catechistico Nazionale italiano in occasione del 25° anniversario della sua istituzione. Pubblichiamo di seguito il discorso che il Papa ha consegnato ma non letto preferendo rispondere a braccio a qualche domanda:
Discorso del Santo Padre
Cari fratelli e sorelle,
vi accolgo in occasione del 25° anniversario dell’istituzione del Settore per la Catechesi delle persone disabili dell’Ufficio Catechistico Nazionale italiano. Una ricorrenza che stimola a rinnovare l’impegno affinché le persone disabili siano pienamente accolte nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti ecclesiali. Vi ringrazio per le domande che mi avete rivolto e che mostrano la vostra passione per questo ambito della pastorale. Esso richiede una duplice attenzione: la consapevolezza della educabilità alla fede della persona con disabilità, anche gravi e gravissime; e la volontà di considerarla come soggetto attivo nella comunità in cui vive.

sabato 26 agosto 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
(Luis Badilla - ©copyright) In alcuni Paesi, e tra gli attivi portavoce web dei soliti settori critici del Papa “a prescindere”, si continua a scrivere sul recente Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018 e, naturalmente, sono tutti interventi critici che non risparmiano al Pontefice aggettivi e definizioni singolari. In sostanza, per questi critici, Francesco con il suo magistero sul fenomeno migratorio dimostra leggerezza e al tempo stesso danneggia il futuro dei Paesi d'accoglienza, in particolare l'Europa e gli Stati Uniti. Sulle reti sociali circola molto questa frase: "Bergoglio come Soros colpito da fanatismo immigrazionista".

domenica 20 novembre 2016

(a cura Redazione "Il sismografo")
Domenica 13 novembre 2016
*** Santa Messa in occasione del Giubileo delle persone socialmente escluse
- "Quando si parla di esclusione, vengono subito in mente persone concrete; non cose inutili, ma persone preziose. La persona umana, posta da Dio al culmine del creato, viene spesso scartata, perché si preferiscono le cose che passano. E questo è inaccettabile, perché l’uomo è il bene più prezioso agli occhi di Dio".

martedì 24 maggio 2016

Vaticano
Il Papa auspica che l’incontro di Istanbul segni una svolta per milioni di persone bisognose di protezione. Ascoltiamo il grido delle vittime (Traduzione italiana del messaggio del Papa per il Vertice Mondiale Umanitario)
L'Osservatore Romano 
«Ascoltiamo il grido delle vittime e di coloro che soffrono. Lasciamo che ci diano una lezione di umanità». È la “sfida” proposta da Papa Francesco nel messaggio inviato al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in occasione del primo vertice umanitario mondiale svoltosi lunedì 23 e martedì 24 maggio a Istanbul.

martedì 15 novembre 2016

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo") 
"La misericordia inclusiva del Padre"
 "L’uomo è il bene più prezioso agli occhi di Dio"
(Luis Badilla - Francesco Gagliano - ©copyright) Se della parola storytelling si cerca il senso che vada oltre il suo significato primario, e cioè quello di una narrazione che non si propone solo di convincere bensì coinvolgere, possiamo dire che il Giubileo straordinario della Misericordia è stato un vero storytelling, una delle più belle esperienze religiose e spirituali, e non solo, degli ultimi anni.
L'evento, che si concluderà domenica, è stata una narrazione dell’anima che ci ha raccontato non solo parole, tante, importanti e impegnative, ma anche gesti e comportamenti, stili e atteggiamenti, quelli, appunto, della Misericordia. Nel corso dell'anno giubilare questa parola ha assunto tante declinazioni specifiche che gradualmente, nelle sfumature che abbiamo ascoltato, si è andata accostando sempre più ad un’altra che potrebbe aiutare a comprendere e collocare nella giusta cornice questo evento giubilare: inclusione. Alla centralità dell'inclusione si poteva arrivare solo dopo un anno dedicato a riflettere sulla misericordia. L’inclusione senza la misericordia non ha senso perché può diventare solo buonismo, tolleranza, sopportazione.

giovedì 8 gennaio 2015

Vaticano
Giovedì 8 gennaio: la giornata del Papa

(a cura Redazione "Il sismografo")
*** Udienze e nomina

*** Parole del Santo Padre all'inizio dell'omelia nel corso della Santa Messa celebrata a Santa Marta per le vittime dell’attentato a Parigi
Riportiamo di seguito le parole che il Santo Padre Francesco ha pronunciato questa mattina all’inizio dell’omelia nel corso della Santa Messa celebrata a Santa Marta per le vittime dell’attentato avvenuto ieri a Parigi presso la sede del settimanale “Charlie Hebdo”:
"L’attentato di ieri a Parigi ci fa pensare a tanta crudeltà, crudeltà umana; a tanto terrorismo, sia al terrorismo isolato, sia al terrorismo di Stato. Ma la crudeltà della quale è capace l’uomo! Preghiamo, in questa Messa, per le vittime di questa crudeltà. Tante! E chiediamo anche per i crudeli, perché il Signore cambi il loro cuore."

mercoledì 31 maggio 2017

L'Osservatore Romano
-La saggezza della comunità (Dario Vitali)
-L’arte di accogliere le famiglie nel lutto (Louis-Marie Chauvet)
Abitare celebrare trasformare. Dall’1 al 3 giugno si terrà presso il monastero di Bose (Magnano, in provincia di Biella) il quindicesimo convegno liturgico internazionale. Organizzato dal monastero e dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale italiana, in collaborazione con il Consiglio nazionale degli architetti, avrà per tema «Abitare, celebrare, trasformare. Processi partecipativi tra liturgia e architettura».

martedì 14 gennaio 2014

L'Osservatore Romano
La gente segue chi insegna come Gesù, il quale porta con sé la novità della Parola di Dio, il suo amore. E non chi — laico, cristiano, sacerdote o vescovo che sia — è un corrotto e ha il cuore corrotto. Papa Francesco è tornato a parlare della testimonianza di fede che devono offrire quanti, soprattutto in ragione della loro missione, sono chiamati a trasmetterla al popolo di Dio. E durante l’omelia della messa celebrata questa mattina, martedì 14 gennaio, nella cappella di Santa Marta, ha ripetuto che non c’è altra via oltre quella insegnata da Cristo.

lunedì 19 settembre 2016

(Luis Badilla - ©copyright) A New York, oggi, per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, oltre 100 alti rappresentanti di Paesi dei cinque continenti (tra cui decine di Capi di Stato e di Governo) animeranno una seduta “maratonica” dell'Assemblea generale per parlare sui rifugiati e migranti (Summit for Refugees and Migrants). Nella prima parte paleranno 27 rappresentanti. Nella seconda altri 29. In totale: 56 interventi. Dunque, un fiume di parole. Si aspetta, ed è un augurio sincero e sentito, che siano almeno parole serie, sincere e impegnative; soprattutto parole per affrontare il futuro, le soluzioni, la governance del fenomeno.

sabato 5 aprile 2014

Sala stampa della Santa
Di seguito pubblichiamo la trascrizione di un’intervista rilasciata lunedì scorso dal Santo Padre ad alcuni giovani delle Fiandre (Belgio), accompagnati dal Vescovo di Gent, S.E. Mons. Lucas Van Looy. I giovani hanno posto le loro domande in inglese e il Papa ha risposto in lingua italiana:
Trascrizione dell’intervista
D. – Loro fanno parte di un gruppo di giovani, nato durante la GMG di Rio, perché a Rio hanno voluto comunicare anche agli altri giovani fiamminghi cosa hanno fatto lì; e sono un gruppo di 12 – gli altri sono qui fuori, tra l’altro – sono venuti anche con…
R. – (Papa Francesco)
…ma io voglio salutarli, gli altri, dopo, sì!
D. – Allora lo possiamo organizzare … E loro fanno veramente questo lavoro di entrare, penetrare nei media come giovani, partendo dalla loro ispirazione cristiana. E’ anche in quel senso che vogliono porle delle domande. Lei, invece, non è credente - loro sono quindi quattro, di quel gruppo – lei non è credente, ma ci sembrava anche importante, perché siamo una società molto laica, nelle Fiandre, e sappiamo che abbiamo un messaggio per tutti. Quindi lei era molto contenta…

domenica 29 gennaio 2017

(a cura Redazione "Il sismografo")
"In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.

martedì 7 gennaio 2014

L'Osservatore Romano
(Javier Echevarría Rodríguez) Quando parliamo di “cuore umano” non ci limitiamo ai sentimenti, e tanto meno all’organo del corpo. Molto spesso, dice san Josemaría, «alludiamo a tutta la persona che vuol bene, che ama e frequenta gli altri. Nel modo umano di esprimerci, il modo raccolto dalle Sacre Scritture perché potessimo intendere le cose divine, il cuore è considerato come il compendio e la fonte, l’espressione e la radice ultima dei pensieri, delle parole e delle azioni. Un uomo, per dirla nel nostro linguaggio, vale ciò che vale il suo cuore».

lunedì 4 maggio 2015

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo")
Ci sono degli incontri nella vita che ti lasciano in custodia tanta fiducia, che esemplificano molti contenuti e che fanno riscoprire la bellezza e l'umiltà delle cose semplici. Ci sono inoltre delle confessioni che inducono a pensare che esiste ancora oggi chi si schiera in quella parte del campo dove giocano l'onestà intellettuale e la competenza, che assieme nutrono per un giornalista la necessità di scrivere, di raccontare i fatti del mondo e le storie umane che tali fatti a volte oscurano.

venerdì 25 maggio 2018

Vaticano
Udienza ai Dirigenti e al Personale della Questura di Roma e della Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Discorso del Santo Padre: "La famiglia è il luogo della tenerezza. Per questo nelle Scritture Dio si mostra padre ma anche madre che accudisce e si china nel gesto di allattare e di dare da mangiare"
Sala stampa della Santa Sede
Alle ore 12 di questa mattina, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre Francesco ha ricevuto in Udienza i Dirigenti e il Personale della Questura di Roma e della Direzione Centrale di Sanità del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, con i familiari. Sono presenti anche i familiari delle vittime del terrorismo e dei caduti nell’adempimento del loro dovere.
Discorso del Santo Padre
Signor Capo della Polizia,

distinte Autorità,
cari familiari delle Vittime del terrorismo e del dovere,
cari Funzionari, Agenti e Personale civile della Polizia di Stato!
Vi do il benvenuto e ringrazio il Capo della Polizia per le sue parole. A lui e a tutti voi rinnovo l’espressione della mia riconoscenza nei confronti della Polizia di Stato per il servizio che rende al Papa e alla Chiesa.