(a cura Redazione "Il sismografo")
(NdR) Ieri, Papa Francesco, nella sua omelia sulla Piazza della Rivoluzione de La Habana con riferimento all'amore al prossimo ha detto: "Tutti siamo chiamati dalla vocazione cristiana al servizio che serve e ad aiutarci a vicenda a non cadere nelle tentazioni del “servizio che si serve”. Tutti siamo invitati, stimolati da Gesù a farci carico gli uni degli altri per amore. E questo senza guardare accanto per vedere che cosa il vicino fa o non fa. Gesù ci dice: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9,35). Costui diventa il primo. (...) "Questo farci carico per amore non punta verso un atteggiamento di servilismo, ma al contrario, pone al centro della questione il fratello: il servizio guarda sempre il volto del fratello, tocca la sua carne, sente la sua prossimità fino in alcuni casi a “soffrirla”, e cerca la sua promozione. Per tale ragione il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone."
Riproponiamo un'omelia del cardinale J. M. Bergoglio, settembre 2008, nella quale spiegò il perché di questa sua convinzione: "Non si amano i concetti. Non si amano le parole. Si amano le persone. Tutti abbiamo un debito d'amore e chi tace è complice".
(NdR) Ieri, Papa Francesco, nella sua omelia sulla Piazza della Rivoluzione de La Habana con riferimento all'amore al prossimo ha detto: "Tutti siamo chiamati dalla vocazione cristiana al servizio che serve e ad aiutarci a vicenda a non cadere nelle tentazioni del “servizio che si serve”. Tutti siamo invitati, stimolati da Gesù a farci carico gli uni degli altri per amore. E questo senza guardare accanto per vedere che cosa il vicino fa o non fa. Gesù ci dice: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9,35). Costui diventa il primo. (...) "Questo farci carico per amore non punta verso un atteggiamento di servilismo, ma al contrario, pone al centro della questione il fratello: il servizio guarda sempre il volto del fratello, tocca la sua carne, sente la sua prossimità fino in alcuni casi a “soffrirla”, e cerca la sua promozione. Per tale ragione il servizio non è mai ideologico, dal momento che non serve idee, ma persone."
Riproponiamo un'omelia del cardinale J. M. Bergoglio, settembre 2008, nella quale spiegò il perché di questa sua convinzione: "Non si amano i concetti. Non si amano le parole. Si amano le persone. Tutti abbiamo un debito d'amore e chi tace è complice".













