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martedì 9 luglio 2019

Congo (Rep. Dem.)
La Corte Penal Internacional halló culpable de crímenes de guerra y lesa humanidad a “Terminator”, líder rebelde del Congo Democratico
Infobae
El ex líder guerrillero congoleño Bosco Ntaganda fue condenado por abusos cometidos en 2002 y 2003 en Ituri. La Corte Penal Internacional (CPI) halló este lunes culpable al exlíder guerrillero congoleño Bosco Ntaganda de crímenes de guerra y crímenes de lesa humanidad por abusos cometidos en 2002 y 2003 en Ituri, en el nordeste de la República Democrática del Congo (RDC). "La sala considera a Bosco Ntaganda culpable de asesinatos, de haber dirigido de forma intencionada ataques contra civiles, de violaciones, de esclavitud sexual, de hostigamiento y de saqueos como crímenes de guerra y crímenes de lesa humanidad", declaró el juez Robert Fremr en una vista celebrada en La Haya. (...)
huffpost.com
Churches in the Netherlands have been converted into community centers, museums, apartment buildings and even gyms. At least one-fifth of the Netherlands’ 6,900 church buildings have been converted for secular use, a national Dutch newspaper reports ― and hundreds more are expected to follow suit in the coming years. About 25% of Dutch churches built between 1800 and 1970 are now being used for nonreligious purposes, including as apartment complexes, offices and cultural centers, according to an investigation published by the Trouw in June. Around 20% of Dutch churches built before 1800 have also been redesigned, most often finding new life as community centers, museums or theaters. (...)

martedì 2 luglio 2019

Paesi Bassi
One fifth of all Dutch churches now converted to secular use
The Tablet
(Tom Heneghan) More than one-fifth of all church buildings in the Netherlands have now been converted into libraries, apartments, offices or other functions in line with the growing secularisation in the country, according to an inquiry by the Protestant daily 'Trouw'. Of the 6,900 Dutch church buildings, one-fifth of those built before 1800 –which makes them national monuments (...)

domenica 23 giugno 2019

Crux
(Sjoukje Dijkstra - Katholiek Nieuwsblad) He’s the new face of Dutch populism: Thierry Baudet. He and his political party Forum for Democracy have been on a steady rise for a while. In March Baudet emerged as the big winner in Dutch local elections, pushing aside Geert Wilders and current government parties. Baudet is known for being anti-immigrant, anti-establishment, anti-EU and anti-climate control. In the European elections of last May he managed to snap up three seats. In 2017, Pope Francis cautioned against populism in an address (...)

sabato 8 giugno 2019

Paesi Bassi
Dutch priest critical of 'euthanasia death' reports of teen
CNS - NC Reporter
(Jonathan Luxmoore) A senior Dutch priest criticized media reports on the death of a teenager experiencing depression, accusing foreign media of "sensationalizing euthanasia" in his country. "It's difficult to comprehend how anyone could abandon life so tragically," said Msgr. Hans Pauw, episcopal vicar for youth affairs in the Diocese of Utrecht. "But it raises issues about helping young people with psychological problems, not about euthanasia. It's important to treat such cases seriously, without rhetorical simplifications." (...)

venerdì 7 giugno 2019

Paesi Bassi
La morte resta uno spaventoso convitato di pietra: si avverte l’urgenza di cambiare dopo la storia di Noa
Tiscali
(Carlo Di Cicco) Occorrono progetti educativi capaci di superare l’estraneità al mondo digitale. Occorre mantenere la coscienza umana intramontabile ma espressa e compresa in nuove categorie culturali. Un compito immenso attende anche la politica e la religione -- La sua morte ha riassunto in un baleno tutte le criticità della vita nell’era digitale. In un batter d’occhio (...)

giovedì 6 giugno 2019

caffestoria.it
(Simone M. Varisco) Eutanasia o morta volontariamente di fame e di sete? Siamo sicuri che sia davvero questo l’interrogativo principale attorno alla vicenda di Noa Pothoven? *** Le questioni sorte nelle ultime ore attorno alla tragica morte della 17enne olandese Noa Pothoven hanno qualcosa di allucinante. Che la giovane sia deceduta, come hanno scritto alcuni giornali, dopo aver «chiesto e ottenuto, dopo una lunga battaglia, l’eutanasia, legale nei Paesi Bassi», oppure perché ha «smesso di bere e mangiare e si è lasciata morire a casa, coi familiari consenzienti», come hanno precisato in seguito altre fonti, non senza spirito polemico, resta l’amara realtà di una vita interrotta. (...)
Vatican Insider
(Domenico Agasso jr) Intervista con il Presidente della Pontificia Accademia per la Vita dopo la vicenda di Noa Pothoven. L’Europa è «malata: non fa più figli e a quei pochi che nascono non riesce a dare un motivo per vivere». È la denuncia che arriva dal Vaticano. La lancia monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, dopo la vicenda di Noa Pothoven.
Eccellenza, qual è stata la sua prima reazione?
«Ho provato un grande dolore: per lei, povera ragazza, e per la sua famiglia. Al Signore della vita affidiamo ogni suo giorno, ogni sua lacrima, ogni suo sorriso».
Che cosa pensa di questa triste storia? (...)

mercoledì 5 giugno 2019

Europa press
El Pontífice dice que la respuesta a la persona que sufre tiene que ser no abandonarla. El papa Francisco afirmó hoy que “la eutanasia y el suicidio asistido son una derrota para todos” y que la respuesta a la persona que sufre tiene que ser no abandonarla, en un mensaje en Twitter, tras el caso de la joven holandesa Noa Pothoven, de 17 años, que supuestamente decidió poner fin a su vida. “La respuesta que hemos de dar es no abandonar nunca a quien sufre, no rendirnos, sino cuidar y amar a las personas para devolverles la esperanza”, se lee en un tuit de la cuenta de Francisco. (...)
Paesi Bassi
La vicenda della diciassettenne Noa Pothoven. Lo scandalo intollerabile del dolore
L'Osservatore Romano
(Francesco D'Agostino) In Olanda la tragica vicenda della diciassettenne Noa Pothoven non ha suscitato particolari dibattiti. Anche se ancora non è del tutto accertato se la sua morte sia dipesa da una vera e propria eutanasia o se non ci troviamo piuttosto davanti a un “suicidio assistito”, è evidente che la vicenda va ricondotta e giudicata in base alla legge olandese sul fine vita, in vigore dal 2002, e di fatto ampiamente accettata dall’opinione pubblica del paese, anche nelle sue disposizioni più conturbanti, come quella che prevede che si possa applicare ai minori (per quelli che hanno compiuto sedici anni non si esige nemmeno il consenso dei genitori) e più in generale ai pazienti psichiatrici.
Italia
Cappato: Noa non è morta per eutanasia, la notizia è falsa
agi
Post su Facebook del tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna Eutanasia legale -- "L'Olanda ha autorizzato l'eutanasia su una 17enne? Falso! I media italiani non hanno verificato. L'Olanda aveva rifiutato l'eutanasia a Noa. Lei ha smesso di bere e mangiare e si è lasciata morire a casa, coi familiari consenzienti. Si attendono smentite e scuse". Lo scrive Marco Cappato, tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni e promotore del Congresso mondiale per la libertà di ricerca e della campagna Eutanasia legale, su Facebook.  (...)
Italia
Eutanasia a 17 anni dopo lo stupro in Olanda, l'associazione “Scienza e vita” vicina alla Cei: «Una sconfitta per l'umanità»
Il Messaggero
«Una sconfitta per l'umanità. Si sono rotti completamente i vincoli di solidarietà». La vicenda che arriva dall'Olanda dove una ragazzina di 17 anni ha scelto il suicidio assistito dopo essere caduta in uno stato di totale depressione a causa di uno stupro subito a 11 anni, porta l'associazione che lavora a stretto contatto con la Cei, Scienza e Vita, a lanciare un allarme anche sul nostro Paese. (...)

martedì 4 giugno 2019

Paesi Bassi
Eutanasia a 17 anni dopo lo stupro, la morte di Noa Pothoven scuote l'Olanda
La Repubblica
(Benedetta Perilli) Durante la sua lunga battaglia per l'autorizzazione alla dolce morte, Noa aveva dichiarato di non sopportare più di vivere a causa della sua depressione. A causa dello stupro, soffriva anche di stress post-traumatico e di anoressia. Aveva raccontato la sua esistenza in una autobiografia dal titolo "Winnen of leren" (vincere o imparare). (...)

mercoledì 22 maggio 2019

Polonia
Pédophilie: une ex-victime et figure de la Commission européenne exhorte l'Eglise à agir
AFP - Le Figaro
Le vice-président de la Commission européenne Frans Timmermans a évoqué mercredi à Varsovie son expérience de victime d'un prêtre pédophile et exhorté l'Eglise catholique «à ne pas laisser impuni» ce genre de crime. «Premièrement, et comme je l'ai dit publiquement aux Pays-Bas, je le dis à d'autres victimes: n'ayez pas honte. Ce n'est pas votre faute. Vous n'avez rien fait de mal», a-t-il déclaré à la presse. (...) 

domenica 19 maggio 2019

NC Register
(E. Pentin) In a Register interview, Cardinal Willem Eijk discusses his concerns about gender ideology, and how faithful Catholics can respond to the current moral crisis in the Church. Gender theory, the notion that male and female roles have no, or merely a remote, connection with the biological sex, sets the human race and world order “against the Christian faith,” Cardinal Willem Eijk warned at a Rome conference. Speaking May 16 at the Rome Life Forum, an annual meeting of members of the international pro-life movement, the archbishop of Utrecht, Netherlands, explained how the ideology, which has spread rapidly, is rooted in “radical feminism” and that “many organizations” (...)


mercoledì 24 aprile 2019

El País
(Isabel Ferrer) Las supervivientes de los conventos holandeses de las Hermanas del Buen Pastor denuncian la violación de sus derechos humanos y piden al Gobierno disculpas y compensación. Anita Suuroverste, estuvo internada en el convento de Zoeterwoude, en el municipio de Leiderdorp, al oeste de Holanda.
El trabajo de lavandería y costura que se vieron forzadas a efectuar en Holanda cerca de 15.000 mujeres entre 1876 y 1978, en los conventos de la orden de las Hermanas del Buen Pastor ha llegado este martes al Congreso de los Diputados.

venerdì 12 aprile 2019

Mondo
La foto che ha vinto il World Press Photo of the Year
Il Post
È quella ormai famosa della bambina che piange mentre sua madre viene perquisita vicino al confine tra Messico e Stati Uniti -- La foto di John Moore che mostra una bambina honduregna che piange mentre sua madre viene perquisita vicino al confine tra Messico e Stati Uniti ha vinto il World Press Photo of The Year, il più importante premio del più importante concorso di fotogiornalismo al mondo, organizzato dall’omonima fondazione olandese dal 1955. (...)

martedì 9 aprile 2019

CNA
During a visit to Homs last week, the superior general of the Society of Jesus said that he would be happy to open a cause of beatification for Fr. Frans van der Lugt, who was killed in the Syrian city five years ago. “I would be happy, God willing, to work for the opening of the cause of Fr Frans van der Lugt so that he may serve as a model of self-giving and holiness for this country, Syria, and for the whole Church,” Fr. Arturo Sosa said April 6 during a trip commemorating the April 7, 2014 death of the priest. Fr. van der Lugt, a native of the Netherlands, was killed by an unknown gunman. He was caring for the fewer than 30 Christians who then remained in the Old City district of Homs, which had been blockaded by the Syrian government for nearly two years as part of the Syrian civil war. (...)

domenica 7 aprile 2019

Il Foglio 
Padre Lugt, gesuita olandese, è nato a L'Aia il 10 aprile 1938 ed è stato ucciso ad Homs, Siria, il 7 aprile 2014. La scheda Wipedia ricorda: "Nato in una ricca famiglia di banchieri, da giovane esercitò la professione di psicoterapeuta prima di lasciare l'Olanda nella prima metà degli anni Sessanta, emigrando in Medio Oriente e unendosi ai Gesuiti. Nel 1966, dopo aver studiato l'arabo per due anni in Libano, si recò in Siria, dove avrebbe vissuto sino alla morte; a partire dal 1980 visse in una comunità agricola, dove si occupò dei "giovani con problemi di salute mentale". Trascorse i suoi ultimi anni a Homs, dove lavorò nel monastero locale curando i malati e gli affamati. Agli inizi del 2014 ottenne visibilità planetaria grazie a una serie di video pubblicati su YouTube in cui chiedeva alla comunità internazionale aiuti concreti per i cittadini della città assediata. Nonostante la situazione difficile, non volle abbandonare il posto di lavoro e in febbraio The Economist riportò che egli fosse rimasto l'unico europeo a Homs, apostrofandolo come "il pastore del [suo] gregge". Il 7 aprile del 2014 venne assassinato e secondo il governatore di Homs Talal al-Barazi, l'omicidio fu eseguito dagli estremisti del fronte al-Nusra."
(Articolo di Matteo Matzuzzi - 9 aprile 2014) Oltre ai ricordi pubblicati nei giorni passati oggi, data del quinto anniversario, vi riproponiamo un testo di Matteo Matzuzzi (Il Foglio) che ci sembra un omaggio meritato ad un uomo, cistiano e sacerdote straordinario.  (...)

sabato 6 aprile 2019

COPE
Hace unas semanas estuvimos allí, en Homs. Quisimos contarte el horror de la guerra. Lo que sintieron aquellos que vivieron de cerca el terror, los bombardeos. Lo que allí vimos nos impresionó. Una parte de la ciudad está llena de vida y la otra son escombros, un amasijo de hierros, polvo. Durante los días que estuvimos allí pude hablar con personas que decidieron quedarse en su ciudad durante la guerra y resistir a las bombas. Entre las historias que me contaron me llamó la atención la del padre Franz van der Lugt. El padre Franz era un sacerdote holandés vivía en Homs desde 1976. Llevaba más de 40 años dedicados a ayudar (...)