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lunedì 16 settembre 2019

repubblica.it
Libia - Centro di detenzione per migranti
(Alessandra Zaniti) A riconoscere e denunciare i carcerieri sono state alcune delle vittime, arrivate in Italia con la nave Alex di Mediterranea. Per la prima volta viene contestato il reato di tortura. Patronaggio: "Crimini contro l'umanità, agire a livello internazionale". Gli orrori a Zawiya, in una struttura ufficiale gestita dalle forze dell'ordine di Tripoli.  Lasciati morire, torturati, violentati, ricattati in un centro di detenzione della polizia libica. È un condensato di orrori, ma soprattutto una tragica conferma di quanto denunciato nei giorni scorsi da un rapporto dell'Onu il racconto di alcuni dei migranti soccorsi (...)

mercoledì 11 settembre 2019

Rwanda
Accordo tra Unhcr, Unione africana e autorità di Kigali. Il Rwanda accoglie profughi dalla Libia
L'Osservatore Romano
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), il governo rwandese e l’Unione africana (Ua) hanno firmato ieri un memorandum d’intesa per istituire un meccanismo di transito che consenta di evacuare i rifugiati che si trovano attualmente nei centri di detenzione in Libia.

domenica 4 agosto 2019

Libia
Libia, «Chiuderemo tre centri migranti»
Rivista Africa
Il Governo di Tripoli lo aveva annunciato più volte. Ora l’ha fatto. Il ministro dell’Interno, Fathi Bachagha, ha annunciato la chiusura immediata di tre centri di detenzione per i migranti a Ovest del Paese. Sono quelli di Tajoura, colpito nelle settimane scorse da un raid dell’Esercito nazionale libico guidato dal comandante Khalifa Haftar che ha ucciso 53 persone, Misurata e al Kohms. (...)

domenica 28 luglio 2019

Libia
Libye: Inhumation de 46 migrants morts dans un naufrage au large de Khoms
AFP - Le Figaro
Quarante-six migrants dont les corps ont été repêchés après le naufrage de leur embarcation au large de la Libye ont été inhumés dimanche dans un cimetière pour migrants à Tajoura (ouest), selon un journaliste de l'AFP. Seize autres corps repêchés seront inhumés ultérieurement selon les autorités.»  (...)
Libia
Libia, 5 medici uccisi nel raid di Haftar su ospedale di Tripoli
La Repubblica
Le ambulanze e gli ospedali da campo vicino alle zone di combattimento a sud della capitale sono spesso bersaglio di attacchi aerei attribuiti all'uomo forte della Cirenaica. Le forze di Haftar non hanno rivendicato l'attacco --  Sono almeno cinque i medici morti e altre 8 le persone ferite in un bombardamento, attribuito alle forze del generale libico Khalifa Haftar, su un ospedale da campo di Al Zaouia sulla strada dell'aeroporto di Tripoli. (...) 

venerdì 26 luglio 2019

Libia
Al largo della Libia l’ennesimo naufragio di migranti: almeno 70 i morti accertati. Centocinquanta persone disperse in un mare di indifferenza
L'Osservatore Romano
Si è già parlato come della peggiore strage di migranti del 2019: 150 persone disperse tra le onde secondo alcuni testimoni. Uomini, donne, bambini. Un pescatore ha avvistato i naufraghi al largo di Khoms, in Libia, un porto a circa 100 chilometri a est di Tripoli, ne ha soccorsi quanti poteva, poi ha avvisato la Guardia costiera libica che ne ha tratti in salvo 137 mentre 70 corpi galleggiavano intorno al relitto. Secondo i sopravvissuti c’erano circa 300 persone in viaggio, non è chiaro se su un solo barcone o in due che viaggiavano affiancati.
Vatican News
(Roberto Piermarini) Due imbarcazioni, con circa 300 persone stimate a bordo, si sono capovolte nelle acque davanti a Khoms, circa 120 km a est di Tripoli. A intervenire in loro soccorso sono stati soltanto alcuni pescatori. I gesuiti del Centro Astalli chiedono alle istituzioni nazionali e sovranazionali, di ripristinare immediatamente le operazioni di ricerca e soccorso in mare e di attivare un piano di evacuazione dei migranti dalla Libia. Le equipe di Medici Senza Frontiere in Libia, hanno soccorso al porto di Khoms i sopravvissuti del nuovo naufragio di ieri, che ha causato almeno 70 morti e 100 dispersi. "La terribile notizia di questo nuovo, tragico naufragio, dimostra per l'ennesima (...)
(Foto: Uno dei tanti migranti morti recuperati dalla guardia costiera libica)
Avvenire
L'allarme lanciato dall'Oim, Msf: 70 cadaveri in mare. Naufragio confermato dalla cosiddetta Guardia costiera libica: «137 sono stati riportati in Libia». "Un tragico naufragio sarebbe avvenuto nel Mediterraneo centrale: circa 150 migranti risultano dispersi, mentre 145 sono stati riportati sulle coste libiche". È il primo tweet di Iom Libya, sezione libica dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, a dare l'allarme di quello che potrebbe essere la più grande tragedia nel Mediterraneo centrale del 2019 e che avrebbe coinvolto non uno ma due barconi affondati. (...)

giovedì 25 luglio 2019

Libia
Over 110 migrants feared dead after shipwreck off coast of Libya
IrishTimes
About 115 people were missing and feared to have drowned and another 134 were rescued by Libyan coast guards and local fishermen after a wooden boat carrying migrants capsized off Libya, a Libyan navy official said on Thursday.Earlier, the UN refugee agency, the United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR), said that up to 150 people were feared dead.“The worst Mediterranean tragedy of this year has just occurred,” UNHCR head Filippo Grandi said in a tweet. (...) 
Libia
Immigrazione, l'Unhcr: 150 morti in naufragio al largo della Libia
La Repubblica
foto d'archivio
Lo ha dichiarato l'Alto commissariato per rifugiati. Altrettanti migranti sarebbero stati salvati e riportati indietro --  Circa 150 persone sarebbero morte nel naufragio di un barcone al largo delle coste della Libia. Altrettante sarebbero invece state salvate e riportate nel paese nordafricano. La denuncia dell'Unhcr, l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati.

venerdì 12 luglio 2019

repubblica
(Alessandra Zaniti) Le due agenzie dell'Onu chiedono di interrompere il sostegno alla Guardia costiera libica fino a quando le persone soccorse in mare verranno riportate nei centri di detenzione. Gli unici tre superstiti avevano raccontato l'esatta verità. Sul gommone naufragato dieci giorni fa al largo delle coste tunisine di Zarzis erano più di 80. A decine, negli ultimi giorni, il mare ha restituito i corpi delle vittime. Adesso sono 72 quelli recuperati. Gli ultimi 38 sono stati rinvenuti oggi dalla  Mezzaluna rossa. Mongi Slim, presidente della sezione di Medenine, ha detto che 36 delle vittime sono state rinvenute nei pressi di Zarzis, nel sud-est della Tunisia, e due al largo dell'isola di Djerba. (...)
Tunisia
Recuperati altri 38 corpi di migranti sulle coste della Tunisia. Secondo l’Oim oltre 641.000 i profughi censiti in Libia
L'Osservatore Romano
La Tunisia ha annunciato di avere recuperato sulle proprie coste altri trentotto corpi di migranti, che portano a sessantotto morti il bilancio del naufragio di un’imbarcazione con a bordo oltre ottanta persone, avvenuto la settimana scorsa al largo di Zarzis. Il natante sarebbe partito dalle coste libiche di Zwara per dirigersi verso l’Italia. Nel naufragio solo in tre sono sopravvissuti. Trentasei corpi sono stati rinvenuti nei pressi di Zarzis, nel sud-est della Tunisia, e due al largo dell’isola di Djerba.

sabato 6 luglio 2019

Libia
Chiesto il cessate il fuoco dopo il massacro nel centro di detenzione per migranti. Onu e Ue condannano le violenze in Libia
L'Osservatore Romano
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu, dopo una lunga e complessa riunione, ha condannato il raid del 2 luglio scorso su un centro di detenzione per i migranti a Tajoura, sobborgo alla periferia orientale di Tripoli, in Libia, che ha provocato oltre cento morti e un numero imprecisato di feriti, alcuni gravi. In una nota, i Quindici hanno chiesto alle parti in conflitto una de-escalation urgente e di impegnarsi per il cessate il fuoco.

venerdì 5 luglio 2019

L'Osservatore Romano
Mentre il Consiglio di sicurezza dell’Onu non è riuscito a trovare un accordo per condannare il raid contro il centro di detenzione dei migranti a Tripoli a causa, sembra, dell’opposizione degli Stati Uniti, la questione dei rifugiati esplode in tutta la sua evidenza. Il governo di Tripoli guidato da Fayez al-Sarraj «dopo il massacro a Tajoura sta considerando il rilascio di tutti i migranti nei centri di detenzione, perché la loro sicurezza non può essere garantita». A darne notizia è stato ieri il ministro dell’interno Fathi Bashagha.

giovedì 4 luglio 2019

ONU
Sollecitata da più parti l’apertura di un’inchiesta per quello che viene definito come un “crimine di guerra”

L'Osservatore Romano
Il Consiglio di sicurezza dell’Onu torna a riunirsi dopo la strage in Libia
Sarebbe salito a oltre cento morti e a un numero ancora imprecisato di feriti il tragico bilancio delle vittime dell’attacco aereo che ha colpito il centro di detenzione di Tajoura, nella periferia di Tripoli. La comunità internazionale, finora apparsa divisa sulla posizione da assumere nel conflitto in Libia, questa volta ha unanimemente espresso dolore per quanto accaduto, chiedendo naturalmente che sia fatta piena luce sull’accaduto.
Libia
Alarm Phone: "Ottanta migranti in fuga dalla Libia dispersi dopo naufragio al largo della Tunisia"
La Repubblica
Il servizio telefonico aveva raccolto la richiesta d'aiuto di un gommone, poi si sono persi i contatti. Mezzaluna rossa conferma: solo 5 superstiti -- Oltre 80 persone sarebbero disperse dopo un naufragio avvenuto ieri non lontano della coste di Zarzis, a largo della Tunisia. Lo riferisce su Twitter e Facebook l'organizzazione che gestisce il servizio telefonico di richiesta d'aiuto nel Mediterraneo e riporta la testimonianza di Chamseddine Marzoug, volontario della Mezzaluna rossa tunisina. (...)

mercoledì 3 luglio 2019

repubblica
(Vincenzo Nigro) Il bombardamento è stato effettuato dalle forze del generale Khalifa Haftar, sostenute dalla Francia e dagli Emirati. I morti sono almeno 60. Anche per l'inviato Onu di tratta di crimine di guerra. Il ministro degli Esteri Moavero: "Fermare gli attacchi ai civili, garantire la sicurezza dei migranti". Decine di migranti sono stati uccisi nel bombardamento che ieri notte un aereo dell'aviazione del generale Khalifa Haftar ha compiuto contro un centro per migranti adiacente alla base militare di Dhaman, nell'area di Tajoura. La base di Dhaman è uno dei depositi in cui le milizie di Misurata e quelle fedeli al governo del presidente Fayez al-Serraj hanno concentrato le loro riserve di munizioni e di veicoli urilizzati per la difesa di Tripoli, sotto attacco dal 4 aprile dalle milizie del generale della Cirenaica. (...)
Italia
Libia, Fcei: “Corridoio umanitario non più rinviabile”
nev.it
“L’attacco al centro di detenzione di migranti in Libia e le oltre 40 vittime rimaste uccise impongono un intervento umanitario che da tempo segnaliamo come urgente e prioritario: l’apertura di un corridoio umanitario europeo dalla Libia – dichiara Paolo Naso, coordinatore di Mediterranean Hope – Programma rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) – .  (...)
Libia
Libye: une quarantaine de morts après une frappe contre un centre de migrants
AFP - Radio-Canada
Près de 40 migrants ont été tués dans une frappe aérienne contre leur centre de détention dans la banlieue de Tripoli, attribuée aux forces du maréchal Khalifa Haftar qui tentent depuis trois mois de s'emparer de la capitale. Au moins 70 migrants ont été blessés dans l'attaque, selon un « bilan préliminaire », a indiqué à l'AFP un porte-parole des services de secours, Osama Ali. (...)
Libia
Bombardato centro detenzione migranti, almeno quaranta morti, ottanta i feriti

repubblica.it
L'attacco è stato attribuito alle forze del generale Khalifa Haftar. La notizia confermata dal portavoce del ministero della Salute del governo sostenuto dalle Nazioni Unite. Sono circa quaranta i morti nel bombardamento di un centro di detenzione per migranti alla periferia di Tripoli, in Libia. Malek Merset, portavoce del ministero della salute del governo sostenuto dalle Nazioni Unite, dice che l'attacco aereo sul centro di detenzione di Tajoura ha ferito anche 80 migranti. Merset ha postato foto di migranti che venivano portati in ambulanza negli ospedali.
Libia, bombardato centro detenzione migranti: almeno 40 morti (corrieredellasera)