lunedì 1 novembre 2021

Siria
Cardinale Sandri in Siria. Resoconto sesto giorno 31 ottobre 2021

(Congregazione Chiese Orientali)
"Va sulla strada chiamata Diritta" (At 9) - La mattina di domenica 31 ottobre, il Cardinale Leonardo Sandri, insieme alla Delegazione che lo accompagna, ha lasciato l’episcopio melkita di Homs per visitare alcune realtà della città. In ambito ecumenico, la prima sosta è stata presso il Metropolita greco-ortodosso, la sua cattedrale ove era in corso la Divina Liturgia: il Cardinale è stato invitato a venerare l’icona della Madre di Dio all’ingresso della Chiesa, seguito poi dal resto dei presenti, quindi accompagnato alle porte del santuario, dove ha recitato una preghiera ed è stato invitato a benedire l’assemblea riunita. L’incontro è proseguito poi con il dialogo nella residenza del Metropolita, il quale ha voluto anzitutto ringraziare per la visita, definita “santa per ricevere messaggi di amore e di pace”. Ha poi proseguito affermando che essendo il Cardinale Prefetto delle Chiese Orientali “lei è con noi e noi siamo con lei”. Circa la condizione dei cristiani in Siria “non pretendiamo di avere tutta la verità, ma nessuno può negare che noi abbiamo le radici in questo Paese, non siamo arrivati da fuori successivamente”. Il Presule ha poi voluto condividere il racconto tradizionale secondo il quale San Pietro prima di recarsi ad Antiochia passò da Homs: “sentiamo profondo quindi il legame con questo Apostolo”. In ogni caso, la cristianità ha avuto una delle sue culle in questo Paese e anche qui a Homs e “noi ci sentiamo portatori dell’eredità dei primi cristiani”. “Abbiamo un grande desiderio di camminare verso l’unità eucaristica” per questo la Sua presenza è motivo di gioia e assicuriamo la nostra preghiera”. “Come Lei ha detto ieri sera dopo la Liturgia con i leader musulmani, sentiamo che questa unità è anche con loro”. Il Metropolita ha quindi presentato brevemente l’Eparchia, con nove chiese nella città e 11 nei villaggi, con 23 sacerdoti. Ha poi espresso la preoccupazione per i giovani che partono, che pregano di rimanere. Rispondendo, il Cardinale Sandri ha citato l’episodio dei discepoli di Emmaus, che partono desolati da Gerusalemme ed inconsapevoli si ritrovano accompagnati lungo la via da Colui che riconoscono allo spezzare del pane, ricordando l’ardere del loro cuore nell'ascoltare la sua parola. Tale è l’esperienza “che sentiamo noi, grazie alla vostra accoglienza e per la testimonianza che ci offrite con la vostra presenza, vescovi e preti rimasti vicini al vostro popolo”. Il gregge è rimasto qui nonostante la guerra. Sul cammino verso la piena unità, “siamo tristi perché manca ancora e questo è motivo di scandalo perché ci vedono discepoli di Cristo, ma divisi. Se Pietro è passato di qui, la vostra comunità è chiamata particolarmente ad intensificare gli sforzi ecumenici insieme a noi”.
Dalla sede del Metropolita Ortodosso, la delegazione si è spostata alla cattedrale siro-ortodossa, ove non era presente il Vescovo ma due sacerdoti da lui delegati. L’accoglienza è avvenuta sempre all’interno della Divina Liturgia domenicale, con molti fedeli presenti. Dopo il saluto del celebrante, denso di affetto, il Cardinale Sandri ha rivolto alcune parole ai presenti, ricordando la tradizione che attribuisce a questo luogo la conservazione della “cintura della Madonna”. Il Porporato ha ringraziato i presenti per la loro fede e la loro testimonianza, assicurando che la loro sofferenza è anche la nostra insieme con loro, auspicando che la guerra che aveva danneggiato il loro tempio non torni più. Dinanzi ai problemi che ci sono, a livello interiore ed esteriore, spirituale e materiale, “può capitare di sentirci in pericolo e senza meta: dobbiamo però sentirci come su una autovettura, quella della Chiesa, e indossare una cintura di sicurezza, quella della Vergine e della sua preghiera”. “quando ci sentiamo smarriti nelle tenebre, dobbiamo mettere la cintura di sicurezza che è la preghiera della Vergine per giungere alla meta che è Cristo”. Il Cardinale ha quindi portato il saluto del Santo Padre, augurando che tutti possiamo testimoniare insieme l’amore e la bontà del Signore”.
Dalla cattedrale siro-ortodossa ci si è spostati presso la casa dei padri Gesuiti, accolti dal Provinciale padre Zammit venuto per l’occasione da Beirut e dai padri presenti: il motivo della visita era rendere omaggio e pregare sulla tomba di padre Frans Van Der Lugt. Intorno alla sua sepoltura si è vissuto un prolungato e toccante momento di silenzio, rotto ad un certo punto dal canto della Salve Regina intonato dal più giovane della comunità, un fratello gesuita in formazione proveniente dall’Austria. Il Cardinale Sandri ha poi pregato e benedetto la tomba, ed ha voluto che gli venisse tradotto il testo presente sulla lapide, che racchiude delle parole del religioso ucciso che egli aveva pronunciato per la festa di Pasqua di quell’anno: “Padre Martire Frans Van Der Lugt SJ, 1938-2014. Ci prepariamo per la grande Festa, la Festa del passaggio dalla morte alla vita. La vita si trasfigura da un buco tenebroso, e la gente presente in quel buco nero diventa una grande luce. Auspichiamo questa resurrezione per la Siria... E vai avanti”.
Quindi ci si è spostati nella camera di P. Frans, caratterizzata da un semplice materasso steso a terra, da poche cose, e dagli scarponi che egli utilizzava per lunghe camminate, in cui coinvolgeva molti giovani, anche musulmani. Dopo il dialogo con i padre Gesuiti, al Cardinale è stata da loro regalata una immagine di padre Frans, in un sacchetto artistico che riporta il motto del religioso che sempre ripeteva “Ila al Amam”. Il Cardinale ha potuto salutare alcune giovani che frequentano i percorsi formativi della comunità religiosa, che coinvolge tutte le comunità cristiane della città, senza distinzione di provenienza.
Attraversata la strada, il Cardinale Sandri ha visitato la casa gestita dalle Suore dei Sacri Cuori, che accolgono circa 120 persone con disabilità, la maggior parte con sindrome di Down o autismo, intrattenendosi con i più piccoli, con gli operatori e le religiose.
Di lì è iniziato il trasferimento in auto per Aleppo, dirigendosi a nord sull’autostrada che alternava ulivi e piantagioni di pistacchio alla zona in prossimità di Idlib segnata ancora dalla distruzione e dalla desolazione, su un percorso da poco reso accessibile ma non molto lontano dalle zone al confine con la Turchia ancora in mano alle milizie di Al Nusra.
Giunti alla residenza del Vicariato Apostolico di Aleppo, c’è stato l’incontro e il dialogo con i Vescovi cattolici della città (Maronita, Melkita, Armeno, Caldeo, Siro, latino): è stata presentata la situazione della città, in cui i cristiani si sono ridotti a poche decine di migliaia quando prima del conflitto certamente superavano abbondantemente i centomila. Ancora una volta è stato trattato il tema delle sanzioni internazionali, giudicate dai Presuli inique perché creano un mercato parallelo, il dilagare della corruzione e non colpiscono quelli per le quali sarebbero state pensate: il popolo ha fame, freddo, e andando avanti così si svuoterà la Siria. La richiesta rinnovata dei Presuli è quella di sostenere la presenza cristiana, specie dei giovani, evitando di favorire la loro emigrazione tramite strumenti quali i corridoi umanitari, quanto piuttosto da parte della Santa Sede fare di tutto per continuare la moral suasion per un cambiamento delle sanzioni. Il Cardinale Sandri ha assicurato che il tema è ben presente, e il Santo Padre in diverse occasioni, oltre a manifestare la sua vicinanza all’amata e martoriata Siria, si è soffermato sul valore delle sanzioni internazionali come strumento che penalizza sempre i più poveri rendendoli ancora più sofferenti. Dopo pranzo, ci si è poi spostati nei pressi della Cattedrale Siro-Cattolica, davanti alla quale il Cardinale Sandri ha benedetto i fedeli, quindi insieme al Nunzio Apostolico, tutti i Vescovi, i sacerdoti, e i fedeli hanno formato un corteo festoso ormai nell’oscurità accompagnati dalla banda degli scout. Giunti nei pressi della Chiesa della Parrocchia latina, ci si recati in sacrestia per indossare i paramenti liturgici, e quindi iniziare la solenne liturgia, in rito latino e in lingua francese, araba, e latina. Il tempio era stracolmo di fedeli commossi, compresi molti giovani e bambini, con canti e preghiere. Il Cardinale Sandri ha presieduto e tenuto l’omelia (allegata). Particolarmente toccanti i momenti dell’offertorio, ove diverse famiglie (con bimbo appena nato, con figli in crescita, appena sposati, o che hanno affrontato momenti di difficoltà superandoli insieme) sono state presentate al celebrante, insieme ai doni per il sacrificio eucaristico; il Padre Nostro, recitato all’unisono in arabo da una assemblea che mostrava davvero la convinzione della preghiera e del proprio radicamento in Dio; le parole del Cardinale prima della benedizione, un commosso grazie per la testimonianza di fede offerta e gli applausi dei fedeli per l’amore che Papa Francesco continua a mostrare non facendoli mai sentire soli e sperando in una sua prossima visita in Siria. Infine il canto della pace, con tutti i fedeli che lo intonavano agitando le piccole bandiere con la parola “Pace”.
Momento molto commovente è stato l’incontro riservato con le famiglie di padre Michel, giovane sacerdote armeno di 27 anni che è stato rapito anni fa e di cui non si sa più nulla, e le sorelle di Sr. Rima, una religiosa disintegrata da un missile appena scesa dal pullman ad Aleppo. Le lacrime sui volti, i silenzi, si sono intrecciate alle parole del Cardinale “in questa festa di Tutti i Santi celebriamo la certezza che i vostri cari sono con Dio e non vi lasciano mai soli, anche se noi sulla terra ripetiamo l’invocazione di Gesù ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato’; come prete e come religiosa p. Michel e Sr. Rima erano già tutti consegnati a Dio e la loro tragica fine ha manifestato la verità più profonda del loro essere, quello di essere testimoni consegnati al Padre”. Il Cardinale ha quindi pregato con loro, li ha benedetti, e ha consegnato un piccolo segno di condivisione e aiuto da parte del Papa.
e Arabo
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Omelia Parrocchia latina di Aleppo