lunedì 18 ottobre 2021

Vaticano
Messaggio del cardinale Parolin a nome del Papa al Women’s Forum G20 Italy. Educazione di qualità per le donne

(L'Osservatore Romano)
«Ogni ragazza e giovane donna, in ogni Paese, possa avere accesso a un’educazione di qualità, affinché ciascuna di loro possa prosperare, ampliare il proprio potenziale e propri talenti e dedicarsi allo sviluppo e al progresso di società coese».
Questo è il forte incoraggiamento di Papa Francesco espresso nel videomessaggio di saluto inviato a nome del Pontefice dal segretario di Stato, Pietro Parolin, ai partecipanti al Women’s Forum G20 Italy, che si riunisce con l’obiettivo di una nuova leadership inclusiva che coinvolga di più le donne nel mondo dell’impresa.
«Questo Women’s Forum G20 Italy — ha detto Parolin — giunge molto gradito, specialmente perché il nostro mondo ha bisogno della collaborazione delle donne, della loro leadership e delle loro capacità,nonché del loro intuito e della loro dedizione». Il mondo, che ancora combatte il covid e cerca la ripresa, necessita di resilienza, duttilità, intelligenza, intuito. Ha bisogno, dunque, di valorizzare il contributo delle donne. Su questa convinzione Parolin ha evocato non solo il magistero di Papa Francesco, ma anche la lettera alle donne di san Giovanni Paolo II che, già nel 1995, scriveva: «I gravi problemi sul tappeto vedranno, nella politica del futuro, sempre maggiormente coinvolta, la donna» e ciò «costringerà a riformulare i sistemi a tutto vantaggio dei processi di umanizzazione che delineano la civiltà dell'amore».
Papa Francesco, da parte sua, ha ricordato Parolin, spesso ha sottolineato «il contributo insostituibile della donna nel costruire un mondo che sia casa per tutti» (discorso a una delegazione dell’American Jewish Committee, tenuto l’8 marzo in Vaticano). Ed ha altrettante volte ribadito che «le donne sono concrete e sanno tessere con pazienza i fili della vita» (omelia del primo gennaio 20219). Una tessitura che, ha detto il segretario di Stato, potrebbe favorire «un cambio di paradigma non tecnocratico e guidato da un rinnovato senso di umanità».

(L'Osservatore Romano, 18-19 ottobre 2021)