domenica 17 ottobre 2021

Vaticano
I 13 tweet del Papa lanciati ieri alle ore 18 circa

(Twitter)

-A noi tutti, leader religiosi, di non usare mai il nome di Dio per fomentare guerre. Stiamo accanto ai popoli, ai lavoratori, agli umili e lottiamo insieme a loro affinché lo sviluppo umano integrale sia una realtà. Gettiamo ponti di amore.

-Ai governi e a tutti i politici, di lavorare per il bene comune. Non ascoltino soltanto le élite economiche e siano al servizio dei popoli che chiedono terra, casa, lavoro e una vita buona in armonia con tutta l’umanità e con il creato.

-Ai Paesi potenti di cessare le aggressioni, i blocchi e le sanzioni unilaterali contro qualsiasi Paese in qualsiasi parte della terra. I conflitti si devono risolvere in istanze multilaterali come le Nazioni Unite.

-Ai mezzi di comunicazione, di porre fine alla logica della post-verità, alla disinformazione, alla diffamazione, alla calunnia e a quell’attrazione malata per lo scandalo e il torbido; che cerchino di contribuire alla fraternità umana.

-Ai giganti delle telecomunicazioni, di liberalizzare l’accesso ai contenuti educativi e l’interscambio con i maestri attraverso internet, affinché i bambini poveri possano ricevere un’educazione in contesti di quarantena.

-Ai giganti della tecnologia di smettere di sfruttare la fragilità umana, le vulnerabilità delle persone, per ottenere guadagni.
 
-Ai fabbricanti e ai trafficanti di armi, di cessare totalmente la loro attività, che fomenta la violenza e la guerra, spesso nel quadro di giochi geopolitici il cui costo sono milioni di vite e di spostamenti.
 
-Alle grandi compagnie alimentari, di smettere d’imporre strutture monopolistiche di produzione e distribuzione che gonfiano i prezzi e finiscono col tenersi il pane dell’affamato.

-Alle grandi compagnie minerarie, petrolifere, forestali, immobiliari, agroalimentari, di smettere di distruggere la natura, di smettere d’inquinare, di smettere d’intossicare i popoli e gli alimenti.
 
-Ai gruppi finanziari e agli organismi internazionali di credito, di permettere ai Paesi poveri di garantire i bisogni primari della loro gente e di condonare quei debiti tante volte contratti contro gli interessi di quegli stessi popoli.

-Ai grandi laboratori, che liberalizzino i brevetti. Compiano un gesto di umanità e permettano che ogni essere umano abbia accesso al vaccino.

-Dobbiamo dare ai nostri modelli socio-economici un volto umano, perché tanti modelli lo hanno perso. Pensando a queste situazioni, voglio chiedere in nome di Dio:

-Lo Spirito ci chiede di metterci in ascolto delle domande, degli affanni, delle speranze di ogni Chiesa, di ogni Paese. E anche in ascolto del mondo, delle sfide e dei cambiamenti che ci mette davanti. Non insonorizziamo il cuore. Ascoltiamoci. #Synod #ChiesaInAscolto