martedì 19 ottobre 2021

Serbia
Selaković: "Per la Serbia è importante che il Vaticano non riconosca l'indipendenza dichiarata unilateralmente del Kosovo-Metohija"

(R.C. - a cura Redazione "Il sismografo")
  E' stata inaugurata presso la Pontificia Università Lateranense, a Roma, la mostra "Serbia e Vaticano 1878-1914" di cui Vatican News ha pubblicato un ampio servizio. La mostra racconta l'origine e lo sviluppo dei rapporti bilaterali tra i due Stati, fino al culmine del percorso, con la firma del Concordato nel 1914. Dopo l'interruzione dei rapporti  a seguito dei conflitti mondiali queste relazioni sono state riprese il 14 agosto 1970.
All'inaugurazione della mostra ieri erano presenti il Ministro degli Affari Esteri della Serbia, Nikola Selaković, il Segretario della Santa Sede per i Rapporti con gli Stati, monsignor Paul Richard Gallagher e l'ambasciatore della Serbia presso la Santa Sede, Sima Avramović.
Secondo quanto riporta il sito del Ministero degli Affari Esteri serbo , "Selaković ha affermato che la mostra testimonia la ricca storia centenaria delle relazioni diplomatiche tra la Serbia e la Santa Sede, sottolineando che le basi delle nostre relazioni sono forti, profonde e basate su valori e interessi comuni". Rivolgendosi all'uditorio, il Ministro ha affermato che dall'inizio della sua storia moderna la Serbia ha cercato di stabilire una comunicazione efficace con la Santa Sede per risolvere pacificamente "(...) la questione delle relazioni tra i cristiani in questa parte del mondo, soluzioni costituzionali del XIX secolo. Vi ricordo che dalla Costituzione di Sretenje, - ha aggiunto il Ministro - i cittadini della Serbia di fede cattolica romana hanno goduto di pieni diritti e libertà religiosi", e poi ha precisato che il popolo serbo ha condiviso il suo spazio vitale con altri popoli e denominazioni per secoli e che ci sono stati però conflitti che spesso hanno avuto un profilo religioso.
Sempre secondo il sito del Ministero degli Esteri della Serbia, il Ministro Nikola Selaković ha ribadito a mons. P.R. Gallagher che il suo Paese attribuisce "grande importanza soprattutto alla posizione della Santa Sede riguardo all'indipendenza dichiarata unilateralmente dal Kosovo-Metohija".[1] Infine, Selaković, osservando che le fondamenta dell'Europa non si possono conservare senza l'unità e la coesione dei cristiani, ha voluto sottolineare: "Combattendo per la conservazione della sua integrità territoriale e per la sovranità in Kosovo-Metohija, la Serbia vuole evidenziare il fatto che il patrimonio culturale nella nostra provincia meridionale non è solo serbo, ma è patrimonio di tutta l'Europa cristiana".
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[1]  Kosovo-Metohija. Queste due parole fanno parte anche della controversia fra Serbia e Kosovo e sulla chiamata indipendenza unilaterale voluta dai kosovari. Nel Kosovo è vietato usare la parola serba "Metohiha".