lunedì 2 dicembre 2019

Vaticano
A Santa Marta l’incontro del Papa con suor Maria do Céu Pereira. Da settant’anni in Vaticano al servizio di sette Papi
L'Osservatore Romano
(Maurizio Fontana) In settant’anni di servizio in Vaticano ha conosciuto sette Papi, e oggi, lunedì 2 dicembre, nel festeggiare il suo novantesimo compleanno, ha reso grazie al Signore partecipando alla messa celebrata da Papa Francesco nella cappella di Casa Santa Marta e vivendo poi l’«emozione immensa» di salutare il Pontefice e di ricevere da lui gli auguri, con la raccomandazione di andare avanti sempre «con la gioia nel cuore». È suor Maria do Céu Pereira, presenza storica della comunità delle Francescane missionarie di Maria che dal 1926, per volontà di Papa Pio XI, svolgono la loro attività in Vaticano.
«Ho corso sempre... sarà per questo che mi sento ancora giovane», spiega divertita all’Osservatore Romano la religiosa portoghese (è nata ad Azevo, nel nord del Paese, il 2 dicembre 1929), sintetizzando così, con un sorriso dolcissimo, decenni di lavoro quotidiano, vissuto nella semplicità e nell’umiltà.
«Sono arrivata in Italia — racconta — che ancora ero novizia. Una volta presi i voti a Grottaferrata, mi sono trasferita prima nella casa romana della comunità, in via Giusti, e poi dal settembre 1949 in Vaticano». Qui suor Maria si è messa a disposizione per molteplici servizi: in lavanderia, in sartoria, in cucina. «Ho fatto anche la calzolaia per le mie consorelle» aggiunge ridendo.
Ricorda ancora con emozione quando, con Pio XII malato, ha avuto occasione di prendersi cura degli effetti personali del Pontefice. O anche quando, durante il Vaticano II, andava ogni mattina nella cappella Paolina a pregare per la buona riuscita del concilio.
Su richiesta di Papa Paolo VI, ha assistito per anni, fino alla morte, il cardinale Virgilio Noè. Un’opera svolta con amorevole impegno che non le ha impedito, nel frattempo, di lavorare al Servizio filatelico, di fare la catechista nella vicina parrocchia del Rosario e di occuparsi della pastorale per la comunità portoghese a Roma, cosa che fa ancora oggi con grande entusiasmo. «Ma la missione più bella — rivela — è quella di pregare nel silenzio, per il Papa e per la Chiesa».
Ad accompagnare la religiosa c’era la superiora della comunità, suor Maria Smolen, che spiega come la religiosa novantenne sia oggi davvero «il cuore della casa»: con una «semplicità che crea unione», lei è sempre «disponibile, accogliente, gentile nei piccoli gesti quotidiani, pronta anche al telefono a dare parole di conforto e ad ascoltare chi ha bisogno di attenzione».

L'Osservatore Romano, 2-3 dicembre 2019