venerdì 6 dicembre 2019

Italia
Le sardine e l'ascolto: una questione seria. Luoghi politici, prepolitici e metapolitici della città

cittadellaeditrice.com

(Andrea Grillo) La domanda è forte. Potremmo formularla così: è forse indice di “non democrazia”, o addirittura di “dispotismo”, affermare che qualcuno “non ha il diritto di essere ascoltato”? In effetti, nelle discussioni intorno al “movimento delle sardine”, di recente, e con una certa insistenza, si è sottolineato un aspetto che emerge da un testo abbastanza forte, nel quale è stata espressa una posizione molto chiara da parte del Movimento. Ecco testualmente che cosa dice:
“Perché grazie ai nostri padri e madri, nonni e nonne, avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare“.
Questo è un passo del “manifesto” diffuso nei giorni scorsi e rivolto contro i “sovranisti”. Un equivoco mi sembra sia nato sulla giusta interpretazione di questa frase. La quale può suonare in modo ostile, può sorprendere e può anche preoccupare. Riflettere su di essa può essere una buona occasione per capire meglio che cosa è in gioco in queste manifestazioni “silenziose”, prive di bandiere, senza slogan, ma nello stesso tempo forti ed esigenti. Proviamo a riflettere un poco su questo tema, in modo libero e sincero.
a) La differenza tra “diritto di parola” e “diritto di essere ascoltati”. (...)