La denuncia dell’Unhchr. Nel 2019 in Colombia uccisi ottantasei difensori dei diritti umani
L'Osservatore Romano
Sono almeno ottantasei gli attivisti difensori dei diritti umani assassinati in Colombia nei primi undici mesi del 2019. Lo ha reso noto ieri il rappresentante dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Unhchr), Alberto Brunori. Da Cartagena de Indias, dove si trova per partecipare al «Foro defender a los defensores» tenutosi nella Giornata internazionale dei diritti umani, ha affermato di conoscere molti di loro, «sapevamo del loro lavoro coraggioso e condividevamo, così come con voi, la lotta per la difesa dei diritti umani». Brunori ha poi precisato che 22 degli 86 attivisti uccisi facevano parte delle «Juntas de acción comunal», organizzazioni attive principalmente nei quartieri più poveri e nelle aree rurali.
I numeri citati ieri, secondo Brunori, consentono all’Unhchr di «identificare le cause strutturali che derivano dalla mancanza di presenza integrale dello Stato. Ho detto più volte, e lo ripeto ancora oggi, che nel paese la difesa dei diritti umani è un’attività ad alto rischio», ha aggiunto. Al forum sono intervenuti anche Patricia Llombart, ambasciatore dell’Ue in Colombia, Carlos Negret, Difensore civico capo della “Defensoria del Pueblo”, e il procuratore generale Fernando Carrillo.
L'Osservatore Romano, 11-12 dicembre 2019
I numeri citati ieri, secondo Brunori, consentono all’Unhchr di «identificare le cause strutturali che derivano dalla mancanza di presenza integrale dello Stato. Ho detto più volte, e lo ripeto ancora oggi, che nel paese la difesa dei diritti umani è un’attività ad alto rischio», ha aggiunto. Al forum sono intervenuti anche Patricia Llombart, ambasciatore dell’Ue in Colombia, Carlos Negret, Difensore civico capo della “Defensoria del Pueblo”, e il procuratore generale Fernando Carrillo.
L'Osservatore Romano, 11-12 dicembre 2019

