martedì 22 ottobre 2019

Vaticano
(a cura Redazione "Il sismografo") 
(Luis Badilla) Nel caso della nota editoriale di Andrea Tornielli, oggi, su Vatican News a proposito della troppa chiacchierata vicenda della statuetta amazzonica che raffigura una donna semi nuda incinta – artigianato ligneo secondo alcuni pagano ed eretico - buttata al fiume Tevere in un’operazione semiclandestina, opera di farneticanti e invasati, ritengo sia necessario esprimere un totale dissenso perché il ragionamento e gli argomenti usati nell’Editoriale sono fuorvianti e insidiosi.
A. Tornielli, citando san H. Newman, parla di "adozione da parte della Chiesa di elementi pagani".
Così come scritto il pezzo fa capire che per Tornielli la statuetta non dovrebbe essere uno scandalo come non lo sono stati nel passato, nei millenni, altri elementi pagani che sono stati per così dire "cristianizzati". E' quanto scriveva Newman, ma con riferimento ad altre situazioni molto diverse, ma veramente molto diverse ... E mettere sull stesso piano questi due situazioni diverse è maldestro e pericoloso.
Dunque, mettere la vicenda della statuetta, oggetto di provocazione e manipolazione da parte di persone e gruppi contrari al Papa e al Sinodo Panamazzonico, al livello di altri oggetti o elementi pagani adottati da parte della Chiesa nel sua storia bimillenaria è fuori luogo.
In questo caso la tale “adozione” non esiste e non è mai esistita.
Non solo.
Su questa ormai discussa statuetta nessuno, nessuno!!, né il Papa, né il Sinodo, né la Sala stampa vaticana, ha mai detto che era un elemento pagano da adottare da parte della Chiesa e perciò non si capisce cosa c'entra la riflessione di Newman.
Si tratta semplicemente di un oggetto, come tantissimi altri, di gruppi, etnie e civiltà amazzoniche portate a Roma, al Sinodo, come offerte e omaggio. Il tutto si doveva fermare li. Non era necessario scomodare il cardinale Newman che ha scritto su cose che non c'entrano nulla con questa statuetta. In questo caso non c’è mai stato nessuna adozione di elementi pagani nella liturgia della Chiesa e quindi non si capisce il perché di questo modo di ragionare e il perché di una simile Nota editoriale.