giovedì 30 maggio 2019

Italia
(a cura Redazione “Il sismografo”)
(LB - RC) Alcuni media italiani in queste ore sembrano eccitati con diverse elucubrazioni riguardo un eventuale incontro tra il Santo Padre Francesco e il Vice premier nonché leader della Lega Matteo Salvini. Non si capisce bene il perché il Papa dovrebbe allacciare rapporti privilegiati con il Ministro degli Interni quando, nei fatti , la Santa sede ha da sempre cordiali e positivi rapporti con chi di dovere: il capo del governo, Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte. Quest’agitazione ha un sapore altamente mediatico ma non corrisponde alla realtà e alla situazione odierna.
Nessun Pontefice ha mai avuto, come sembrerebbe che si desidera ora, rapporti particolari e quasi unici con il Ministro degli Interni italiano. Ogni qualvolta il Ministro degli Interni dell’Italia o qualche superiore della Santa Sede hanno bisogno di contattarsi - da decenni - ci sono i canali e meccanismi ormai molto collaudati per un dialogo e una collaborazione.
Sembra un esercizio fuori luogo il voler trascinare Papa Francesco in un incontro con Salvini, sino ad oggi mai chiesto formalmente. Dal punto di vista istituzionale non vi sono motivi. Potrebbero esserci motivi personali e privati ma questa sarebbe una faccenda diversa che non potrebbe essere trattata pubblicamente. Sarebbe indelicato.
Infine, si potrebbe aggiungere per chiarezza che allo stato attuale non sembra che a Santa Marta vi sia una particolare preoccupazione per un incontro del Papa con il leader della Lega, o altri leader di partito, tanto meno in una fase politica come quella odierna così liquida, friabile e incerta.
Difficilmente il Papa potrebbe essere portato all’interno di una confusione come quella regnante in Italia dopo la consultazione elettorale europea.
Sul dialogo con tutti, in particolare con chi la pensa diversamente della Sede Apostolica in molte materie fondamentali e che, in alcuni passaggi, toccano la dimensione squisitamente dottrinaria del cristianesimo, ha ragione il Segretario di stato: apertura totale al confronto e allo scambio di idee e opinioni, ma queste dinamiche rientrano nei compiti del cardinale Pietro Parolin o del Sostituto mons. Peña Parra.