lunedì 1 aprile 2019

Vaticano
Udienza privata del Papa agli attivisti per i diritti gay
Il Fatto Quotidiano
(Carlo Tecce) A Verona va in scena il congresso dei fanatici dell’intolleranza, contro l’aborto, le coppie gay, l’amore libero. In Vaticano, venerdì mattina, papa Francesco riceverà in udienza privata decine di esponenti della comunità mondiale Lgbt che lottano per sconfiggere la discriminazione sessuale.
In viaggio verso il Marocco, ieri Jorge Mario Bergoglio ha ignorato quasi la domanda sul raduno di Verona, tra feti di plastica, condanne eterne ai gay, presunti garanti della famiglia tradizionale: “Nonme ne sono occupato. Ho letto la dichiarazione del Segretario di Stato e mi sembra equilibrata”. Il cardinale Pietro Parolin, citato da Francesco, su Verona ha marcato le distanze con prudenza: “Condivido la sostanza, non la forma”.
Al pontefice argentino venerdì, invece, in maniera riservata, sarà illustrata una ricerca sulla criminalizzazione delle relazioni omosessuali condotta nei Paesi caraibici sotto l’egida dell’Organizzazione interamericana dei diritti umani, di cui fa parte Raul Eugenio Zaffaroni, un giudice, un noto connazionale e caro amico di Jorge Mario Bergoglio. Il professor Zaffaroni, considerato un intellettuale di sinistra, è anche avvocato penalista e docente emerito all’Università di Buenos Aires, è favorevole all’aborto e ai matrimoni gay, da sempre è impegnato in associazioni e progetti per contrastare il razzismo. È stato membro della Corte suprema di giustizia per una dozzina di anni su nomina del presidente Nestor Kirchner, mentre l’allora cardinale Bergoglio era arcivescovo di Buenos Aires e capo della Conferenza episcopale argentina.
Oggi è un oppositore del governo di Mauricio Macri.
Nell’invito ufficiale per l’evento in Vaticano, come ha segnalato lo scrittore francese Frédéric Martel, l’autore di Sodoma, che per primo ha parlato dell’incontro, il professore Zaffaroni ha annunciato un “discorso storico” di papa Francesco di apertura e solidarietà agli omosessuali.
Il tema è molto delicato per i conflitti che genera in Vaticano, soprattutto perché scalda la folta schiera di critici di Bergoglio. Tant’è che il pontefice ha posizioni che possono apparire contraddittorie. Una volta ha detto: “Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chisono io per giudicarla?”. Un’altra, più articolata: “Cosa direi a un papà se mi chiedesse cosa fare con il figlio o la figlia che si dichiara omosessuale? Prima di pregare, poi di non condannare, di dialogare e fare spazio al figlio e alla figlia perché si esprimano. Sempre ci sono stati gli omosessuali e dicono i sociologi che crescono questi fenomeni nei tempi di cambiamento sociale. Inoltre, si tratta di capire a che età il figlio o la figlia si dichiarano, se sono bambini forse c’è un problema da affrontare a livello psicologico, ma anche questo si deve vedere. In ogni caso, mai dirò che il silenzio sia una soluzione: tu sei mio figlio così come sei”. Ai laici può sembrare poco, ma per il clero più conservatore – dal cardinale Robert Sarah in giù – Francesco è un eretico.
il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2019