martedì 12 febbraio 2019

Se con "l'odierno approccio” del Vaticano di fronte agli abusi e occultamenti vi sono "fatti e circostanze" che entrano in conflitto si seguirà  "la strada della verità, ovunque possa portarci"
(LB-RC) "Il Papa ha già deciso ... manca l'ultima riunione della Congregazione per la Dottrina della Fede, in programma per mercoledì 13, il dossier comunque è chiuso con una sentenza precisa e perentoria ..." Queste sono alcune delle voci che da giorni si rincorrono negli ambienti dei vaticanisti e nelle redazioni di importanti testate e agenzie internazionali. Ormai ai più esperti la vicenda dell'ex cardinale statunitense Theodore Edgar McCarrick (New York, 7 luglio 1930) sembra definitivamente chiusa con la sua, come si diceva una volta, "riduzione allo stato laicale". Al tempo stesso si assicura che la decisione del Pontefice, a conclusione di un complesso e delicato processo sia negli Stati Uniti sia nel Vaticano, sarà resa pubblica entro giovedì.
Se la lunga vicenda di uno dei prelati più potenti, riverito e consultato negli ultimi decenni non solo nella chiesa statunitense, sarà chiusa con la sua dimissione dallo stato clericale vuol dire che Theodore Edgar McCarrick non potrà più esercitare il ministero sacerdotale dopo 60 anni 9 mesi. L'ex cardinale è stato ordinato presbitero il 31 maggio 1958.
La Santa Sede, lo scorso 6 ottobre, attraverso un Comunicato aveva fatto sapere: "Nel settembre 2017, l’Arcidiocesi di New York ha segnalato alla Santa Sede che un uomo accusava l’allora Cardinale McCarrick di aver abusato di lui negli anni Settanta. Il Santo Padre ha disposto in merito un’indagine previa approfondita, che è stata svolta dall’Arcidiocesi di New York e alla conclusione della quale la relativa documentazione è stata trasmessa alla Congregazione per la Dottrina della Fede".
Nel frattempo - proseguiva la Nota vaticana di quattro mesi fa -  poiché nel corso dell’indagine sono emersi gravi indizi, il Santo Padre ha accettato le dimissioni dell'’Arcivescovo McCarrick dal Collegio cardinalizio, ordinandogli la proibizione dell’esercizio del ministero pubblico e l’obbligo di condurre una vita di preghiera e di penitenza".
"La Santa Sede non mancherà, a tempo debito, di rendere note le conclusioni del caso che coinvolge l’Arcivescovo McCarrick. Anche in riferimento ad altre accuse portate contro l'ecclesiastico, il Santo Padre ha disposto di integrare le informazioni raccolte tramite l'investigazione previa con un ulteriore accurato studio dell'intera documentazione presente negli Archivi dei Dicasteri e Uffici della Santa Sede riguardanti l'allora Cardinale McCarrick, allo scopo di appurare tutti i fatti rilevanti, situandoli nel loro contesto storico e valutandoli con obiettività."
In questo Comunicato si legge un passaggio, riportato sotto, di notevole rilevanza seppure il suo linguaggio sia ancora contorto. In poche parole si dice che il Vaticano ha cambiato politica di fronte alla questione drammatica degli abusi e in particolare di fronte agli occultamenti, soprattutto se il responsabile è un vescovo. La Santa Sede, si legge nel testo, oggi ha un approccio diverso a quello di altri tempi e se questo "approccio odierno" entra in conflitto con "fatti e circostanze" diversi, la condotta da seguire è "la strada della verità, ovunque possa portarci".
Ecco il passaggio:
"La Santa Sede è consapevole che dall'esame dei fatti e delle circostanze potrebbero emergere delle scelte che non sarebbero coerenti con l'approccio odierno a tali questioni. Tuttavia, come ha detto Papa Francesco, «seguiremo la strada della verità, ovunque possa portarci» (Filadelfia, 27 settembre 2015). Sia gli abusi sia la loro copertura non possono essere più tollerati e un diverso trattamento per i Vescovi che li hanno commessi o li hanno coperti rappresenta infatti una forma di clericalismo mai più accettabile."