giovedì 11 ottobre 2018

Vaticano
Le decise parole del Papa sull’aborto, le polemiche e il magistero dei Papi
(a cura Redazione "Il sismografo")
(Damiano Serpi - ©copyright) Ad ascoltare le parole di Papa Francesco sull’aborto pronunciate ieri durante la consueta udienza del mercoledì in Piazza San Pietro molti si saranno sentiti colpiti dalla durezza e dalla schiettezza della similitudine usata dal Santo Padre per meglio farci comprendere il suo pensiero sull’argomento. Ovvio che queste parole, che vogliono accostare l’atto abortivo a quello di assoldare un sicario per eliminare un problema, abbiano fatto il giro del mondo in un batter di ciglia e provochino scalpore.
Non poteva essere diversamente e sicuramente la decisione del Santo Padre di usare dette precise parole era consapevole di questo. Tuttavia non è nulla di nuovo e conferma una sola cosa:  il Santo Padre è ancorato alla dottrina della Chiesa, al valore irrinunciabile e inalienabile della vita e non si è mai posto, così come alcuni da mesi e anni accusano, al di fuori del seminato della Chiesa per rincorrere una sua personale sete di populismo a buon mercato che mette in conto di svalutare i valori e i principi di fede. In altre parole, Papa Francesco non è un eretico né un Pontefice affetto da una smodata e incontrollabile voglia di “modernismo” che sta mettendo in pericolo gli stessi valori fondanti del cattolicesimo.
Tanti, sia da una parte che dall’altra, sono rimasti o tremendamente delusi o piacevolmente colpiti da questa netta presa di posizione della guida della Chiesa Cattolica e, sin dai primi istanti, è iniziato un lungo dibattito sulle esatte parole pronunciate dal Papa e sulla portata di quel paragone. Ciò nonostante, occorre prima di tutto rimarcare come questa netta posizione del Papa sul tema dell’aborto sia in perfetta linea di continuità con quanto sostenuto dai due precedenti pontefici che, ognuno attraverso il proprio stile e carattere, hanno sempre usato parole forti sulla interruzione di gravidanza. Il paragone utilizzato da Papa Francesco può essere stato, in questo caso, molto diretto e persino cruento, tuttavia già in passato il Santo Padre aveva ribadito questa sua posizione con parole più o meno simili in varie occasioni e in documenti ufficiali ben rintracciabili da chiunque. Per lui, come per la Chiesa, l’aborto procurato con l’intervento esterno equivale a un omicidio, a porre fine a una vita già concepita e completa che non si differenzia, per il sol fatto di essere embrionale, da quella di un uomo.
Questa posizione espressa ieri dal Papa è coraggiosa perché va controcorrente rispetto a quel senso comune ormai diffuso in tutto il mondo che invece ritiene l’interruzione di gravidanza una conquista di libertà, sopratutto per le donne e le famiglie in difficoltà. Sono infatti all’ordine del giorno della cronaca mondiale numerosi episodi di Stati, anche molto cattolici, dove le leggi nazionali sull’aborto sono state introdotte ultimamente a seguito di referendum popolari vinti a schiacciante maggioranza. Situazioni in cui la Chiesa non ha mai nascosto o, peggio, equivocato la sua posizione ufficiale sulla pratica dell’aborto volontario. Detto questo, però, le parole del Papa non possono, come molti stanno cercando in queste ore di far passare attraverso analisi e commenti, essere etichettate come il tentativo di interferire con il potere degli Stati di adottare le proprie leggi. Quel periodo è già passato e, per come sono andate le cose, non potrà più tornare.
L’intervento del Santo Padre di ieri, infatti, non va letto come un monito della Chiesa inviato ai legislatori nazionali affinché sentano tutto il peso di una scelta difficile quando sono chiamati a decidere su tali argomenti. Ciò che ha espresso il Santo Padre va inteso come un invito rivolto a tutti noi fedeli affinché si rifletta sul valore della vita e si recuperi quel sentimento di rispetto e protezione verso la difesa di ogni essere umano sin dal suo concepimento. Papa Francesco ci ha invitato a ragionare da fedeli, ovvero da persone che vogliono liberamente credere in Cristo e nel suo insegnamento. Quello del Santo Padre non è stato un messaggio inviato a tutti noi come cittadini di uno stato piuttosto che di un altro, ma un invito alla riflessione destinato a chi vuole, o crede di dover avere, il passaporto di “Cristiano”. Quel paragone del Papa deve essere inteso, per quanto possa sembrare brusco e diretto, come una raccomandazione paterna che ognuno deve far propria nella vita quotidiana e nel proprio esplicarsi della vita familiare. Non c’è nulla di politico o di normativo in ciò che ha detto ieri il Papa ma solo la volontà di ribadire la necessità per i fedeli di rivalutare la vita quale dono di Dio in una società dove anche il valore vita sta sempre più diventando schiavo del più bieco utilitarismo. Non per nulla, nel medesimo discorso, Papa Francesco si è soffermato anche sulle difficili scelte che si devono affrontare  quando le moderne tecnologie e strumentazioni mediche ci possono preavvertite che un bambino concepito possa nascere con malattie congenite o problemi sanitari gravi.
La Chiesa Cattolica non potrà mai cambiare opinione su questo argomento perché la difesa della vita è un caposaldo irrinunciabile, più di un dogma, della cristianità che deriva dal Vangelo e dall’opera di Gesù. Non c’è alcuno spazio per la trattativa o il baratto su questo e, ieri, il Papa ha voluto sgomberare il campo dai tanti tentativi in atto che vogliono far passare il suo pontificato come un mero sforzo di appiattire le posizioni della Chiesa, e quindi il Vangelo, alla volontà popolare del momento per guadagnare solo un facile consenso.  Le forzature del pensiero dei Papi, usate in questi anni per trovare appigli che potessero in qualche modo giustificare l’aborto o far tollerare certe procedure di fine vita in casi estremi, non possono trovare giustificazione o fondamento alcuno nella dottrina ufficiale della Chiesa a cui, proprio ieri, il Papa ha nuovamente dato valore principale e fondante. Detto tutto ciò ognuno di noi ha oggi non solo materiale in più per riflettere sull’argomento ma una preziosa cartina tornasole che dimostra la fallacia di tante accuse gratuite rivolte al Santo Padre in questi ultimi tempi su temi concreti che non lo hanno mai visto tradire la vera dottrina della Chiesa. Chiunque di noi può pensarla diversamente ma la verità non può essere mistificata o travisata dinnanzi a parole così nette e chiare.