sabato 13 ottobre 2018

Polonia
Iniziativa ecumenica a Katowice in vista della Cop24. Pellegrinaggio per il clima
L'Osservatore Romano
Un pellegrinaggio ecumenico intitolato «In cammino per il clima» porterà numerosi pellegrini italiani e stranieri a Katowice, in Polonia, dove a dicembre si terrà la ventiquattresima Conferenza delle parti della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Cop24).
Il pellegrinaggio, partito nei giorni scorsi, è organizzato, per la tratta italiana, da Focsiv-Volontari nel mondo e per la parte internazionale da Global Catholic Climate Movement (Gccm) e da The Climate Pilgrimage.
All’iniziativa partecipa anche la Commissione globalizzazione e ambiente (Glam) della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei). Secondo il presidente di Focsiv, Marco Cattai, il pellegrinaggio è ispirato dal messaggio dell’enciclica di Papa Francesco, e vuole essere lo spunto per far riflettere su quattro obiettivi: contenimento dei gas serra entro i 2 gradi centigradi, sviluppo di energie alternative e di economie sostenibili, investimento in favore delle popolazioni più fragili e soluzioni alla questione migratoria legata ai cambiamenti climatici.
«Dopo Parigi 2015, la temperatura del pianeta è in aumento e non si sono ridotte le emissioni di Co2», si legge nel comunicato dell’iniziativa nata «per far riflettere e sensibilizzare le persone circa gli effetti dei cambiamenti climatici sul futuro della vita quotidiana, su quello delle popolazioni più povere e vulnerabili e le istituzioni affinché si impegnino per contenere le emissioni di gas serra».
A guidare i pellegrini è Yeb Sano, ex-delegato della Repubblica delle Filippine per le conferenze delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. «La nostra — ha spiegato Sano — vuole essere un’azione radicale ma pacifica che tocchi i cuori delle comunità che attraverseremo. Vogliamo rispondere con la pace e la preghiera all’avarizia, all’apatia e all’arroganza che spesso contraddistinguono il dibattito sul clima. Vogliamo dimostrare che il cambiamento climatico non è un tema su cui solo la politica può intervenire, ma tutta la popolazione unita e dal basso deve muoversi ad agire».
Quello di Katowice è un appuntamento cruciale, perché si dovranno definire le modalità di applicazione dell’accordo di Parigi; le regole condivise e le azioni per renderne operativi gli impegni prima del 2020, quando l’accordo del 2015 diventerà effettivo. Inoltre, si dovrà tentare di definire la questione dei finanziamenti necessari per la lotta ai cambiamenti climatici e per l’adattamento agli stessi da parte delle nazioni più vulnerabili.
In occasione della conferenza di Parigi, i leader religiosi hanno chiesto ai capi di stato la completa decarbonizzazione entro la metà del secolo e la necessità di porre fine all’era dei combustibili fossili, eliminandone gradualmente le emissioni. «Torniamo a camminare, come abbiamo fatto a Parigi per la Cop21 — ha dichiarato all’agenzia Nev, Antonella Visintin, coordinatrice della Glam — e rispondiamo così all’indicazione del World Council of Churches (Wcc), che già a Busan nel 2013 invitava a un pellegrinaggio della giustizia e della pace».
L'Osservatore Romano, 12-13 ottobre 2018