sabato 13 gennaio 2018

Il Pontefice celebra la messa per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato. Sono circa 258 milioni le persone in tutto il mondo che, nel 2017, sono state costrette ad abbandonare il proprio paese alla ricerca di un futuro migliore: un aumento del 49 per cento rispetto al 2000. Molti di loro fuggono da guerre, fame e miseria: queste persone rischiano la vita e sono vittime di abusi e sfruttamenti di ogni tipo. La risposta a tale sfida globale, come ha sottolineato Papa Francesco, deve articolarsi intorno a «quattro verbi fondati sui principi della dottrina della Chiesa: accogliere, proteggere, promuovere e integrare» secondo quanto si legge nel messaggio per la giornata mondiale del migrante e del rifugiato, che si celebra domani, domenica 14 gennaio. E proprio domani, il Pontefice presiederà la messa in San Pietro dedicata ai migranti e ai rifugiati.
I dati forniti dalle Nazioni Unite dipingono un quadro complesso e diversificato. Oltre il sessanta per cento di tutti i migranti vive in Asia (80 milioni) ed Europa (78 milioni). Nel Nord America se ne contano 58 milioni, in Africa 25. È significativo che due terzi di questi immigrati viva in appena venti paesi: il numero più elevato (50 milioni) si trova negli Stati Uniti; vengono poi Arabia Saudita, Germania e Russia, che ne ospitano ciascuno attorno ai dodici milioni. Segue la Gran Bretagna con nove milioni.
Molto grave è la situazione degli aiuti e delle politiche messi in atto. Tutte le maggiori agenzie dell’Onu lamentano gravi tagli ai bilanci che impediscono di realizzare un’azione efficace. E questi tagli pesano soprattutto nelle situazioni più difficili, come ad esempio nello Yemen dilaniato da una feroce guerra civile che ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie case. Di recente, in una dichiarazione congiunta, l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), il Fondo dell’Onu per l’infanzia (Unicef) e il Programma alimentare mondiale (Pam) hanno chiesto la fine delle violenze per consentire l’assistenza.
Un appello alla necessità di nuove strategie politiche per affrontare la questione migratoria è stato lanciato dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr). Solo in questa settimana — ha ricordato ancora l’agenzia dell’Onu — circa 160 migranti hanno perso la vita in tre diversi incidenti nel Mediterraneo. L’Unhcr insiste affinché venga adottato «un approccio comprensivo nella gestione dei movimenti di migranti e rifugiati» che affrontano i pericolosi viaggi attraverso il deserto del Sahara e il Mediterraneo. «È necessario costruire e rafforzare la capacità di protezione e supporto al sostentamento negli stati di primo asilo, fornire ai rifugiati modalità più protette e regolari per trovare la sicurezza, attraverso percorsi legali quali il reinsediamento e la riunificazione famigliare, e affrontare le cause principali che costringono i rifugiati alla fuga».
L'Osservatore Romano, 13-14 gennaio 2018.