venerdì 22 dicembre 2017

L'Osservatore Romano
Nel primo pomeriggio di giovedì 21 dicembre, all’altare della Cattedra della basilica vaticana, Papa Francesco ha presieduto il rito dell’«ultima commendatio» e della «valedictio» al termine delle esequie del cardinale Bernard Francis Law, arcivescovo emerito di Boston e arciprete emerito dalla basilica papale di Santa Maria Maggiore, morto mercoledì 20. Il rito è stato presieduto dal decano del collegio cardinalizio, del quale pubblichiamo di seguito l’omelia. Hanno concelebrato ventinove porporati, tra i quali Pietro Parolin, segretario di Stato, e sette tra arcivescovi e vescovi. Tra i presenti, anche il segretario del cardinale statunitense, monsignor Paul Brendan McInerny. Con i membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, erano gli arcivescovi Becciu, sostituto della segreteria di Stato, Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati, e monsignor Bettencourt, capo del Protocollo. Il cardinale Law sarà sepolto nella basilica liberiana.
(Card. Angelo Sodano) «Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio» (Sapienza, 3, 1): sono queste le consolanti parole del libro della Sapienza, che sono state proclamate nella prima lettura di questa celebrazione eucaristica. Sono parole che illuminano la nostra visione della vita e della morte e che ci spingono ad un fiducioso abbandono nelle mani del Signore.
Con tale certezza noi oggi vogliamo dare l’addio al compianto cardinale Bernard Francis Law. Per la santa Chiesa di Cristo egli aveva dedicato tutta la sua vita, prima negli Stati Uniti d’America e poi qui a Roma. Furono 56 anni di vita pastorale, prima come parroco nella sua diocesi di Jackson, poi come vescovo a Springfield - Cape Girardeau e, infine come arcivescovo nella grande arcidiocesi di Boston, fino a quando il santo Pontefice Giovanni Paolo II lo chiamò qui a Roma, come cardinale arciprete della basilica di Santa Maria Maggiore.
E proprio qui a Roma, egli ha chiuso i suoi occhi a questo mondo, per aprirli alla luce dell’eternità.
Nel corso della sua esistenza, egli aveva ripetuto sovente le parole del salmista che diceva: «Cercherò sempre il tuo volto, o Signore». Ed ora egli poteva veder realizzata l’aspirazione della sua vita: vedere faccia a faccia il suo Signore!
Noi oggi vogliamo dargli l’estremo saluto, ringraziando in primo luogo il Signore per avercelo dato.
Il Buon Pastore gli aveva fatto sentire la sua voce, dicendogli “vieni e seguimi” ed egli aveva risposto di sì, divenendo ministro di Cristo.
«Dono e mistero» è ogni vita sacerdotale, scrisse il compianto Papa Giovanni Paolo II, in occasione del 50° del suo sacerdozio (cfr. Dono e mistero, Libreria Editrice Vaticana, 1996). Dono e mistero è stato anche il sacerdozio del nostro compianto cardinale. Noi oggi vogliamo ringraziare il Padre che sta nei cieli per avercelo dato.
San Francesco d’Assisi nel suo famoso Cantico delle creature invitava a ringraziare il Signore per tutti i suoi doni ed anche per “sorella morte”. Ma è evidente che, in primo luogo, dobbiamo ringraziare il Signore per “sorella vita”, il primo grande dono che Dio ci ha elargito!
Certo, la vita è un dono, ma è anche una missione. Per un ministro di Cristo è poi una missione molto esigente ed alta è la responsabilità che egli assume di fronte a Dio ed agli uomini.
Purtroppo ognuno di noi può anche mancare di fedeltà alla missione ricevuta. Per questo il sacrificio eucaristico che offriamo al Padre che sta nei cieli è anche una preghiera di suffragio per i nostri cari defunti, perché Dio, li accolga subito nelle sue braccia misericordiose.
La fede cristiana ci dice che nulla di meno puro e santo entra al cospetto di Dio. Per questo la Chiesa, nostra madre e maestra, ci insegna a pregare per i nostri defunti. Lo sanno bene i fedeli delle nostre parrocchie, che sanno a memoria l’antica preghiera: Requiem aeternam dona eis, Domine... L’eterno riposo dona loro, o Signore!
Anche oggi questa vuole essere la nostra invocazione. È una invocazione che affidiamo nelle mani materne di Maria, particolarmente venerata dal nostro caro cardinale Law, che qui a Roma tanto si spese per diffondere la devozione alla madre del Signore, come cardinale arciprete della grande basilica di Santa Maria Maggiore. Ora sia Maria Santissima ad accoglierlo nella patria eterna del Paradiso!
L'Osservatore Romano, 22-23 dicembre 2017.